E' facile sparare a zero su Folco Orselli: ennesimo clone di Capossela, Tom Waits “de noantri”, Paolo Conte dei poveri. Fate pure gente, ma provate ad ascoltarlo senza pregiudizi ne rimarrete senza dubbio colpiti.
Cantastorie milanese al secondo lavoro in studio, dal primo disco “La stirpe di Caino”, questo nuovo L.P. eredita due pezzi , (Senza neanche una lira e Pallottole d'amore, quest'ultimo brano inserito nel film “Agata e la Tempesta” in cui Folco interpreta se stesso) riarrangiati in maniera elegante e più consona al bel blues che propone.
Di sicuro lo scenario è lo stesso dei “mostri sacri” sopracitati: locali fumosi, alcool in corpo, storie metropolitane e donne.
Di donne Folco ne parla in maniera romantica e commovente “spunta una nuova paura/spunta la spina nel cuor” dice nella titletrack, ma sa essere anche comico e irriverente quando in “Get out” ci racconta una storia che non vuole più e, nel parlare della sua donna dice “ tu invece bevi/come un vecchio marinaio/e torni dopo di me/barcolli a letto/poi mi tiri le lenzuola/e puzzi più della bottiglia che ti scola”.
Folco è uno di quelli che conosce bene l'alba e poco la mattina, un amicone, un gran consumatore di alcaselzer, un bluesman vero insomma.
Sa essere irresistibile quando in “Elvis” canta “ Presley non è lui/porta i riccioli e gli occhiali/ha un Garelli a cui gli mancano i fanali”.
Una voce cavernosa e sbronza fatta per il blues, un vocabolario ampio e fantasioso e una grande espressività nel canto, dote che hanno in pochi; perché a saper cantare in qualche modo s'impara, ma dare vita a quello che canti è molto più difficile.
Chitarrista e pianista: i suoi live sono molti teatrali, ascoltando le sue storie ti viene voglia di “fare finta di essere sbronzo/lamentare la mia tragicità/rintanarmi in un cappello/aggrapparmi a uno sgabello/ma immorale sarò sempre per me”, come racconta in “Blues per lei”.
Valido paladino della canzone, Orselli meriterebbe una visibilità più ampia, visto anche il “mainstream” italiano, quasi privo di artisti di una certa caratura, dunque andate a cercarvi i suoi dischi, accendetevi una sigaretta, sorseggiate un buon Chianti e buon ascolto.
Inserita il 15 - 01 - 07
Michele Scerra
|