Lunedì 20 aprile si apriva al teatro Ponchielli il festival “Archiritmo” e non si poteva cominciare meglio… C’era parecchia gente fuori dal teatro ad aspettare che le porte si aprissero, c’erano persone dall’età molto variabile: dai giovani come il sottoscritto fino alle coppie con ormai che superavano gli “anta”.
E tutti erano lì per lui: Paolo Conte… Il sipario si apre, e lo spettacolo ha inizio. Giochi di luci monocromatici accompagnano la musica del poeta cambiando a ogni canzone.
La musica e i musicisti erano ottimi, del resto stiamo parlando di Paolo Conte che, anche se un paio di volte si scorda le parole (vi ricordo che questo signore è nato nel 1937… fate voi i conti gente), con nonchalance riprende tranquillo e accende passione e sentimenti che credevamo sepolte nel profondo dell’anima. Scaletta appassionante ricca di atmosfera e fascino che comprendeva da brani del nuovo album a canzoni “antiche” come “Via con me”, “Diavolo rosso” e “Bartali” quest’ultima presentata in una versione un po’ meno musicata del solito ma, molto più emozionante.
La formazione sul palco del teatro Ponchielli era la seguente:
Paolo Conte voce e pianoforte
Piergiorgio Rosso violino e tastiere
Daniele Di Gregorio batteria, marimba e pianoforte
Jino Touche contrabbasso e chitarra
Daniele Dall’Omo chitarra
Massimo Pitzianti sassofoni, fisarmonica, contrabbasso e tastiere
Claudio Chiara sassofoni, flauto, fisarmonica, contrabbasso e tastiere
Luca Velotti sassofoni e clarinetto
Lucio Caliendo oboe, fagotto, percussioni e tastiere
Nel complesso, una performance di alto livello sia del maestro Conte sia dei suoi “compagni di viaggio”, polistrumentisti di ottimo gusto di composizione ed improvvisazione.
Recensione e foto a cura di Gabriele Frosi.
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Inserita il 25 - 04 - 09
Massimo Agliardi
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