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Due chiacchiere con i Transistor
Due chiacchiere con i Transistor
I Transistor nascono a Viareggio alla fine del 2008 con lo scopo di produrre musica e video di ottima qualità.
L'idea è del tastierista Patrizio Politi che coinvolge il chitarrista Luca Del Carlo, che aveva in precedenza già suonato con lui, rinnovando un sodalizio musicale iniziato nel lontano 1994 ai tempi delle incursioni nel rock progressivo.
Il risultato è ”Cervello” ( http://www.youtube.com/watch?v=ZuPYhZr-s-E ) primo pezzo della neonata formazione.
Oggi la band, che non ha mai abbandonato la voglia di sperimentare, scrive canzoni, ricerca nuovi suoni e crea nuove soluzioni visive che promuove grazie ad una capillare diffusione su internet.
“Palindromo”, che si può vedere ed ascoltare su Youtube all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=O0MJ0DRPges&feature=related infatti, è l'esempio più lampante oltre che della loro capacità musicale anche della loro abilità nel montaggio video.
Con una montagna di idee ancora chiuse nel cassetto, i Transistor continuano a lavorare su nuovo materiale che, alla luce di quello che si può ascoltare, ci auspichiamo possa essere raccolto quanto prima in un album.
Oggi Luca Del Carlo, chitarrista del gruppo, ha voluto rispondere ad alcune mie domande.
Quindi senza indugiare oltre lascio a lui la parola!

D: Per rompere il ghiaccio iniziamo con una domandina facile facile.
In due parole potete spiegare ai lettori chi sono i Transistor e come sono nati?

R: Io e Patrizio avevamo già suonato insieme negli anni 90 del secolo scorso.
Nella band di allora facevamo una specie di prog anni '70 misto a un hard rock abbastanza peso con una marea di interventi polifonici e ovviamente tempi dispari... insomma un vero bordello.
Ricordo che Patri scriveva gli spartiti e in sala provavamo le varie parti un'infinità di volte, prima lentamente e gradualmente a un tempo sempre maggiore fino a raggiungere quello voluto.
In circa 2 anni ne ricavammo un demo di 3 pezzi complicatissimi.
Nel 2008 mi chiamò per aiutarlo a scrivere Cervello e provare a tirarne fuori un video.
Poi una cosa tira l'altra ne abbiamo fatti altri 3 a abbiamo scritto svariati altri pezzi.
Ora facciamo un pop-rock con influenze elettroniche e ci divertiamo parecchio.

D: Il genere a cui appartiene la vostra produzione è un misto tra progressive rock e musica elettronica arricchito da testi ben scanditi e comprensibili.
Voi come definite la vostra musica?

R: In realtà l'hai già definita bene te.
Non facciamo nulla di particolarmente innovativo (non ai livelli della roba che facevamo "il secolo scorso") ma ci piace sperimentare e la nostra produzione per ora è piuttosto limitata.
Con i prossimi pezzi probabilmente prenderemo una direzione definita... ma anche no.
Ecco diciamo che il vocabolo "imprevedibile" rende l'idea.

D: Quali sono le band e i musicisti che vi influenzano maggiormente?

R: Questa è difficile... in realtà ascoltiamo veramente di tutto, abbiamo influenze molto diverse e non saprei dare un insieme di nomi.
Inoltre se esaminiamo i 7-8 pezzi scritti finora più quelli in cantiere diciamo che c'è una certa "eterogeneità" ecco...

D: Nei filmati che si possono vedere su internet le vostre interpretazioni spaziano da riproposte, sintetizzate elettronicamente, di pagine di pilastri della musica classica come, per citarne alcuni: Bach, Mozart e Sacrlatti all'esecuzione di brani originali.
Ci potete raccontare come nascono le vostre canzoni?

