A parere di molti quest'anno l'Heineken Jammin' Festival non sarebbe stato all'altezza del proprio nome e le premesse che hanno accompagnato l'evento rock più importante d'Italia non parevano essere incoraggianti come al solito: pochi artisti di spicco internazionale rispetto alle precedenti edizioni e come se non bastasse le previsioni meteo davano pioggia tutti i giorni.
A Festival concluso invece c'è da ammettere che quest'anno, a parte una piovuta non troppo rilevante nel primo pomeriggio del sabato, il sole ha baciato per tutte e tre le giornate l'erba e la gente del Parco San Giuliano ed anche gli spettatori hanno risposto positivamente all'evento.
Certo se pensiamo che solo l'anno scorso sul palco sono saliti artisti del calibro di Aerosmith, Cramberries, Cypress Hill, Black Eyed Peas, Massive Attack, Skunk Anansie, Ben Harper, Pearl Jam, i Green Day erano in scaletta ma purtroppo non hanno potuto esprimersi causa tempesta improvvisa, e negli anni passati gruppi come Red Hot Chilli Peppers, Muse, Iron Maiden, Placebo, Smashing Pumpkins, Pixiex, The Cure, etc..il programma di questa tredicesima edizione si presenta più scarno.
I nomi di spicco comunque non sono mancati. Nella prima giornata, giovedì 9 Giugno, la presenza dei Coldplay, per la loro unica esibizione in Italia, e dei Beady Eye, gruppo capitanato dall'ex cantante degli Oasis Liam Gallagher, sono indubbiamente due ciliegine sulla torta che arricchiscono le prestazioni di Cesare Cremonini, unico italiano dei big sul palco che ha dato vita ad una performance grintosa e coinvolgente, We Are Scientiests ed Echo & The Bunnymen.
Il secondo giorno, venerdì 10 giugno, musicalmente parlando lasciava qualche perplessità in più. Tre gruppi su cinque tra quelli in programma portano in spalla la bandiera italiana e sono i Negramaro come headliner, Verdena, e Fabri Fibra che, nonostante obiettivamente col concetto di Festival-rock non c'entri proprio nulla, è stato molto apprezzato dal pubblico. Sul palco anche gli internazionali Interpol e gli Elbow.
Nella terza e ultima giornata l'eroe indiscusso è Vasco Rossi. Nonostante sul palco siano saliti anche i giovanissimi The Pretty Reckless, la cui cantante Taylor Momsen non fa nulla per passare inosservata, Noemi con la chioma rossa più aggressiva, e gli All Time Law, il pubblico era tutto per il Blasco nazionale: può piacere o meno ma indubbiamente ha caratterizzato lo scenario della musica rock-italiana nell'ultimo trentennio e la sua presenza ad un Festival riscuote sempre un notevole successo.
Vale sempre la pena andare ad un evento ricco ed entusiasmante come l'Heineken Jammin' Festival; è vero che quest'anno l'affluenza del pubblico è stata minore rispetto a quella passata ma gli organizzatori, Roberto De Luca su tutti, si ritengono comunque soddisfatti ed anticipano che molto probabilmente anche la prossima edizione si svolgerà sulla splendida cornice del Parco San Giuliano di Mestre.
Heineken..sounds good!!
Dopo questa breve premessa entro più nello specifico nelle esibizioni degli artisti; i concerti iniziavano alle 15 circa ed ognuno aveva circa un'oretta di performance, headliner a parte che avevano tutta la serata per concedersi al pubblico.
A rompere il ghiaccio ci pensano le band emergenti vincitrici dell'HJF Contest ed il primo gruppo ad esibirsi sono i The Last Fight che propongono alcuni pezzi propri come Game seguiti da Erica Mou, giovane artista emergente pugliese che munita di chitarra offre un tranquillo live in acustico.
Seguono gli Echo & The Bunnyman che iniziano a far assaporare l'alternative-rock britannico proponendo brani come Villiers Terrace, Seven Seas, Nothing Last Forever e la colonna sonora diversi film The Killing Moon.
Il ritmo aumenta con l'indie-rock dei We Are Scientiest che suonano alcuni brani tra i quali I Don't Bite prima di lasciare spazio al primo gruppo illustre del concerto.
