Torniamo al nuovo e troveremo l’antico. La marea si alza verso ponente e trascina cuori solitari verso il buio delle inibizioni, per farli esplodere insieme al vulcano della follia delle passioni. Si parla di passioni, ma anche di trasposizione dalla vita al sogno e dal passato al presente, quando le note di “Nessun dorma” riecheggiano dall’alba di un tempo remoto, alle macchine del tempo del XXI secolo; si parla di una musica tanto antica da essere inevitabilmente moderna e attuale, ultimo baluardo del coraggio di osare nel momento in cui le epoche cambiavano e l’urlo divino di Wagner spazza via il tormentato sentimento dell’amore e della fedeltà alla patria.
Forse è stato il suo visionario spirito neoromantico, non conciliava perfettamente con il bisogno di identità collettiva, che il bel paese ha sempre richiesto ai suoi artisti, ma Giacomo Puccini è stato forse l’artigiano più rivoluzionario del panorama musicale italiano del secondo ‘800, capace di assimilare da i grandi del tempo e rendere personale e intimo le sensazioni che ricreava.
Al grande musicista di Lucca, viene dedicato un intero anno, il 2008 ovvero l’anniversario dei 150 anni dalla nascita. Per questo evento è stato preparato un ricco cartellone nazionale iniziato con Tosca, che ha inaugurato la stagione del teatro dell’Opera di Roma dal 14 gennaio; sul podio Gianluigi Gelmetti il quale ha precisato che i cantanti sono stati scelti per la morbidezza dei toni, più che per la potenza espressiva. Infatti i protagonisti Martina Serafin nel ruolo di Tosca e Mario Cavaradossi, tenore argentino dalla voce sanguigna e vibrante, hanno cavalcato le tensioni emozionali capaci di dare all’opera la sua naturale drammaticità; un merito a parte è andata alla sapiente regia di Franco Zeffirelli, mago alchimista delle grandi scenografie.
La Scala di Milano ha in programma per marzo e aprile, Il Trittico e La Bohème, mentre il festival Puccini, che si svolge a Torre del Lago dove il maestro trascorse gran parte della sua vita, proporrà Turandot, Tosca, Madama Butterfly ed Edgar, con la direzione di Riccardo Chailly.
Lucca, Celle dei Puccini, Viareggio e Torre del Lago sono i luoghi del percorso espositivo che descrivera il legame di Puccini con la sua Toscana, la terra che egli ha sempre assimilato nelle sue narrazioni armoniche secondo una vocazione naturalistica e impressionista che ne fa lo scenario più rappresentativo delle sue tensioni drammatiche; la terra che si è arrivata fino al lontano Sol Levante, dove le tensioni e i sogni di Madama Farfalla vola leggere tra colori tonali e macchine ritmiche senza tempo. Senza tempo come la sua musica, dotata di armonie sensibile e leggere, moralmente polivalenti come i suoni del secolo che lo succederà, il compositore che ha incarnato con maggiore compiutezza tutta la decadenza della musica italiana contemporanea, ma anche lo slancio vitale verso nuovi paradisi dove l’arte si potesse finalmente elevare al grande di unica rivincita della decadenza popolare e dell’arroganza aristocratica e politica. Anche oggi a distanza di 150 anni è possibile ascoltare Puccini, pensare a Puccini e scoprirne la modernità del suo ritorno alla natura.
FAUSTO BISANTIS
Inserita il 10 - 11 - 08
Fausto Bisantis
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