LoginIscriviti • Anno 4 - Numero 13  

Dalla Redazione

Le Interviste di allaRadio.Org
Le interviste di allaRadio.Org a cantanti, musicisti e personaggi del mondo della musica e radiofonico

 Cerca   

Umberto Orsini, una vita fatta d’artePRECEDENTE SUCCESSIVODue chiacchiere con i Kinnara
Intervista ad Andrea Sisti che ci parla in esclusiva del suo nuovo album
Intervista ad Andrea Sisti che ci parla in esclusiva del suo nuovo album
A seguito della recensione al suo nuovo album "L'amore che viene" , di cui ci siamo gà occupati, raggiungo via web l'artista per un'intervista esclusiva

FF : Allora Andrea, sei approdato al tuo 4° album, che ha un deciso retrogusto latino. Ci racconti come è nato?

AS: È nato a Rio de Janeiro dall’incontro tra i massimi esponenti della bossa nova e della musica in generale quali Paula Morelenbaum, Pualo Braga, Adriano Giffoni, Fernando Caneca, Marco Suzanno, Giovanni Allevi, Roy Paci e Donovan che hanno suonato sugli arrangiamenti del maestro Puccio Pucci.

FF: Tu godi di grande stima e rispetto nel mondo artistico, ma finora non sei ancora conosciutissimo presso il grande pubblico. Come ti spieghi la cosa?

AS: Purtroppo appartengo a quella generazione di cantautori a cui la discografia non ha concesso molto. Mi riferisco ad alcuni grandi cantautori italiani, a cui è stato possibile sfondare al quarto disco e poi guardo invece la nostra situazione.
Troppo spesso gli operatori del settore dedicano attenzione e investimenti solo a chi può permettergli un successo, sia di pubblico che economico, immediato.
Gli unici mezzi per ottenere successo e un pubblico non solo di nicchia sono la televisione e la radio: infatti in Brasile, dove il brano “L’amore che viene” è sigla di una famosa telenovela, “Poder Paralelo”, sono molto più conosciuto.

FF: Ma quanto complicato è per un artista considerato "di nicchia" avere l'occasione per farsi ascoltare da produttori , manager, e quant'altri?

AS: Tanto. A tal proposito mi viene in mente una frase che vidi appesa a una porta della sede milanese della Polygram a Milano qualche anno fa, che diceva “Se perdi, impiegheremo un giorno per dimenticarti; se vinci, due”.

FF: Per questo lavoro dicevamo, il retrogusto è latino. Come mai hai deciso di ispirarti a quella porzione di mondo, considerando la nostra propensione acustica più rivolta verso il mondo anglofono?

AS: Perché concepisco la musica come un linguaggio universale che può coesistere anzi trovare la sua sublimazione nell’incontro e nell’espressione di culture diverse e dei loro suoni. Nella fattispecie, mi rivolgo a sonorità provenienti dal Sud del mondo perché ritengo l’anima latina ancora vergine in molte sue sfaccettature e quindi estremamente interessante per la mia maniera di vedere la musica perché è ancora in grado di stimolare la mia fantasia.

FF: Importanti collaborazioni nel tuo disco, tra cui spiccano quelle con Giovanni Allevi e Roy Paci. Come sono nate? E' stato complicato convincerli a partecipare al progetto?

AS: No anzi, ho avuto la fortuna che due grandi artisti come Giovanni Allevi e Roy Paci abbiano messo a disposizione il loro grande talento in questo mio lavoro e da questo incontro è nata anche un’amicizia molto bella sotto il profilo umano.

FF: Tra le firme del disco anche Marco Conidi, uno degli autori più interessanti all'inizio degli anni 90...solo che lui scriveva con una marcata impronta rock.
E' stato complicato adattare al tuo sound più morbido le sue cose?

AS: Non è stato per nulla difficile perché c’è una grande sintonia nella composizione tra me e Marco. Ci conosciamo da molti anni e posso dire che più di un’amicizia, la nostra è una vera e propria fratellanza.

FF : Hai anche il merito di proporre per la prima volta al nostro pubblico, grazie a due duetti, la splendida voce di Paula Morelenbaum nota cantante invece in Brasile. Come l'hai incontrata ?

AS: Ci siamo conosciuti durante un suo concerto a Roma, ci presentò il mio produttore che per l’occasione era anche l’organizzatore di quella data del tour. Da lì è nata la possibilità di farle ascoltare “L’amore che viene” che le piacque particolarmente tanto da invitarmi in un secondo tempo in Brasile per registrarla insieme.

FF: In un'era di talent show, cosa pensi debba fare un artista di età più matura per conquistare il suo posto al sole?

AS: Credo che sia importante continuare ad avere un proprio linguaggio, una propria coerenza artistica cercando sempre di emozionarsi e stupirsi ogni volta che si suona, si registra o si compone.
Non è necessario raggiungere tutti indistintamente, ritengo sia più importante cercare di ritagliarsi un pubblico affezionato, anche se non eccessivamente numeroso, il cosiddetto “zoccolo duro”. E magari cercare di portare la propria musica anche oltre i confini del nostro Paese.

FF: Nel tuo album figura Giuseppe Mangiaracina, noto anche per esser compagno, produttore, ed autore di Arisa, una delle rivelazioni dell'anno. Lei è emersa con successo a Sanremo proprio quando il contenitore sembrava boccheggiare. Tu, ritieni il festival ancora un mezzo importante per la musica in Italia? Pensi di tentare la partecipazione?

AS: Eccetto casi sporadici, non credo che il Festival di Sanremo faccia più la differenza per gli artisti che vi partecipano.
Trovo che sia un evento vecchio e stanco nella capacità di proporre novità, a differenza di altre rassegne italiane dove ci sono artisti estremamente interessanti, come ad esempio Musicultura, il premio Lunezia o il premio Tenco. Ma la colpa non è del festival in sé, piuttosto della scelta artistica che da molti anni viene dettata da un taglio tipicamente televisivo.
In passato comunque mi sarebbe piaciuto partecipare ed ho provato, ma non accettarono la mia proposta poichè forse assolutamente diversa nell’ambito della musica leggera italiana.Per l'occasione presentai “Sogu Maddaleninu” che prevedeva sul palco la presenza dei canti a tenores sardi e le launeddas del maestro Lai...ma non andò.

Inserita il 30 - 07 - 09
Fonte: Fabio Fiume
Leggi altri articoli di Fabio Fiume

INSERISCI UN COMMENTO

Nome:
Titolo:
Commento:
Per inserire il commento devi effettuare il login.
Username:
Password:
Teatro.Org si riserva il diritto di cancellare commenti con linguaggio non adeguato ai contenuti del sito o fuori luogo. Per motivi di sicurezza viene salvato l'IP dell'autore del commento. Gli indirizzi email vengono salvati solo per scopi di sicurezza e non verranno utilizzati in alcun modo, né ceduti a terzi.
 

Umberto Orsini, una vita fatta d’artePRECEDENTE SUCCESSIVODue chiacchiere con i Kinnara

Segnaliamo

La Newsletter

Partecipa alla nostra newsletter!
 

SYNDICATION


RSS sul mondo del teatro e dello spettacolo
Segnala ad un amico
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage   
© 2006-2008 2010 allaRadio.Org - Intrattenimenti - allaRadio.Org è un supplemento di Teatro.Org - Iscrizione ROC del 30 agosto 2006 - n. 14662 This website is ACAP-enabled