Sono veneti, talentuosi ed assolutamente “pazzi” per il blues, ma non è finita qui, seppur uno legato all’old school, Marco Pandolfi & The Jacknives e l’altro al new Orleans style, Max Lazzarin & The Alligators, sono pure amici e spesso si esibiscono assieme.
Nel 2006, Marco e Max, in frangenti diversi hanno trovato giusti riconoscimenti, il primo, unico italiano all’International Blues Challenge a Memphis, il secondo, con la partecipazione ad ottobre allo storico Delta Blues Festival (RO). Armonicista e pianista, parlano, in questa intervista, l’uno dell’altro.
Sei legato alla tua terra d’origine?
Pandolfi: sono nato e cresciuto a Vicenza ma non mi sento veneto, faccio cose che non lego a questa terra.
Lazzarin: sono metà veneto (Padova) e metà piemontese, amo del Veneto respirare la nebbia che smorza ancora di più, se ce ne fosse bisogno, le mezze tinte della sua terra, piatta e abitudinaria e della sua gente, che guarda con gli occhi bassi e schivi di chi non è mai stato abituato a vedere lontano ma che dà il cuore se ti fa entrare in casa. Nel Veneto c'è un grande e profondo blues.
Quali sono le tue radici musicali?
Pandolfi: Muddy Waters ed i musicisti che hanno gravitato attorno a lui.
Lazzarin: Conte e Buscaglione, in America, Robert Johnson, Pinetop Perkins, Dr. John.
Come hai iniziato a suonare il piano/l’armonica?
Pandolfi: suonavo armonica e chitarra perché facevo Bob Dylan, il folk americano, e poi successivamente gli armonicisti blues.
Lazzarin: a 8 anni, obbligato da mio padre, ho studiato musica classica, percorso formativo lungo e duro, poi a 15 anni con le prime uscite nei locali è diventata una passione.
Perché il blues?
Pandolfi: è una musica spontanea, è rigorosa ma ti lascia molta libertà, sembra che le due cose si contrappongano, in realtà non è così.
Lazzarin: il blues mi ha scelto, l’ho ascoltato per caso e dopo un po’ mi sono reso conto che non ascoltavo altro, è una droga.
E’difficile farsi produrre un disco di blues in Italia, perché?
Pandolfi: non ci sono ancora riuscito, nessuno investe soldi, la gente non l’ascolta per radio, poi magari quando lo ascolta dal vivo è affascinata, ma le playlist le decidono dj e grossi produttori.
Lazzarin: è quasi impossibile, comanda il mercato per i quindicenni ed il blues è poco commerciale.
Come vi siete conosciuti?
Pandolfi: per caso, ci trovavamo bene a suonare assieme ed è molto importante perché le nostre serate sono improvvisate, se non fossimo amici forse non riusciremmo a fare quel che facciamo.
Lazzarin: on the road of blues, molti anni fa, poi siamo diventati amicissimi.
Un pregio ed un difetto di Max/Marco?
Pandolfi: è un animale da palcoscenico, mentre come difetto è una persona troppo buona.
Lazzarin: è un grandissimo bluesman, un gran signore e poi è umile e questo è un difetto nel mondo della musica.
Gli “invidi” qualcosa artisticamente?
Pandolfi: l’essere animale da palcoscenico, ci sa fare con la gente, sul palco ha una fisicità incredibile; io sto in un angolo, suono e basta.
Lazzarin: esprime quello che sente in maniera così naturale che glielo invidio; io faccio fatica.
E fisicamente?
Pandolfi: gli occhi azzurri.
Lazzarin: tutte le ragazze vanno da lui non da me, chissà!
Descrivimi “Baron Samedi”/ “Too Many Ways”?
Pandolfi: un bellissimo disco, che mancava in Italia, nessuno ha avuto il coraggio ed era in grado di farlo.
Lazzarin: un disco estremamente blues per come è stato pensato e registrato, in presa diretta dentro una stanza, one take.
Tre caratteristiche per essere un buon musicista?
Pandolfi: talento, costanza, fortuna.
Lazzarin: avere autocritica, il coraggio di esporsi, quando suoni devi levarti un po’ la pelle davanti al pubblico, essere vero.
I tre dischi del secolo?
Pandolfi: per il blues, la discografia di Muddy Waters, lì dentro si trova tutto.
Lazzarin: Robert Johnson The complete recordings, John Coltrane I love supreme, Lazzarin Baron Samedi.
Augura a Max/Marco qualcosa per il 2007?
Pandolfi: tanta fortuna, che la gente lo conosca sempre più, che riesca a farsi apprezzare perché se lo merita!
Lazzarin: una strada sempre più piena di blues e di musica.
Inserita il 08 - 03 - 07
Silvia Gorgi
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