È uno dei più bravi cantautori bresciani che deve la fama su territorio nazionale alla sua vittoria nel 2006 del Festival di Sanremo nella Categoria “Nuove Proposte”.
Lui, l’orceano Riccardo Maffoni, si gode giustamente il successo del suo secondo cd ( “Ho preso uno spavento”) e dei suoi live, sempre più gremiti di fans estasiate.
Lo abbiamo incontrato per quattro chiacchiere a base di pane , musica e tanta, tantissima fantasia!
Riccardo il tuo secondo cd “Ho preso uno spavento” sta andando alla grande. I tuoi concerti stanno diventando sempre più entusiasmanti. Direi che questo è un bel momento per te...Come lo stai vivendo?
Sto cercando di vivere ogni singola emozione, ogni singolo istante perché tutto poi si perde se non lo si tiene fra i ricordi.
Fare questo lavoro può portarti a vivere momenti stupendi, può darti grandissime soddisfazioni ma allo stesso tempo ci sono situazioni difficili nelle quali è importante non perdere di vista i propri obiettivi.
In conclusione cerco di viverla in modo sereno sapendo che sto facendo quello che ho sempre desiderato fare, sin da quando ero un ragazzino.
Vieni da Orzinuovi, in provincia di Brescia. Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato prima di emergere?
Le difficoltà in provincia sono gli spazi e le opportunità. Penso che vivere in una grande metropoli come Milano possa offrire ad un giovane musicista molte più realtà rispetto alla provincia.
Questo mio discorso non vuole essere una critica alla provincia, è solo la foto della realtà. Ma come in tutte le cose c’è il rovescio della medaglia.
Se nasci e vivi in posti dove non hai a disposizione spazi e situazione per la tua professione devi inventarteli, e questo è importante, è un esercizio, è un grande stimolo per crescere, per non farsi abbattere, ma al contrario per continuare dritti per la propria strada.
Ad ogni modo la provincia di Brescia devo dire che offre molto sul lato musicale, sia a livello di club che di festival. La musica vive ovunque, in provincia o in città, basta farla crescere giorno per giorno.
A proposito come giudichi la scena locale?
Penso che nella nostra città e nella nostra provincia ci sia una grandissima voglia di fare musica. Ci sono artisti e gruppi che si stanno facendo strada sia a livello locale che nazionale.
Un esempio a mio parere straordinario della forte realtà musicale bresciana è stato il concerto a favore dell’Ail (Associazione contro le leucemie), per l’occasione battezzato Smail ( 24 maggio 2009), ideato da Francesco Renga e Ambra Angiolini con la collaborazione di Adolfo Galli e del Comune di Brescia.
E’ stato per me motivo di grande orgoglio poter partecipare a questo momento così importante per la nostra città e per la musica di questa città, e soprattutto condividerlo con tutti questi grandi artisti.
Salire sullo stesso palco, insieme a Francesco Renga, Omar Pedrini, Fausto Leali, L’Aura, Luisa Corna, Jury Magliolo, Gianmarco Martelloni , mi ha veramente emozionato.
Per l’occasione noi cantanti siamo stati “accompagnati” dall’Omnia Orchesta di Bruno Santori, che ha reso il tutto ancora più speciale.
Penso che situazioni come questa siano la dimostrazione di quanta buona musica sia nata a Brescia.
Quali sono i musicisti con i quali hai legato maggiormente?
Nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare e suonare con grandi artisti, con alcuni dei quali è nato anche un rapporto di stima e amicizia.
Mi piace ricordare il tour con i Nomadi alcuni anni fa. Loro si sono dimostrati delle persone stupende ed ogni volta ci si rivede con piacere. Un altro grande artista che ho incontrato nel mio cammino è stato Francesco Renga per il quale ho aperto il tour estivo dell’anno scorso.
E’ stato molto costruttivo il rapporto con lui, che non ha mancato di darmi consigli e osservazioni sul mio modo di cantare e scrivere dimostrandosi una persona semplice e disponibile.
Il fatto che mi abbia poi “invitato” al concerto del 7 giugno per l’Ail mi ha totalmente riempito di gioia.
Ho citato questi grandi nomi forse perché tra i più influenti per quanto riguarda il mio percorso artistico essendo personaggi già affermati e “importanti” della scena musicale italiana.
Ultimamente sto “collaborando” con Gianmarco Martelloni che reputo un ottimo autore, molto attento e preciso.
Nel 2006 hai vinto il Festival di Sanremo nella Categoria Nuove Proposte con il pezzo “Sole negli occhi”. Poi non hai più partecipato. Pensi che ritenterai di partecipare?
