Le Luci Della Centrale Elettrica è un interessante progetto cantautoriale, di cui è unico protagonista il ventiquattrenne ferrarese Vasco Brondi, amante di letteratura e scrittura, dalla sapiente e talentuosa vena artistica che lo ha portato ad innalzarsi nel panorama musicale italiano per originalità e realismo lirico, fino ad essere prodotto da Giorgio Canali (ex CCCP, e produttore-collaboratore di PFM, Verdena, Marlene Kuntz, Tre Allegri Ragazzi Morti ecc) che in quanto a ricchezza e ricerca compositiva è sicuramente un grande esperto.
Il disco d'esordio di Vasco è "Canzoni da Spiaggia Deturpata", 10 canzoni che suonano come un concept album per la rara e preziosa descrizione di quella realtà provinciale, di cui la nostra nazione è piena, piccoloborghese, pigra ed ipocrita, che galleggia tra sogni spezzati, desolazione metropolitana ed insensatezza quotidiana.
Le Luci Della Centrale Elettrica diventa così un progetto musicale in cui la scrittura è parte integrante o meglio fondamentale, incentivata dai costanti aggiornamenti di Vasco sul suo blog (http://lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com), ed in cui persino il booklet stesso dell'album, con le illustrazioni di Gian Alfonso Pacinotti, diventa un ulteriore modo per concretizzare il significato di ogni parola fulminante dall'autore scritta e urlata o sussurrata così disperatamente e realisticamente.
Abbiamo incontrato Le Luci Della Centrale Elettrica e Giorgio Canali, che lo affianca con la chitarra elettrica durante i live rendendoli ancor più animosi e profondi, a Brescia, in occasione di un live.
Partiamo da una domanda che è inevitabile quanto curiosa. Come mai la scelta di un nome collettivo mentre il progetto vede solo te come fautore e membro?
VB: Il nome Le luci della centrale elettrica effettivamente attira sempre la curiosità di tutti. L’ho scelto anche perché non me la sentivo di usare il mio nome soprattutto per parlare di storie di altre persone, che vengono fuori da quello che ho intorno. Alla fine rievoca la provincia di cui parlo perciò rappresenta in sintesilo stesso progetto.
E' inoltre inevitabile chiederti, Vasco, come è nata la collaborazione artistica con Giorgio Canali..
VB: Sono sempre stato amante della muscia dei CCCP e di Giorgio Canali. Così un bel giorno dopo un suo live, ho preso coraggio gli ho dato il mio demo, e pare che lui abbia gradito!
E invece per te, Giorgio, quale è stata la spinta ad interessarti al progetto di Vasco?
GC: Ho sempre desiderato avere un figlio come lui.. eheh. Diciamo che il merito di Vasco sta anche nel fatto che in giro c'è talmente tanto piattume per cui ciò che è realmente interessante spicca veramente. Inoltre il suo modo di scrivere è eccellente, mai banale persino nel descrivere emozioni e situazioni che non sono state direttamente subite da lui in prima persona. E' molto reale, scrive cose in cui ognuno può immedesimarsi. Ha un pregio rarissimo.
Le Luci Della Centrale Elettrica è anche un progetto letterario a parer mio, da chi sei stato ispirato in letteratura e musica?
VB: Diciamo che paradossalmente è la letteratura la sfera artistica a cui mi sono maggiormente ispirato. Potrei citarti su tutti Andrea Pazienza e Gilberto Centi. Ma anche musicalmente, De Gregori e De Andrè, e comunque tutto quel genere di musica che sono effettivamente sempre stati i miei ascolti. Poi nella pratica mi ispiro molto di più alla realtà, a ciò che subisco in prima persona o che rievoco nei racconti di amici e parenti. E' la dimensione reale che mi affascina.
Ogni canzone è un quadro che tu dipingi con le parole a rappresentare la provincia da cui vieni. Hai mai sognato la grande città? E quali sono le difficoltà di vivere in una piccola realtà?
VB: Io vengo da Ferrara, città piccola quanto adorabile se vogliamo, ma con tutti i pro e i contro della piccola città. Chiaramente credo sia normale, almeno da giovani, sognare le grandi città e dimensioni. Ma non ha nessuno svantaggio venire dalle piccole realtà, se una cosa si dimostra interessante anche in provincia vuol dire che funziona. Magari nelle metropoli c'è maggiore facilità di ricnorrere veloci false sperazne, ma poi magari si conclude tutto lì perchè si perde tempo a ricnorrere anczichè a creare. Per me da sempre la provincia è l'unico posto in cui nascono le cose.
Si può dire che il tuo sia realismo o pessimismo?