R: Per quanto riguarda le riproposizioni di arrangiamenti classici sono prevalentemente opera di Patrizio e sono "fuori repertorio" per così dire.
Essendo diplomato in conservatorio ha avuto occasione di suonarli "qualche volta".
A questo aggiungi una spiccata passione per il "riarrangiamento" e il resto vien da sé.
A Patrizio ho sentito riarrangiare "Phantom of the Opera" degli Iron Maiden in versione orchestrale, la turca di mozart heavy metal, preludi di bach elettronici e parecchia altra roba che non è in rete. Qualche volta ho partecipato pure io con la chitarra e m'ha pure aiutato a rifare qualche pezzo del rondò veneziano... tutto questo ovviamente è accaduto in quel lontano periodo in cui avevamo molto più tempo per cazzeggiare...

D: Quali messaggi si nascondono dietro i vostri testi e cos'è che vi interessa comunicare di più?

R: Nella maggior parte assolutamente nulla, nel senso che il testo dice esattamente quello che leggi e nulla più.
Ci piace molto di più nascondere messaggi nei video: se prendi Palindromo e lo analizzi con attenzione troverai svariati messaggi nascosti in svariate forme... quello è stato veramente un lavoro titanico.
Per il resto nei testi parliamo veramente di tutto ma abbiamo una certa passione per il surreale e il comico.
In realtà parliamo spesso di cervello e problemi psichiatrici... chissà se è segno di varcosa...

D: Con questo abbassamento della cultura media degli italiani secondo voi ha senso proporre un genere musicale come il vostro che non è sicuramente né di facile ascolto né tantomeno di rapida comprensione?

R: Al contrario!!! A Carnevale mettiamo la musica sul carro del fratello di Patrizio e ovviamente tra un pezzo conosciuto e l'altro ci chiocchiamo roba nostra remixata, in pratica in versione più truzza.
Devi vedere come si scatena la gente quando gli propiniamo Cervello... in effetti se prendi pezzi come Storm (tutta strumentale e parecchio lunga) o Palindromo (che è, per l'appunto, palindromo) sai benissimo che non stai facendo roba "per tutti".
Ma si tratta comunque di casi isolati (leggi: esperimenti miei che volevo fa da tempo), il resto della roba è molto più fruibile... e comunque non abbiamo particolari aspirazioni: suoniamo perché ci piace e perché non possiamo proprio farne a meno, non ci aspettiamo una risposta di pubblico così ampia.

D: Molti dei vostri pezzi che girano su internet sono accompagnati da video che testimoniano oltre ad una capacità musicale non comune anche una sorprendente abilità nel montaggio.
Cosa pensate possa aggiungere l'immagine ai messaggi che veicolate con la vostra musica?

R: In alcuni casi moltissimo, in altri casi ben poco.
Diciamo che girare un video è un'occasione per trovarsi con gli amici a cazzeggiare, magari fassi una bevuta e poi pubblicare della roba assurda per poter ricattare a vita i partecipanti.
E comunque il video è un veicolo importantissimo dal punto di vista della diffusione: in pochi ascoltano un mp3 se lo pubblichi ma stai tranquillo che uno sguardo veloce a un video glielo dà molta più gente.

D: Quali sono i vostri progetti futuri? A quando finalmente un disco?

R: Per il futuro dobbiamo sentì i nostri discografici, cioè noi stessi.
In realtà ultimamente stiamo battendo un po' la fiacca, nel senso che è un anno e mezzo che stiamo girando il video di "come te", il nostro ultimissimo pezzo (mai pubblicato ma per noi fai conto che ormai è vecchissima), solo che è venuta una roba più impegnativa del previsto e abbiamo dovuto costruì delle cose assurde e occupare per mesi stanze intere delle nostre abitazioni con della roba strana ma un ci si fa a finì perché il tempo scarseggia... vabbè vedrai che prima o poi ci auto-produciamo un bel dvd con tutti i nostri video da distribuì all'amici... di questo passo contiamo di farcela almeno prima della pensione.


Per chi volesse avere maggiori informazioni sul gruppo:




Inserita il 04 - 03 - 11
Elio Marracci
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