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Gianmarco Martelloni: la classe innata di un grande cantautore
Gianmarco Martelloni: la classe innata di un grande cantautore
Non ci sono dubbio: Gianmarco Martelloni è il cantautore bresciano più raffinato e colto in circolazione che non sfigurerebbe affatto nemmeno a confronto con suoi colleghi ben più celebri e blasonati.
Dal vivo poi il suo carisma e la bellezza della sua musica assumono dimensioni davvero impressionati.
Insomma: il ragazzo ci sa fare... eccome!
Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio in un caldissimo pomeriggio di luglio...

Gianmarco ho tra le mani “La superficie del mare”, il tuo primo cd, uscito ormai un anno fa. Devo dire che più lo ascolto e più l’apprezzo. È davvero un gran bel disco, complimenti! Beh, ti ringrazio di cuore, mi fa piacere!

Quali credi siano i segreti della sua grande piacevolezza? Forse non sono la persona più indicata per rispondere a questa domanda, tuttavia immagino che alle persone che apprezzano il mio disco arrivi la densità del lavoro pluriennale che sta dietro le canzoni che lo compongono. Ho notato poi che un punto di forza sembra il mio essere in bilico tra il mondo pop e realtà sonore un po’ meno sentite, ma posso davvero solo tirare a indovinare!

Tu hai scritto tutte le dieci tracce presenti. Quanto c’è di autobiografico in esse? Moltissimo, infatti quasi tutti i pezzi sono nati da urgenze esistenziali, circostanze che andavano esorcizzate in qualche maniera.

Tuttavia, se non erro, suddette canzoni, le hai scritte già un bel po’ di tempo fa...Come si sono evolute nel corso del tempo? Lungo gli anni mi sono accorto di alcuni limiti dei pezzi: parole fuori contesto, ingenuità nella struttura, ecc. Col tempo si imparano alcuni ‘trucchetti’ pratici nella scrittura da cui però non bisogna lasciarsi sopraffare, altrimenti si rischia sul serio di diventare dei freddi mestieranti.

Chi ha collaborato con te per la creazione di questo lavoro? La produzione artistica l’ho affrontata in prima persona con l’ausilio del mio chitarrista Filippo De Paoli. Nel disco suonano anche tutti gli altri musicisti del mio gruppo, ovvero Giacomo Papetti, Matteo Arici e Simone Piccinelli. Il mixaggio l’ha curato Lorenzo Caperchi, fonico dei Mercanti di Liquore e dei Bluvertigo.

Ma veniamo al titolo: “La superficie del mare”. Perché questo titolo? Diciamo che sono le ultime parole pronunciate, e non da me, nel disco, che si chiude con una narrazione proveniente dal passato!

Primo singolo estratto è stato “Messalina”. Poi è stata la volta di “Cravatta rossa” e ora di “Tanto per cominciare”. Con quale criterio scegli i singoli? Personalmente non sono un asso nell’individuare i singoli, pensa che ero dubbioso addirittura sull’inclusione di “Messalina” nel disco – pensavo che non arrivasse, figuratiche lungimiranza. Fortunatamente esistono etichetta, Mizar Records, e manager, Raffaele Checchia, che in questo campo riescono ad avere molta più lucidità di me nella scelta. Quando si è troppo coinvolti è difficile essere efficaci in una scelta del genere. E’ un po’ come pretendere di fare una fotografia di un paesaggio essendovi immersi: ci sarà sempre qualcosa di spostato dalla realtà.

Splendidi sono i videoclip sia di “Messalina” sia di “Cravatta rossa”. Hai in mente di girarne uno anche per “Tanto per cominciare”? Ancora non lo sappiamo, ti dirò alla fine dell’estate.

E veniamo al presente parlando alla tua personalissima rielaborazione di “Last Minute” di Ivano Fossati... Quanto sei soddisfatto del risultato ottenuto? Sono soddisfatto come può esserlo una persona che sa di aver cercato di fare del suo meglio. L’impresa era impegnativa, e sono contento di aver messo qualcosa del mio modo di fare musica in un progetto importante come questa collaborazione con Fossati.

Tre aggettivi per descrivere questa tua rivisitazione? Mmm… per le stesse ragioni della scelta del singolo mi è difficile autoetichettarmi, ma ci proverò. Diciamo rispettosa, veloce, gassosa . Si, mi pare tenda verso l’altro, come l’elio.

Ultimissima domanda: quando potremo ascoltare tue nuove canzoni? E’ presto per dirlo con esattezza, penso entro il 2010, magari neanche troppo in là!
Inserita il 16 - 07 - 09
laura gorini
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