E' il turno dei Beady Eye che, con l'inconfondibile voce dell'ex cantante degli Oasis Liam Gallagher, propongono praticamente tutti i brani dell'ultimo album “Different Gear, Still Speeding” come The Roller e Four Letter Word. E' la loro seconda esibizione in Italia dopo quella del 16 Marzo 2011 ed in entrambi i casi non hanno tradito le aspettative degli amanti della rock-band inglese abituata al grande pubblico.
Applausi ed è il turno di Cesare Cremonini; la maggior parte dei presenti si domanda come sia possibile che il cantautore italiano suoni dopo i Beady Eye ma lui smentisce tutti con un live grintoso e coinvolgente. E' la prima volta che si ebisce all'Heineken e non nasconde le emozioni; intrattiene, fa cantare e ballare il pubblico e non è cosa facile con i brani pop-rock che lo rappresentano. Inizia con Mondo, brano vincente dell'estate 2010 che vede la partecipazione di Jovanotti, e alterna canzoni più o meno recenti come Dicono di me, Padre Madre, Hello, Marmellata, Il Pagliaccio, prima di congedarsi con grandi ringraziamenti ed il must 50 Special che accompagna la vita di Cesare fin dagli esordi quando suonava nei Lunapop ancora con l'amico/bassista Ballo.
Mancano solamente loro, i più attesi della prima giornata di Festival: i Coldplay del frontman Chris Martin. Accorsi in circa 30mila per ammirarli non deludono la folla dando vita ad un live spettacolare ed emozionante condito da momenti imprevedibili come i fuochi d'artificio sparati in cielo poco dopo le prima note. Prima parte di concerto con i brani di maggior impulso come Yellow, accompagnato dal lancio di palloni gonfiabili giganti sul pubblico, In My Place, Lost, Violet Hill, The Scientist, Politik e Viva la Vida ballata da tutti i presenti. Breve pausa e tornato sul palco a suon di applausi chiudendo con Clocks, Fix You ed Every Teardrop.
Insomma, dopo la prima giornata di Festival anche i più scettici che si aspettavano di assistere ad uno spettacolo sotto tono hanno dovuto ricredersi. Tutti a casa felici e contenti.
La seconda data del Festival era quella che destava più preoccupazioni; i soli Elbow ed Interpol come artisti internazionali intervallati dai Verdena, Fabri Fibra prima degli headliner Negramaro non sono bastati per ripetere il successo della prima giornata. Per tutto il pomeriggio sotto il palco purtroppo c'è stata poca gente ed anche in giro per il parco sono più gli spazi vuoti di quelli colmi di persone. Una scossa alla giornata l'ha data Fabri Fibra; finalmente i bodyguard aprono i cancelli che consentono l'ingresso per andare davanti al palco, la zona si riempie in due secondi ed inizia la “festa festa festa”.
Andiamo con ordine. I primi a suonare sono i The Charleston vincitori dell'HJF Contest ed il primo gruppo di fama ad esibirsi sono gli Elbow; la band di Manchester offre una buona performance ed il cantante Guy Garvey mette carica al microfono anche se fa notare che i presenti sotto il palco sono davvero pochi.
Seguono i Verdena, gruppo bergamasco che ultimamente sta riscuotendo un grande successo. Sono solamente in tre che si alternano gli strumenti durante i live ma fanno casino come se fossero almeno il doppio. La band è formata dai fratelli Alberto e Luca Ferrari e dall'energica bassista Roberta Sammarelli. Senza troppe parole buttate al vento salgono sul palco e suonano i loro brani di maggior impatto come Scegli Me, Nuova Luce, Valvonauta, Angie. Gran finale con Lineterp ringraziamenti e se ne vanno. Grinta e art-rock da vendere per i talenti bergamaschi che a gennaio hanno pubblicato il loro quinto album “Wow”, doppio cd con 27 brani, nel quale hanno introdotto delle nuove musicalità sperimentaliste grazie all'utilizzo del pianoforte. Avanti così guys!
Tocca agli Interpol; la band di New York city suona bene le proprie canzoni anche se non riscontra grande entusiasmo da parte del poco pubblico; il cantante Paul Banks si presenta sul palco con un nuovo taglio di capelli ed in modo ordinato canta brani come Success, Angels, NYC, Lehgths Of Love, Slow Hands e Jail.
