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ELEONORA CRUPI: QUESTA SONO IO
ELEONORA CRUPI: QUESTA SONO IO
“Non mi ricordo niente, dovuto probabilmente a un eccesso di Negroni nel mio digerente: dall'alito si sente!” Chiedeva un'aspira urgente nel suo primo singolo, “Negroni”, Eleonora Crupi una voce italiana che per stile e grinta potrebbe diventare la nostra Katy Perry. La cantante emiliana, che si è fatta notare ad Amici di Maria de Filippi e che ha calcato i palcoscenici italiani con due musical, si racconta il giorno del suo compleanno: ventisette anni con la passione per la musica che diventa una professione, i successi, le delusioni, il palco di Sanremo ad un passo, l'incontro con Laura Pausini e Niccolò Agliardi e, soprattutto, la nascita della sua bambina.

Dal suo percorso lei sembrerebbe molto tenace. C’è stato, però, un momento in cui si è detta “chi me lo ha fatto fare?!”
A volte è capitato, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo. C’è stato un periodo un in cui ero un po’ avvilita perché, nonostante mi sentissi rivolgere spesso tanti complimenti che rafforzavano la mia autostima, arrivavo sempre ad un passo dai traguardi e poi… poi nulla. Tutti noi in qualsiasi campo della vita abbiamo bisogno, prima o poi, di un un riconoscimento a cui aggrapparci per darci sicurezza ed andare avanti.
Ma per l’appunto sono momenti, passano. Oggi sento di essere pronta per “farmi sentire” e sto continuando a seminare sperando di raccogliere quanto prima dei risultati.

L’anno scorso la carica emozionale di “Bastava” non è bastata, nonostante lei abbai vinto Area Sanremo, per salire sul palco dell’Ariston. Quest’anno ci riprova con “Questa sono io”: chi è lei dopo un anno e dopo essere diventata mamma?
Essere mamma è un evento che ti cambia la vita, lo dicono tutti, ma fino a quando non provi l’emozione, quella sensazione di amore assoluto quando tieni tra le braccia tua figlia, non puoi capire realmente quanto sia vero.
Quando ho inciso “Bastava” un anno e mezzo fa ero ancora arrabbiata per un amore finito male. Oggi mi sento più riflessiva e questo penso traspaia ascoltando “Questa sono io”.

Nel video di “Questa sono io” la vediamo cantare con alle spalle le foto delle Signore della musica italiana: da Mina a Mia Martini. Qual è la voce che la ispira continuamente durante le sue giornate?
Sì, sono da sempre affascinata dal carisma delle “signore della musica italiana”, infatti quella è una camera di casa mia in cui ho appeso le loro foto.
In realtà, non ho mai avuto un punto di riferimento musicale a cui ispirarmi, quando ero ragazzina, per esempio, cantavo spesso le canzoni di Giorgia, ma semplicemente perché non avevo mai studiato canto e per me era una sfida cercare di arrivare alle sue tonalità da autodidatta, ma ho comunque sempre cercato di cantare a modo mio. Ognuna di loro, però, ha almeno una caratteristica che vorrei. Sicuramente quelle che sento più vicine a me sono Mia Martini e Loredana Bertè.

“Bastava” ora è in radio, terzo singolo estratto dal nuovo album di Laura Pausini, che effetto le fa, e come è stato duettare con la regina del pop italiano lo scorso 26 dicembre al Forum di Assago?
Un'emozione indescrivibile e un regalo inaspettato. Già essere nominata come un “talento italiano” nelle interviste che aveva rilasciato all’uscita del suo disco a novembre era stato per me un onore, ma che mi chiedesse di cantare “Bastava” con lei ad un suo concerto non me l’aspettavo proprio. Diciamo che ho capito che se Laura occupa il posto che occupa nella musica Italiana è, oltre che per la sua voce e il suo talento, per la sua sensibilità e la sua generosità.
Quel giorno, nonostante non calcassi un palcoscenico da oltre un anno per via della gravidanza, ho cercato di dare il meglio di me stessa per non deluderla.

L’autore di “Bastava” è il talentuoso Niccolò Agliardi che le aveva già donato un’altra perla “Perfetti”, un brano delicatissimo che racconta di un amore tra due uomini. Come è stato interpretarlo?
Erano almeno due anni che dicevo a Niccolò, che ho avuto il piacere di conoscere tramite un amico comune, che avrei voluto reincidere un suo brano, c’era solo l’imbarazzo della scelta visto che ha scritto delle autentiche perle. Quando sono arrivata in finale del concorso “Io ci sono” organizzato ad “Amici” l’anno scorso, ho pensato fosse l’occasione giusta e tra le sue canzoni ho scelto “Perfetti”; perché è una storia d’amore di quelle vere: difficile, coraggiosa e travagliata e poi per il tema dell’amore omosessuale.
È un qualcosa che io ho sempre vissuto e guardato con normalità, ma gli episodi continui di violenza che capitano nel nostro Paese mi hanno ricordato che, purtroppo, non tutti la pensano come me e allora ho voluto sussurrare a mio modo questo NO all’omofobia.

Sanremo o meno, nel suo 2012 cosa vede?
Non lo so. Ovviamente ci spero, ma non voglio illudermi.
Diciamo che calcare il palco di Sanremo è un sogno, un primo traguardo per chiunque faccia musica ma, se non dovesse andare, continuerò a lavorare per far uscire al più presto il mio disco.

Inserita il 09 - 01 - 12
Luigi Lioce
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