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Nazzareno Carusi: il pianista dell' anima
Nazzareno Carusi: il pianista dell  anima
Ad un anno di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album, il 5 aprile è uscito  il nuovo lavoro discografico del pianista classico Nazzareno Carusi .

L’album, che si intitola  “Petrolio ” (Isola degli Artisti/Carosello), contiene tredici  brani della storia della musica classica, magistralmente interpretati dal pianista abruzzese con la preziosa collaborazione di alcuni grandi nomi della musica italiana: da Lucio Dalla  a Simona  Molinari , da Fabrizio Bosso a Fabrizio Meloni  e Francesco Rosa.

Nazzareno Carusi , pianista classico di fama internazionale, dopo aver suonato in tutti i teatri più importanti del mondo, dal Teatro alla Scala di Milano alla Carnegie Hall di New York, è approdato con grande successo anche al piccolo schermo in diverse trasmissioni televisive, da "Zelig" a "Lucignolo"  e "Mattino 5". Qui è riuscito a portare la musica classica fuori dal più tradizionale contesto istituzionale, riuscendo a raggiungere il grande pubblico, come testimoniano gli oltre 40.000 fan registrati sulla sua pagina di Facebook (cifra record per un interprete classico).

Queste le tracce dell’album “Petrolio”: 1- Aleksandr Skrjabin: Studio (op.8 n.2); 2- Astor Piazzolla: Oblivion (feat. Fabrizio Meloni, clarinetto); 3- Giacomo Puccini: Nessun Dorma (feat. Lucio Dalla);
4- Domenico Scarlatti: Sonata (K.20); 5- Ennio Morricone: Mission (Gabriel's Oboe) (feat. Francesco Di Rosa, oboe); 6- Johannes Brahms: Ninna Nanna (feat. Simona Molinari), 7- Franz Liszt: Sogno d'Amore (Notturno n.3); 8- Arnold Schönberg: Piccolo Pezzo (op.19 n.4); 9- John Williams: Schindler's List (feat. Fabrizio Bosso, tromba); 10- Sergei Rachmaninoff: Preludio (op.23 n.2); 11- Ludwig van Beethoven: Bagattella (op.126 n.2); 12- Ennio Morricone: La Leggenda del Pianista sull'Oceano (Playing Love); 13- Frédéric Chopin: Studio Rivoluzionario (op.10 n.12).

Nato a Celano (AQ), sul palcoscenico da quando aveva dieci anni, Nazzareno Carusi è stato allievo prediletto di Alexis Weissenberg e Victor Merzhanov, due leggende del pianoforte del Novecento. Ha suonato in tutto il mondo, dal Teatro alla Scala di Milano alla Carnegie Hall di New York, passando per il Téatro Colón di Buenos Aires, la Herbert Zipper Concert Hall di Los Angeles, la Wenston Recital Hall e il Jane Mallet Theater di Toronto, l'Oscar Peterson Theater di Tokyo, la Federation Hall di Melbourne e il Palau de la Musica di Valencia.
Tra gli artisti e le orchestre di profilo internazionale con i quali si è esibito ci sono la Philharmonische Camerata Berlin (Orchestra d'Archi dei Berliner Philharmoniker), il leggendario violoncellista Mischa Maisky, I Solisti del Teatro alla Scala di Milano e il Fine Arts Quartet.


Dal 2001 al 2007 è stato artist-in-residence della Northeastern Illinois University di Chicago.
Ha suonato in duo anche con alcuni dei più famosi cantanti pop italiani: fra tutti Lucio Dalla e Sergio Cammariere. Nel febbraio 2010 ha iniziato una serie di recital teatrali con il celeberrimo critico d’arte Vittorio Sgarbi dal titolo “Discorso a due_Franz Liszt e l’Arte italiana”. Nel dicembre 2009 è stato nominato membro della Commissione Musica dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È ordinario di Musica da Camera al Conservatorio di Udine.

Eccolo ai nostri microfoni...

“ Se un uomo è uguale a un altro uomo tanto uguale da essere lo stesso, quale dei due è quello vero” ( “Petrolio”- Pier Paolo Pasolini). Partiamo con questa citazione... Una scelta bella decisa la tua...

Sì." Petrolio" rappresenta ciò che ho fatto (con Claudio Brachino) per portare questi capolavori del passato e di oggi al grande pubblico, quello che in buona parte spesso non ha mai frequentato sale da concerto. Non potevo certo dare la sensazione dell'indecisione. Quella domanda di Pasolini mi descrive perfettamente nell'atto di comprendermi, io che vengo dal mondo classico più paludato e che mi trovo a un certo punto benissimo nella tv generalista. Anzi, mi ha spinto a un chiarimento definitivo con me stesso. Io sono tutti e due i Nazzareno di copertina. E non c'è alcuna contraddizione fra loro. L'arte dev'essere fatta in modo aristocratico, ma il suo pubblico non necessariamente deve esserlo. Perché l'aristocrazia dell'arte è la sua bellezza espressiva e questa ha sempre qualcosa da dire a tutti indistintamente.

 

Parli dunque di entità e diversità. Ma come si fa a rimanere ben distinguibili dagli altri secondo te?

Essendo se stessi. Ognuno di noi è unico e irripetibile. Ed è la nostra diversità a renderci tutti straordinariamente affascinanti. Il genere umano è la più grande opera d'arte di questo mondo.

 

Talora nel tentativo di cercare una propria identità si tende a strafare. Come si può trovare un proprio equilibrio?

Non forzandosi. Io ho la fortuna di poter fare ciò che mi piace, ciò che l'istinto mi suggerisce e la ragione (che la cultura deve temprare) mitiga. Ecco, istinto e ragione: solo questo mix dà equilibrio all'artista.

 

Inoltre si può rischiare di diventare arroganti e presuntuosi, arrivando persino  a mancare di rispetto agli altri... Che cosa scatta in quei momenti nel cervello dell' essere umano secondo te?

Oddio, non lo so. E spero non mi sia mai capitato! Io sono convinto che l'affermazione delle proprie idee debba avvenire da parte delle idee stesse. Voglio dire che la loro forza (se c'è) dovrebbe imporsi da sola. Senza arroganza o presunzione, che sono invece il marchio di fabbrica dei babbei.

 

E per concludere: in che cosa e in quale misura il Nazzareno musicista coincide con il Nazzareno uomo?

Non credo sia possibile scinderli. Io vivo con la musica e la musica mi è continuamente dentro. Peraltro non ricordo la mia vita senza pianoforte, avendo avuto il primo in regalo a tre anni. Eppoi, la musica è talmente e meravigliosamente sconfinata che è davvero facile vivere per lei. L'ho detto: sono un uomo fortunato. E ringrazio Dio di questo.

 

Inserita il 10 - 05 - 11
laura gorini
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