VB: Non parlerei assolutamente di pessimismo, che è una parola che non voglio conoscere, anzi non mi piace proprio. Direi che il mio è assolutamente realismo, a volte malinconico certamente e disilluso, ma specchio di ciò che mi circonda. Non pretendo certo di essere un qualcuno in grado di giudicare dall'alto. Piuttosto ciò che scrivo è la mia prospettiva su ciò che sento. Tutto qui.
Voi, come altri interessanti ed intelligenti autori e musicisti italiani, sembrate avere l'urgenza della comunicazione, è un po' il ritorno del valore della parola che supera il suono, mentre negli anni passati si erano predilette le ricerche e sperimentazioni sonore a scapito della purezza dei testi...
VB: Credo proprio che gran parte del mio attuale riscontro di pubblico e critica sia proprio dovuto al fatto che per tanti anni non si sono sentite cose realmente vere e pensanti. C'è stata la moda dell'indie-pop-rock che io non discuto assolutamente, solamente che io non sarei in grado di fare. Diciamo che ciò che scrivo è il frutto di ciò che provo o sento raccontare, perpetrato attraverso la modalità che meglio conosco e so fare. Tutto qui. Mi auguro davvero che quest'urgenza comunicativa non vada dissolvendosi, anzi.
Parlami del booklet di "Canzoni da spiaggia deturpata".
VB: Si, è molto interessante perchè ci sono le illustrazioni di Gian Alfonso Pacinotti, celebre illustratore italiano che ha lavorato per molti anni anche all'estero. Io ho sempre adorato le sue opere, molto reali ed emozionanti. Ho cercato di contattarlo e sono stato felicissimo nel sapere che decise di illustrare il mio booklet, per me è stato un onore!
In Italia è molto difficile, specialmente all'inizio, per un giovane uscire allo scoperto nel mondo artistico. Che ne pensate dell'estero?
VB: Personalmente non sono mai andato all'estero per la musica, credo sia difficile come qui fondamentalmente, ma magari, in effetti c'è maggiore apertura mentale e desiderio di novità. Inoltre anche spazialmente ci sono molti più luoghi e festival in cui poter suonare.
GC: Io credo che all'estero la questione sia di carattere sociale, se vogliamo. Qui Vasco che ha 24 anni è un giovanissimo che scrive cose molto intelligenti. Fosse in Francia, che io conosco bene per averci abitato 7 anni, lui sarebbe uno giovane, non certo un giovanissimo. Per esempio laggiù l'età media in cui un ragazzo se ne va di casa è nettamente inferiore rispetto alla nostra, perchè ce ne sono le possibilità chiaramente. E' normale e logico che poi la schiera di giovani talenti sia intorno ai 18-19 anni, di conseguenza i nuovi artisti. E' tutto una conseguenza sociale credo.
Infine volevo chiedervi se è possibile per voi riuscire a far convivere la vena artistica con la popolarità, senza cadere nel commerciale e banale.
VB: Per me si, o almeno lo spero. Credo che attualmente ci siano in giro moltissimi artisti che scrivono testi arguti e sociali, di denuncia, che magari hanno alle spalle una grossa etichetta, mentre molte band indipendenti che scrivono testi d'amore o più banali stanno ancora faticando. Ciò significa che comunque un certo tipo di musica funziona ancora, fortunatamente, e piacendo a tutti è quindi popolare. Certo però che non cadere nel troppo commerciale è difficile. Diciamo che l'arguzia creativa forse sta nel rendere orecchiabile un testo che riflette su qualcosa, pensante. Ma credo sia ancora fattibile in Italia. Speriamo!
Le Luci Della Centrale Elettrica è un progetto ad alto tasso culturale ed intelligente, tra realismo pungente e puro, freddezza tangibile proprio come la luce di una centrale elettrica, disillusione vera, emozioni in cui immedesimarsi e quel pizzico di gusto retrò che rende Vasco Brondi un misto tra De Gregori, Rino Gaetano e Massimo Volume, per la cinematografia sociale e letteraria che ogni brano evoca.
Da seguire assolutamente.
"Canzoni da Spiaggia Deturpata"
Tracklist:
1. La gigantesca scritta coop
2. Fare i camerieri
3. Stagnola
4. Lelucidellacentraleelettrica
5. Candidosi
6. Lacrimogeni
7. Arrivava via internet la sera
8. La peggio gioventù
9. Piromani si muore
10. Nei garage a Milano nord
www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica
http://it.youtube.com/watch?v=Z8HzwcbeGFE
Inserita il 25 - 08 - 08
Ilaria Rebecchi
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