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Gli Immancabili
Gli album da possedere assolutissimamente!

La Rubrica è curata da Gilbert Cerbara.
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SUCCESSIVOLA FAMIGLIA - PACCO
LEVEL 42 - WORLD MACHINE
LEVEL 42 - WORLD MACHINE
King of the world.

Level 42 – World Machine(deluxe edition 2006)
Deluxe Edition 2007
Original 1986

Mark King – Basso/Voce
Mike Lindup – Tastiere /Seconda Voce
Roland “Boon” Gould – Chitarra
Phil Gould – Batteria

CD 1: 1: 5:15 World Machine
2: 5:27 Physical Presence
3: 4:25 Something About You
4: 5:01 Leaving Me Now
5: 4:06 I Sleep On My Heart
6: 4:35 It's Not The Same For Us
7: 3:51 Dream Crazy
8: 4:36 Good Man In A Storm
9: 3:41 Coup D'Etat
10: 5:42 Lying Still

CD2:
1: 5:45 World Machine [Live BBC - Previously Unreleased]
2: 5:32 Leaving Me Now [Live BBC -Previously Unreleased]
3: 5:18 Something About You [Live BBC]
4: 4:02 Coup D'Etat [Backwards Mix B-Side]
5: 8:02 Something About You [Shep Pettibone Remix]
6: 4:15 I Sleep On My Heart [Live - Previously Unreleased]
7: 4:19 Dream Crazy [Live - Previously Unreleased]
8: 5:41 Lying Still [Live - Previously Unreleased]
9: 6:10 Physical Presence [Live - Previously Unreleased]
10: 5:48 Leaving Me Now [Live - Previously)
11 World Machine Phunk Investigation Club Mix / Vox Spin Ins]

Credevo che un bassista funambolo non sapesse anche cantare mentre suona, credevo anche che miscelare pop, funk e Jazz non fosse il modo migliore per arrivare al primo posto in classifica ma, per tutta una serie di felici combinazioni (e quest’album ne è una) ho dovuto rivedere la lista dei miei pregiudizi.
Si dicevano meraviglie di Mark King, eppure nel video Something about you di Videomusic cantava solamente ma, era o non era il nuovo bass hero degli anni 90 più di Jack Bruce, Greg Lake, Sting? E quindi alle prime note la curiosità è notevole, facci sentire di cosa sei capace. La voce è pastosa e calda, il basso piatto e sintetico.
Ricordo che l’epoca era quella del post punk, della New wave e del metal, inoltre l’avvento massiccio dei sintetizzatori aveva reso momentaneamente obsoleto ogni approccio convenzionale, in quel contesto il brano omonimo col basso sinterizzato è semplice ed immediato, molto pulito nei suoni ed elegantissimo, accenti fusion , le premesse per un album immancabile ci sono tutte.
I riferimenti agli Jellowjakets non mancano ,nel primo brano “World Machine” tutto standard fino al minuto 3,56, poi un notevole giri di basso comincia a spiegare tante cose, il secondo brano è “Physical Presence” , la voce è bella e non vi è nulla che non sia indispensabile, Boon alla chitarra è preciso e personale al puntio che ricorda il mai troppo osannato Andy Summers dei Police.
“Something About You” è la hit dell’anno, Mark usa la pur eccellente tecnica senza farsi usare da essa ed il brano è un brit pop evoluto, anche “Leaving Me Now” è bellissimo, Mike fa un ottimo lavoro alla tastiera e ai cori in falsetto e Phil Gould alla batteria è un metronomo mai banale.
Sleep on my heart è una song poderosa mentre Mark slappa cantando senza incertezze, ricorda i Kajagoogoo, la seguente è cantata da Lindup e la successiva è Dream Crazy, il pezzo più black funk dell’album (la base ricorda il Louis Johnson di Stomp con l’arrangiamento di Quincy Jones).
“Good Man in a Storm” è l’avvicinarsi alla consapevolezza del bano perfetto, semplice e inarrestabile, una bella linea di basso doppiato dalla chitarra con phaser mentre Coup d’etat è un buon esercizio di tecnica, Livin Still di una dolcezza meravigliosa sul tappeto morbido della tastiera , una ballata bellissima.
Non vi basta? E se vi dico che nel disco due c’è l’equivalente ma dal vivo? E magari un brano “Disco” con World Machine? E se vi dico che quello che ho descritto è riferito solamente solo al primo ascolto, ogni volta che il disco riparte c’è qualcosa in più?
Morale: le morali sono tre.
Uno, non è vero che un bassista funambolo non può anche cantare bene.
Due, Mark King è un fenomeno e gli altri non sono da meno.
3. Un solo ascolto convince, un altro coinvolge, un altro incatena. Immancabile.

Gilbert Cerbara
Inserita il 09 - 03 - 09
Gilbert Cerbara
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