Alien-Azione.
David Bowie - The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
1972
Prodotto da Ken Scott e David Bowie e registrato agli studi della Trident di Londra.
Tracce
1. Five Years - 4:42
2. Soul Love - 3:33
3. Moonage Daydream - 4:37
4. Starman - 4:16
5. It Ain't Easy - 2:57
6. Lady Stardust - 3:21
7. Star - 2:47
8. Hang On To Yourself - 2:38
9. Ziggy Stardust - 3:13
10. Suffragette City - 3:25
11. Rock 'N' Roll Suicide - 2:57
Formazione
• David Bowie - voce, chitarra, sassofono
• Mick Ronson - chitarra, pianoforte
• Trevor Bolder - basso
• Mick "Woody" Woodmansey - batteria
• Dana Gillespie - cori
Con sua maestà Bowie è facile farsi travalicare dall'importanza del suo mito nella storia della musica e nella cultura a tutto tondo (non solo musicale quindi) e si rischia di mettere in secondo piano gli album che si ascoltano.
Inoltre un sacco di gente preparata dice che quest’album è considerato “minore” rispetto al precedente "Hunky Dory" o al successivo "Aladdin Sane", io che seguo il mio istinto lo proclamo ne più ne meno: "un album perfetto".
Non solo; tutti i brani sono dei pregevoli esempi di canzone perfetta, sono stati scritti e composti da David Bowie e moltissimi di questi brani sono divenuti dei successi indelebili e indimenticabili: “Suffragette City” “Starman” “Ziggy Stardust” “Lady Stardust” eccetera.
A vederlo così, magrissimo, allampanato e truccato non si può non pensare ad una sorta di Punk ante-litteram nel quale la rappresentazione del personaggio non era che quella dell’uomo, anticipatore di mode, pop e rock insieme, decadente e un poco insano come diverranno mille suoi epigoni.
Ziggy” è l'album di David che più allacciato elementi distanti come la musica il teatro, la fantascienza, la realtà e la finzione lasciando una traccia indelebile nel futuro (paradossalmente), primo fulgido esempio di quella moda degenere dove artista, arte e rappresentazione e vita si confondono senza soluzione di continuità.
Bowie è stato un grande anticipatore di generi, innanzitutto è considerato uno dei creatori del Glam Rock (che in fondo cos’è se non Pop Rock?) assieme ai T.Rex con The Slider, All The Young Dudes dei Mott the Hoople (sempre prodotto da Bowie) le opere di quell’anno degli Slade, Bowie è un indubbio precursore del Punk, del Pop di classe, di una certa musica nichilista e distruttiva e Dark degli anni 80: “Facendo l'amore con il suo ego Ziggy succhia nella sua mente”.
David è anche un grande innovatore sonoro, elettronica disseminata, temi fantascientifici, orchestrazioni alla Yellow Submarine, chitarra acustica doppiata dall’elettrica, pianoforte asciutto e voce che si adatta camaleonticamente ad ogni battito ritmico.
Bowie costruisce una vera e propria Opera Rock, descrive un ragazzo: “Ziggy” appunto, che, grazie all’aiuto di un alieno, diventerà una star in un meta-mondo delirante per poi cadere e morire in una deviata metafora della gloria.
In fondo questo album è universale perché in ognuno di noi vive un alieno, un punk, sale e cade e infine muore, è fragile e combatte le sue insicurezze, è oscuro e malato, si maschera e sfida la vita e le avversità, vuole primeggiare o solo arrivare da qualche parte, vuole vivere ma va al di là del principio del dolore.
Come temevo non sono riuscito a non parlare principalmente del mito di David Bowie.
Gilbert Cerbara
Inserita il 24 - 03 - 09
Gilbert Cerbara
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