Molto non è stato raccontato.
.
.
Enzo Carella
Vocazione
1977
RCA Italiana
Testi: Pasquale Panella.
Vocazione
Guarda l'uccellino
Ballatetta
Fosse vero
Malamore
L'anima pagliacciona
La serieta'
Il Sud è un'infanzia sudata
Di Enzo Carella si ricordano alcune cose: il brano “Barbara” piazzatosi secondo al Festival di Sanremo del 1979, la stima che aveva per lui Lucio Battisti e la leggenda che lo vuole assistere all’ultimo concerto di Jimi Hendrix.
Purtroppo la sua musica, il suo meraviglioso primo album sono, quasi completamente e ingiustamente a mio avviso, dimenticati.
"Malamore" è stato il brano che lo ha presentato al grande pubblico (e a me personalmente), passato con una certa frequenza alla radio dell’epoca, i testi, se non geniali, sono da considerarsi quantomeno unici in quanto scritti, così come molti dei successivi da Pasquale Panella.
Onirici, giocosi ed enigmatici, ecco un frammento di Malamore:
“Dì che mi amerai di febbre o consunzione; prendi alla fronte il cervello fra il pallone; baciami alla gola la tua bocca migliore; ma è l’asma che mi cola come piombo sul cuore.”
I suoi brani erano innovativi, in anticipo sui tempi di almeno dieci anni, il timbro unico, i suoni leggeri, la voce sussurrante, apparentemente debole, ma carica di sugestioni.
La gamma musicale si muove nella canzone italiana venandola di influenze black e latine, le gradevoli chitarre ritmiche ricordano gli America, le ritmiche feline sono leggere, ma aggressive. dalla world music, al rock, dal folk al funk, con un taglio decisamente più black ed emozionale.
Ascoltare il basso fantastico di Fabio Pignatelli è una delizia, il modo di Enzo di suonare la chitarra acustico/rock/blues ricorda Larry Carlton; una energia di chi ha sempre molto suonato e vissuto per passione.
“Vocazione" è complessa e articolata (uno dei 50 brani più belli della musica italiana , a mio modesto avviso) le altre sono tutte bellissime: “L'anima pagliacciona”, “La serietà” e “Fosse Vero” dalla quale traggo un passaggio:
“Ma scegli un trucco di qualità; un’invenzione da penetrare; le cose a posto tra me e te; son posizioni da evitare”.
“Il sud è un'infanzia sudata” è uno dei miei 5 brani top di musica italiana di sempre, l'incedere è trascinante e potente, il testo antico e poetico:
“Era il tempo delle more; si moriva piano al sole caldo che; vaporava l’età; e niente dindi in bocca per passare il fiume dal paese in poi; coi pesci del sud.”
La batteria è efficacissima, la tastiera è progressiva, si tratta di un pop rock trascinante dove tutto è sempre originale e personalissimo, di qualità eccelsa e inimitabile.
Si tratta di una musica circolare, tappeti di Moog, un approccio trasparente, Carella non rallenta mai i suoi musicisti, li lascia liberi di esprimersi.
La musica per Enzo è innanzitutto una passione, si sente chiaramente, e lui, tanto per descrivere l’uomo, è stato uno di quelli che ha abbandonato le scene in un momento in cui aveva ancora successo.
“Silenziosetti vanno dalla chiesa fino al fiume, con i ceri dritti dritti, i chierichetti teneri capretti del signore”.
E’ emozionante, un mantra bellissimo, prende e trascina verso luoghi lontani, la musica è vita, la vita è musica e la musica di Enzo Carella non è stata raccontata abbastanza.
Gilbert Cerbara
Inserita il 07 - 11 - 09
Gilbert Cerbara
|