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Elisa - Heart - Sugar - 2009 Voto del Redattore: 5
Elisa - Heart - Sugar - 2009
Menomale che non esiste par condicio nella musica, perchè probabilmente l'unica a passare indenne ai controlli del rispetto della tale sarebbe proprio Elisa , artista ormai a pieno diritto nell'Olimpo delle sette note, bravissima a dividere la sua creatività, a volte espletata attraverso brani di grande energia, altre invece attraverso situazioni intime che poche sanno ricreare e non solo. Anche la lingua diversifica la proposta; Elisa non si separa ancora dall'inglese con cui dichiara di avere maggiore dimistichezza compositiva e che le ha permesso in passato di conquistare la notorietà, anche se continua in maniera convincente ad ampliare la proposta in lingua madre. Addirittura i primi due singoli estratti dal suo nuovo album "Heart" sono infatti gli unici due brani in italiano, dal primo "Ti vorrei sollevare" cantata in duetto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, in cui è probabilmente il messaggio ad apparire vincente più che il duetto visto che, soprattutto nella fase finale, quando le due voci salgono, rincorrendosi all'ultimo vocalizzo risultano talmente avvincenti che... alla fine le ricorreresti anche tu per urlargli contro di finirla, e poi l'attuale "Anche se non trovi le parole" dall'arrangiamento punteggiato di suoni elettronici su una basa piuttosto sporca sorretta da batteria ed energiche chitarre. Ma "Heart" è un disco che non si ferma al potenziale dei singoli radiofonici anzi, trova maggior dignità nei brani che completano la track list, dall'iniziale "Vortex" finestra aperta sulla splendida voce della friuliana a "This knot" che ricorda le intenzioni del primissimo album "Pipes and flowers" del 1997, quando la matrice ispiratrice di Elisa era un certo tipo di musica americana alla Alanis Morissette, prima che quasta perdesse la bussola e si arenasse su spiagge colme di dune che ne condizionassero gli alti e bassi del percorso. Notevole la cover di "Mad world" dei mai troppo citati Tears for fears, che trova non una, ma addirittura due vesti nella versione della Toffoli; Quasi come una sposa d'altri tempi che smette l'abito bianco a fine festeggiamenti a favore di quello da viaggio, così il brano si presenta all'inizio come delicato tappeto elettronico, prima di esplodere in un carichissimo rock.
Probabilmente Elisa non ha mai usato riempitivi per i suoi dischi ma se anche questo fosse avvenuto in passato non è così per "Heart", di cui invece man mano che scorri i pezzi ne trovi di sempre più considerevoli. "Forgiveness" incisa insieme ad Antony senza i suoi Johnsons è una piccola gemma di rara purezza mentre "Poems of God" riassume in 4 minuti scarsi la carriera dell'artista da sempre maestra d'equilibrio tra carezze vocali e graffi sonori. L'album di Elisa è un disco al fine che vince la prova più complicata, quella di durare nel tempo, di non esser figlio di una moda; Mica roba da poco!
Inserita il 01 - 03 - 10
Fabio Fiume
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