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Gli Immancabili
Gli album da possedere assolutissimamente!

La Rubrica è curata da Gilbert Cerbara.
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JORGE BENJOR - THE DEFINITIVE COLLECTION
JORGE BENJOR - THE DEFINITIVE COLLECTION
Maravilha Tropical
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Jorge Ben Jor
The Definitive collection

2004
Wrasse Records

1. Que Pena (Ela Ja Nao Gosta Mais de Mim)
2. Mas, Que Nada
3. Xica da Silva
4. Bebete Vaobora
5. Chove Chuva
6. Taj Mahal
7. O Telefone Tocou Novamente
8. Os Alquistas Estão Chegando Os Alquimistas
9. Ponda de Lança Africano (Umbabarauma)
10. Por Causa de Voce, Menina
11. Caramba! ... Galileu da Galileia
12. Charles, Anjo 45
13. Minha Teimosia Uma Arma Pra Te Conquistar
14. Cade Tereza
15. Zumbie
16. O Filosofo
17. Pais Tropical
18. Oba, Lá Vem Ela
19. Que Maravilha

Jorge Ben è uno dei massimi musicisti e compositori brasiliani; nasce a Rio de Janeiro nel 1942 e cambia il nome in Jorge Ben Jor nel 1989 per frenare l'incidente legale che attribuisce parte dei suoi diritti editoriali al chitarrista statunitense George Benson.
Anche se in Italia non è conosciutissimo Jorge Ben “è” il Brasile, rappresenta la sua anima più profondamente popolare (e con questo termine ne intendo la vera essenza), infatti se pensate ai brani famosi che conoscete, ai superclassici eterni della musica brasiliana vedrete che, nella maggior parte, sono composti da lui.
Sicuramente ricorderete “Mas, Que Nada!” ad esempio, fa parte del primo album e diviene la prima grande hit della storia del Brasile (verrà successivamente portata al successo internazionale da interpreti come Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie e Al Jarreau e nel 2006 da Sérgio Mendes insieme ai Black Eyed Peas), oppure ricorderete quando quei decerebrati del Grande Fratello facevano il treno cantando Pepepepepepepe – Pepepepepepepe? Si tratta di “Taj Mahal”, altro brano universalmente ultrafamoso.
Altro successo planetario è “Pais Tropical”, dove i colori carioca si fissano sulla tela della memoria, si tratta di melodie universali e senza tempo di inusitata bellezza.
Infine una curiosità, negli anni 70 le discoteche della riviera romagnola (“La Baia degli Angeli” e successivamente “La Mecca”) passavano musica definita Afrocubana che potremmo definire non solo antesignana del Lounge, ma tracciatrice di nuovi binari per la musica popolare italiana ed internazionale dalla quale avrebbero attinto tutti, da Ennio Morricone, al Jazz, il Pop eccetera; ebbene quei brani erano nella quasi totalità di Jeorge Ben.
Ho reso l’idea?
Le sue radici affondano nell’africa, ai griots della sua terra, ai tamburi della Guinea e del Senegal mescolando ritmi tropicali, samba, bossa nova e funk in soncronia, nell’anima nera del brasile più profondo, con testi che uniscono esoterismo e religione, satira e humor e si arricchiscono con le melodie occidentali creando una nuova fusione dirompente che può essere paragonata all’evoluzione del Rock’n’Roll o del Beat nelle rispettive epoche; il limite quindi non è in Jorge, quanto nella nostra non conoscenza della sua importanza.
Il suono è pulito, le melodie eterne nel loro linguaggio universale, la ritmica coinvolgente, e Jorge da stato un vero rivoluzionario diventa il punto d`incontro tra la bossanova, il movimento della Jovem Guarda e il Tropicalismo e io, lo dichiaro a scanso di equivoci, lo ritengo il più geniale compositore di quella terra meravigliosa (e non sono il solo).
Gilberto Gil, una volta ascoltate le sue prime composizioni, ebbe l’impulso di non scrivere più, voleva limitarsi a cantare le sue canzoni, Caetano Veloso ebbe a dichiarare pubblicamente di amare il suo modo di comporre, attribuendogli il titolo di più grande compositore popolare brasiliano e omaggiandolo con citazioni in brani composti nel passato e interpretando antichi successi dello stesso Jorge.
Il disco è una raccolta non completissima ma spettacolare
Contiene i primi successi “Mas, Que Nada”, “Taj Mahal”, “Pais Tropical” “Que Maravilha”, quelli legati alla samba (manca Filho Maravilha) e i brani degli anni '80, "Ponta de Lança Africano (Umbabarauma)" (che parla del calcio, il suo sport preferito).
Lodevole la volontà di inserire “Xica da Silva”, la trascinante “Bebete Vaobora”, purtroppo, ma solo per questione di spazio mancano molti brani altrettanto belli e coinvolgenti “Pulo Pulo” ad esempio, ma tant’è.
Con la sua inventiva compositiva, la grande tavolozza descrittiva delle sue canzoni Jorge è stato il più fedele descrittore del Brasile del trentennio 60/70/80, la colonna sonora più indicata per illustrarne le mille anime.
Naturalmente….. “immancabile”.

Gilbert
Inserita il 08 - 12 - 09
Gilbert Cerbara
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