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Recensioni di musica classica
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Salvatore Accardo: l'insostenibile leggerezza della musica Voto del Redattore: 5
Salvatore Accardo: l insostenibile leggerezza della musica
Tra gli interpreti di musica classica viventi, Salvatore Accardo va citato di diritto tra quelli di maggior rilievo, non solo per l'indiscutibile valore artistico (ancora intatto nonostante l'età, a differenza di altri che vivono di fama pregressa sebbene non si esprimano più da tempo a livelli eccelsi), ma anche e soprattutto per l'immutato entusiasmo e la passione integerrima che ancora animano la sua attività.
Nel concerto di domenica 8 marzo 2009 tenutosi al teatro Verdi di Terni insieme all'Orchestra Sinfonica Abruzzese, il violinista e direttore d'orchestra napoletano di origini piemontesi ha proposto un repertorio tutto beethoveniano, costituito dal Concerto in re magg. per violino e orchestra op. 61 e dalla Sinfonia in si bemolle maggiore op. 60, nelle quali ha messo in evidenza tutta la maestria esecutiva e di direzione orchestrale in suo possesso. Degne di particolare nota sono state le variazioni che il solista partenopeo ha proposto nel corso del Concerto per violino e orchestra, nonché nell'unico bis, che hanno ricevuto interminabili applausi da parte del numeroso pubblico.
Gli sforzi organizzativi dell'Associazione Filarmonica Umbra - che quest'anno ha fatto le cose davvero in grande, proponendo tre concerti speciali (oltre alla normale stagione concertistica) di assoluto rilievo: Grigoy Sokolov, Uto Ughi e Salvatore Accardo - sono stati in tal modo ripagati appieno, nella speranza che i promotori continuino a proporre l'offerta musicale di alto livello che ormai offrono da anni.
Al termine del concerto, Accardo - che, per il gossip, da meno di un anno è padre di due gemelline - ha concesso ad AllaRadio.org la seguente breve intervista.

- Maestro, la scelta di un concerto esclusivamente beethoveniano è dovuta ad una sua particolare predilezione per l'artista tedesco?
"Certamente considero Beethoven uno dei più grandi musicisti di sempre, però direi che alla base della scelta vi è piuttosto l'oppotunità offerta dall'avere a disposizione un organico come l'Orchestra Sinfonica Abruzzese. Con loro si è creato un rapporto ideale, essendo dei professionisti di grande valore; sebbene la collaborazione sia nata in questa circostanza sembra infatti che ci conosciamo da anni" [durante l'intervista passano a fianco di Accardo alcuni orchestrali che si rivolgono a lui con un informale “Salvato' “, N.d.R.].

- Perché la Sinfonia n. 4 - che tra le composizioni orchestrali di Beethoven è considerata “minore” - e non una delle più famose?
"Proprio perché ritenuta di livello inferiore rispetto alle altre merita di essere eseguita, perchè stiamo parlando comunque di musica di alto livello. E poi, dopo il Concerto per violino ci stava bene..."

- Cosa si prova nel passare dall'esecuzione alla direzione?
"Sono due situazioni completamente diverse, ma la musica è sempre la stessa, per cui non sono poi così distanti le due cose. In entrambi i casi mi lascio trasportare dalla vis dell'esecuzione."

- Qual'è la sua opinione rispetto alla situazione della cultura in Italia?
"Lasciamo perdere... Viviamo una situazione di disastro assoluto. Se c'è da tagliare dei fondi, la prima a farne le spese è la musica classica, cui è stato tolto l'ottanta per cento dei finanziamenti negli ultimi anni. Si prova rabbia e vergogna al solo pensare che quasi 20 anni fa sono state cancellate 3 orchestre della RAI, che tutto il mondo ci invidiava, e che potrebbero risorgere e vivere tagliando semplicemente due serate al Festival di Sanremo."

- Lei gira il mondo per esibirsi; qual'è lo stato della fruizione culturale che oggi percepisce?
"In generale si assiste ad una ripresa di apprezzamento per la musica classica, ma questo vale soprattutto per l'estero, poiché in Italia manca una seria politica di educazione musicale, oppure, quando c'è, viene fatta male, con il risultato che si rischia di non avere più pubblico domani. Non c'è ricambio poiché i giovani in generale sono bombardati da tantissime altre cose. La scuola dovrebbe invece far capire ai giovani che esistono altre situazioni musicali ed altra musica. Saranno poi i giovani stessi a scegliere quale preferire."

- Lei invece come si comporta con i suoi allievi?
"Quello che cerco di insegnare loro è prima di tutto l'umiltà, poi la serietà, quindi il rispetto per i compositori che ci hanno lasciato questi capolavori, che vengono molte volte rovinati da interpretazioni non rispettose verso il compositore e la sua opera. Questi sono i tre elementi che cerco di inculcare ai miei allievi."

Salvatore Accardo, maestro nella musica e nella vita.
Inserita il 10 - 03 - 09
Fonte: Alessandro Samsa
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