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Gli Immancabili
Gli album da possedere assolutissimamente!

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ELIO E LE STORIE TESE - ITALIAN, RUM CASUSU ÇIKTI
ELIO E LE STORIE TESE - ITALIAN, RUM CASUSU ÇIKTI
L'assurdo ci lascia liberi
.

Elio e le Storie Tese - Italyan, Rum Casusu Çikti
1992

L’ordine è più importante della libertà?
Se si perché il governo è costretto a travestirsi da analcolico biondo?
Ma perché poi? E con quali conseguenze?
Vie di fuga sempre più sottili e rare impongono il rifugiarsi nel non sense, l’uso dell’assurdo aumenta in quanto le parole hanno perso di significato, l’artista è continuamente in cerca di nuove definizioni del concetto di libertà.
Delle parole si abusa appunto per delegittimarle, nell’immenso calderone dove tutto è mescolato (politica, come etica e morale oppure show più biechi) non abbiamo più il senso critico, manca la capacità di immedesimarsi con gli altri.
L’unica risposta è un non messaggio che è rifiuto critico e non accettazione del contesto, concettualizzazione e carnevalizzazione dello stesso.
“Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo, con le ragazze di tutte le stazze, pratico l’anal e l’arte del bondaggio, come si vede nel mio cortometraggio”. (Cartoni Animati Giapponesi)
Elio ha fatto suo il precetto Zappiano (come molto meno intelligentemente e successivamente altri musicisti cosiddetti “di rottura”) che sostiene che la realtà è molto più bieca e impazzita di quanto non lo siano le storie di fantasia o i riferimenti morali completamente scardinati degli ultimi vent’anni.
La compassione o il buonismo edulcorato delle vite in diretta non aiutano certamente a descriverla perché non abbiamo più esempi, mentre un sano cinismo e abbondanti dosi di sadico compiacimento rendono meglio l’idea.
Questo è un disco perfetto nel suo equilibrio obliquo, omogeneo e graffiante senza essere blasfemo o disgustoso (come spesso hanno fatto nel passato nostri eroi), suonato benissimo da ottimi musicisti ai quali si aggiungono collaborazioni straordinarie.
Il gruppo comprende:
Elio: Voce
Rocco Tanica: Tastiere
Cesareo: Chitarra Elettrica
Faso: Basso Elettrico
Feiez: Saxofono, Percussioni, Chitarre
Curt Cress: Batteria
Le collaborazioni sono di: I Chieftains, Il coro delle voci bulgare, Diego Abatantuono, Riccardo Fogli, Oliver Skardy, Pitura Fresca, Enrico Ruggeri.
“Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta, niente marihuana ne pasticche, noi si assume solo il due di picche…… l’occhio spento e il viso di cemento, lei è il mio piccione ed io il suo monumento”
I testi sono i soliti, incomunicabilità tra uomo e donna, sottomissione masochistica e profittamenti biechi, ironia corrosiva e un pizzico di non sense.
I brani
* Rum casusu
* Servi della gleba?
* Servi della gleba
* Arriva Elio
* Uomini col borsello (Ragazza che limoni sola)
* Il vitello dai piedi di balsa
* Cartoni animati giapponesi
* Cinquecento
* Supergiovane
* Essere donna oggi
* Pork & Cindy
* Pipppero®
* Il vitello dai piedi di balsa reprise
* Urna
* Arrivederci
* La vendetta del fantasma formaggino
“Ragazza che limoni sola, denoti spigliatezza, tant’è che c’è un invidioso.. ti sussurra così: Bea Mona. (Uomini col borsello)
Facciamo un esempio: se ci venisse imposto un conduttore televisivo antipaticissimo, per quanto ci ribellassimo, non avremmo certamente il potere di cambiarlo, si instaurerebbe un rapporto”Familiare”, la gente, (noi) si abituerebbe a convivere con quel lui che sguazza nella nostra intimità come un parente, diventerebbe il nostro parente antipatico, il presentatore antipatico all’interno della nostra vita.
“Nel boschetto della mia fantasia c’è un fottio di animaletti inventati da me, che mi fanno ridere quando sono triste, che mi fanno ridere quando sono felice, insomma mi fanno ridere sempre” (Il vitello dai piedi di balsa).
Non abbiamo più esempi dicevo, da Napoleone o Garibaldi ai Paparazzi che ricattano (a norma di legge) le vittime del loro lavoro, da Ettore e Achille alle sgallettate figlie dei riccastri nordamericani che si dibattono tra i dubbi degli inviti di un party o un altro, da Cristo e Ghandi alla pletora di omuncoli leccapiedi schiavi e carcerieri di un potere che si celebra e legittima nei suoi riti rivoltanti.
“Sfreccia impenna scatta escalma: Porco Dito, io rimango abbrustolito dalle fiamme espulse dalla petomarmitta, motociclo motocarrozzetta, sgomma inchioda va a manetta e fa ca..are addosso ai matusa e al governo”. (Supergiovane).
Basterebbe osservare bene gli altri esseri umani ed ogni loro attimo, ogni donna o uomo mediamente sano, mediamente fortunato, mediamente intelligente noterebbe quale meraviglioso miracolo sta vivendo.
Un miracolo temporaneo, una esistenza che come fine non ha soltanto il vegetare e l’estinzione, ma la ricerca di un compito, l’obbligo all’ascolto e all’interfaccia.
“La morte viene silenziosa come un’alce, dai vivi ci separa col taglio della falce” (Urna)
E poi, anche se non ce ne fosse bisogno ogni brano è bellissimo, pop, rock, hard, funk, eccetera. Tra le altre “Pippero” una hit Dance Bulgara degli anni 70 con l’intro di “I Feel Fine” dei Beatles.
Un tempo mancava la libertà di parola, ora con tutta la schifezza che ci sommerge quella di ascolto.
Conoscere per scegliere ed essere liberi.
Questo disco rende un po’ più liberi.
Gilbert Cerbara

Inserita il 13 - 06 - 09
Gilbert Cerbara
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