E' finalmente uscito, dopo una lunga attesa, " Io non sono Giuseppe Verdi", il primo album ufficiale del carismatico Andrea Giops, famoso presso il grande pubblico anche per la sua partecipazione a " X Factor Italia". Lo abbiamo incontrato per scambiare quattro chiacchiere grazie alla straordinaria collaborazione dell' Ufficio Stampa Parole e Dintorni...
Andrea, finalmente è uscito il tuo primo cd! Che effetto ti fa averlo tra le mani? E’ un po’ come se la mia immagine in copertina mi dicesse “ci siamo, adesso inizia il vero lavoro”. Quando si è in fase di produzione è tutto molto bello, si è immersi nella musica e nella creatività. Quando si arriva al prodotto finito da una parte c’è sicuramente molta soddisfazione per il lavoro in cui si crede che arriva alla luce, dall’altra ci si chiede “E adesso cosa succederà? Ce la farò a farlo ascoltare alla gente?”. Il problema comune di chi inizia a fare musica oggi è appunto riuscire a far conoscere se stessi e il proprio prodotto.
Eppure tu è da tanto tempo che fai parte del mondo musicale... Come è cambiato nel bene e nel male nel corso del tempo secondo te? E’ cambiato tutto da quando il digitale ha preso il sopravvento sul supporto fisico: il web ha dato il via a una vera e propria rivoluzione musicale, in cui ci troviamo nel mezzo.Come spesso avviene in ogni cambiamento ci sono i due lati della medaglia. In male è cambiato che le discografiche hanno ridotto i loro introiti, che in parte destinavano alla crescita e alla promozione di nuovi artisti. Oggi i giovani non hanno tempo di maturare e spesso vengono abbandonati se non funzionano al primo colpo. Dall’altra parte il web permette a tutti di arrivare direttamente alla persone: investendo relativamente poco (rispetto alle cifre necessarie 15 anni fa) su un brano e su un video, se l’idea è buona l’artista viene premiato venendo condiviso sui social network e sui blog. Questo può innescare l’interesse delle case discografiche, di agenzie di concerti, delle radio e persino delle televisioni.
E' cambiato anche il tuo modo di concepire e fare musica? Credo che ogni artista debba essere sempre alla ricerca di un’evoluzione. Quando ci si ferma è perché si è arrivati alla frutta. Nel mio caso credo di essere solo all’inizio, devo ancora crescere e imparare tante cose. Ci metto tanta passione, prendendo sì spunto dai grandi artisti che hanno fatto parte del mio percorso di crescita, cercando di rimanere il più possibile me stesso in questa continua evoluzione.
A proposito, con quali parole descriveresti il tuo rapporto con essa? Non posso farne a meno, non voglio farne a meno. Bob Marley diceva che chi smette di credere ai propri sogni inizia a morire. Credo avesse ragione.
Solitamente i musicisti sono persone stravaganti ma anche molto sensibili... Stravagante lo sei (e si vede!) ma sensibile? Tramite la musica ho scoperto di avere persino un lato romantico, cosa che nella vita non ho mai esteriorizzato troppo. Ascoltare e interpretare brani scritti da altri da la possibilità di andare a toccare delle corde che non sempre si ha la consapevolezza di avere. Serve anche a crescere e a conoscersi.
E cos' altro sei? Sul palco dicono che sono piuttosto istrionico, ma come dicevo sto scoprendo altri miei lati. Giù dal palco non credo di essere troppo diverso da una persona normale: ho solo una passione in cui credo e che voglio che faccia sempre più parte della mia vita.
Quale credi sia il tuo miglior pregio? Credo molto nel rispetto.
E il tuo peggior difetto? A volte sono puntiglioso, in maniera quasi maniacale.
E qual'è invece il difetto che proprio non sopporti negli altri? Non sopporto le persone invidiose e chi si ferma ai pregiudizi senza prima conoscerti.
Andrea Giops fra cinque, dieci, e vent'anni, come lo vedi e soprattutto dove lo vedi? Mi vedo sempre qui a lottare per la musica. In prima persona e magari aiutando anche chi è più giovane di me: ho visto artisti di talento rinunciare perché abbattuti dalle difficoltà di oggi e andare avanti gente che con la musica ha poco o niente a che vedere. Per fare questo mestiere ci vuole molto carattere: credo che se potessi dare una mano a chi ha del talento e non ha la fortuna o la forza di poter emergere, lo farei molto volentieri. Per me la musica deve essere motivo di unione, non di competizione, come a volte accade.