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Addio a KARLHEINZ STOCKHAUSEN
Il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen è morto, a 79 anni, mercoledì 6 dicembre.

La notizia è stata diffusa il giorno succwessivo dalla vedova, Mary Bauermeister, e dalla Fondazione che porta il suo nome.

Il musicista è spirato a Kürten, in Germania; aveva settantanove anni.

Nato il 22 agosto del 1928 a Kerpen-Modrath, Stockhausen è stato docente universitario e autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica.

Inoltre, con le sue oltre trecento composizioni, ha contribuito in modo significativo a rivoluzionare la musica del XX secolo.

Non a tutti i critici ed esperti era gradita la sua musica, accompagnata da un carattere eccentrico e dotato di un certo narcisismo.

Viene, comunque, considerato un pioniere della musica elettronica, che ha influenzato generazioni di artisti, da Brian Eno a Bjork.

Nacque a Kerpen-Modrat il 22 agosto del 1928 ed iniziò i suoi studi di musica e pianoforte al conservatorio di Colonia nel 1947.

Il suo esordio come compositore avvenne nel 1950, mentre proseguiva la carriera di docente universitario e autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica.

Negli anni Cinquanta sposò Doris Andrae, dalla quale ebbe il figlio Markus, trombettista, che avrebbe suonato spesso con lui.

Negli anni Sessanta, il secondo matrimonio: sposò l'artista Mary Bauermeister, che gli diede il figlio Simon, compositore come il padre.

Il maestro esordì con composizioni come "Doris" di stampo tradizionale, per passare poi alla musica seriale (per esempio in "Kreuzspiel" e "Formel").

Considerato uno dei fondatori della cosiddetta "musica puntuale", tra il 1953 e il 1998 collaborò strettamente con lo "Studio per la musica elettronica" della radio Westdeutscher Rundfunk, della quale per qualche tempo fu anche direttore artistico.

Intanto, cominciò a dedicarsi maggiormente alla musica elettro-acustica.
Fu in quello studio radiofoinico di Colonia che realizzò, nel 1955, la sua opera principale: "Gesang der Juenglinge" (Canto dei fanciulli).

Nel padiglione della Germania, nel 1970, all'Esposizione Mondiale di Osaka, fu con le sue composizioni l'attrazione principale

Proprio a partire da quel periodo creò una delle opere liriche più voluminose della storia della musica: "Licht" (Luce).

Il Compositore stava ancora lavorando: risale al mese scorso l'annuncio di una nuova composizione, una nuova versione del suo ciclo musicale "Zodiaco", per celebrare il suo venturo ottantesimo compleanno.

Il ponderoso lavoro era stato commissionato dall'Accademia filarmonica di Bologna e avrebbe dovuto debuttare il 16 settembre 2008, sotto la bacchetta del Direttore Claudio Abbado.

Sia pur figura dibattuta e controversa, Stockhausen lascia un'impronta indelebile nel panorama della Musica Classica Moderna.

Inserita il 09 - 12 - 07
Natalia Di Bartolo
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