Partecipare al Festival di Sanremo è una grandissima emozione, nonché una soddisfazione immensa per un musicista come me e non posso negare che mi auguro di ritornare a calcare quel palcoscenico, perché resta il più prestigioso e chiacchierato di tutta Italia.
Che ricordi hai di quell’esperienza?
E’ stata una settimana veramente intensa, piena di imprevisti, stressante e divertente allo stesso tempo.
Essere a Sanremo in quei giorni significa vedere tutto e di più; è uno spaccato del mondo dello spettacolo italiano.
È quello che desidera ogni musicista, ovvero, la più grande platea che la nostra nazione può offrire. Quando sei sul palco dell’Ariston sai che tutti ti stanno guardando, sai che la tua musica è nelle case di tutta Italia, e questo penso sia una soddisfazione incredibile per chi ama la propria professione, per chi ha passione e per chi vive con questo lavoro.
Quanto è cambiata la tua vita nel bene e nel male dopo questa vittoria?
Quando partecipi ad una manifestazione così importante vincendola sai che per la gente tu sei quello che ha vinto quella manifestazione; perciò, se da una parte sei conosciuto, ti fermano per strada e la gente conosce la tua canzone, dall’altra vuoi far capire che non sei solo quella canzone, ma che hai anche altre canzoni. Hai una tua carriera e hai un mondo che vuoi trasmettere e ti impegni in tutti i modi per fare arrivare questa cosa.
La mia vita dopo quel giorno è cambiata in questo senso; quando ho iniziato a fare questo lavoro uno dei miei scopi era quello di arrivare a più persone possibili e questa vittoria mi ha aiutato molto anche se non si è mai arrivati, anzi, bisogna sempre restare coi piedi per terra e cercare di guardare lontano perché la vita non smette mai di sorprenderci, così come la musica.
Poi dopo il successo, un lungo periodo utile per la creazione di “Ho preso una spavento”, il tuo secondo cd. Perché questo titolo?
Questo disco era una tappa importante per me, una sorta di nuovo inizio benché nessuna sosta ci sia stata e ci abbiamo lavorato molto appunto per questo, perché non volevamo lasciare nulla al caso.
La differenza col primo disco sta che per le canzoni di questo album ho cercato di essere più diretto: ho infatti voluto parlare con l’ascoltatore, mentre nell’altro ero più un narratore di fatti. Il titolo nasce appunto da questa voglia di essere diretto, di non usare mezzi termini, e di scherzare anche sulla realtà che a volte non è come speriamo. Il titolo dell’album è il titolo anche di una canzone contenuta in esso, forse la più ironica e divertente e anche per questo motivo ho deciso di usare lo stesso titolo anche per l’album.
“Ho preso uno spavento” è appunto provare paura per niente, l’angoscia per qualcosa che alla fine si rivela innocuo. Lo diciamo chissà quante volte!
In che situazioni sono nati i pezzi presenti?
Per questo lavoro i pezzi sono nati in vari modi; ci sono pezzi che ho scritto di notte, al pianoforte, altri registrando delle basi e improvvisando dei testi, altre ancora solo con la mia chitarra, come ho sempre fatto. Ho voluto sperimentare di più, cercando anche di essere meno introverso; non scrivo solo di notte, anzi, molte canzoni le ho scritte di mattina. Scrivere canzoni non è un procedimento che si sceglie a tavolino, richiede un impegno diverso, più a livello di subconscio.
La canzone è lì, da qualche parte, lo sai, devi solo trovarla!
Primo singolo estratto è stato “Vorrei sapere”. Quale sarà il prossimo? Girerai anche di questo un videoclip?
“Vorrei Sapere” è stato il primo singolo, e aggiungo che è stato scritto insieme a Sergio Vinci, autore già di Nek, Laura Pausini e altri grandi artisti. Il prossimo singolo sarà “Hey Baby Tu”, una canzone alla quale tengo molto, una delle prime scritte per il mio secondo album. Molto autobiografica; una ballata intimista! Per il video stiamo ancora scegliendo la direzione, la situazione, ma arriverà con l’estate.
E ora quali saranno i prossimi impegni che attendono Riccardo Maffoni?
Gli impegni sono appunto la promozione del nuovo singolo e la preparazione al live.
Sto inoltre buttando giù delle bozze, delle nuove idee che per ora tengo nel cassetto.
Ci vediamo sulla strada!
Inserita il 03 - 07 - 09
Fonte: laura gorini
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