Gli addetti ai lavori smontano gli strumenti musicali e piazzano al centro del palco una consolle da Dj, lo stage è pronto per Fabri Fibra. Appena prima che salga sul palco ecco il primo piacevole colpo di scena bella giornata: i bodyguard si spostano dai cancelli che separano la zona sotto palco da quella posteriore e la gente in massa può dirigersi proprio nella zona più ambita del Festival, quella che in teoria è accessibile solo a chi indossa il fatidico braccialetto. Il risultato è che Fabri Fibra riempie l'Heineken Jammin' Festival ovvero un rapper che domina la scena musicale di un concerto che dovrebbe essere rock allo stato puro. Questo è il segreto di Fabrizio Tarducci, tutti lo criticano ma tutti lo amano. Accompagnato alla voce da Mister Entics e da Dj Nais e Dj Double S per le basi, da vita ad un live-show che entusiasma il pubblico. Un set che dura più di ora dove propone la maggior parte delle canzoni che l'hanno reso famoso al grande pubblico come Applausi per Fibra, Bugiardo, La Soluzione, In Italia, alcuni mix ben riusciti che fanno ballare e scatenare la folla ed i successi più recenti come Vip in Trip, Rap Futuristico e Le Donne. Tra i suoi fans in prima fila c'è anche Marco Materazzi che canta con in braccio il figlioletto e per il rapper di Senigallia, che si mostra felice e sorridente come non mai, è una grande soddisfazione
Scende Fibra dal palco ed il sole tramonta. Mancano solo i Negramaro: la band salentina è alla sua prima esibizione dopo che Giuliano Sangiorgi, cantante e leader del gruppo, è stato costretto a subire una delicata operazione alle corde vocali ed una lunga riabilitazione. Il “Casa 69 Tour” è stato infatti rinviato in autunno ma all'Heineken Jammin' Festival hanno voluto esserci dando il meglio di sé. Lo stesso Giuliano non si è risparmiato dando sfogo ad una grande esibizione alternando canzoni famose cantante col gruppo come Singhiozzo, Quel Matto Sono Io, Mentre Tutto Scorre, Meraviglioso, Solo Tre Minuti, L'Immenso, Via Le Mani Dagli Occhi, Il Gabbiano, Solo per Te, Nuvole e Lenzuola a momenti dove solamente lui è il protagonista facendo assoli con la chitarra o al pianoforte. Sul finale gran sorpresa, Giuliano annuncia l'ingresso sul palco di Elisa che duetta energicamente con i Negramaro Ti Vorrei Sollevare, Basta Così e propone una serie di acuti con Whole Lotta Love che strappano applausi ed emozioni ai presenti. Grandissima esibizione e bella sintonia tra artisti e pubblico.
La serata si conclude con i consueti ringraziamenti dei Negramaro e la folla che ammonta a circa 20mila persone, non troppe ma neanche troppo poche. Perlomeno sembrava di essere all'Heineken Jammin' Festival, al pomeriggio c'era veramente poca gente.
E' sabato, è l'ultimo giorno di Festival, è Vasco Rossi. Si può dire che la rock-star modenese è un veterano dell'Heineken Jammin' Festival, è già stato invitato diverse volte dagli organizzatori ed ha sempre avuto grande riscontro da parte dei suo fans che rispondono sempre in numerosissimi per stargli vicino. La giornata in cui si registrerà il pienone inizia con la pioggia, nel primo pomeriggio infatti il sole sembra essersi arreso ma fortunatamente la gente non si fa intimorire ed arriva lo stesso. Verso le 15, proprio in coincidenza con l'inizio dei concerti, il cielo si apre ed è il preludio per l'ennesima bellissima giornata di sole.
La musica inizia a ritmo di band emergenti; l'indie-rock dei Danka prima ed il raggae dei Quartiere Coffee poi scaldano gli animi dei presenti. Un sogno che diventa realtà quello dei giovani talenti che si ritengono onorati si suonare per un evento così importante nel giorno di Vasco.
Il Parco si riempie a vista d'occhio; le tende verdi dell'Heineken sono sempre più numerose, la gente arriva con bandiere, magliette, bandane con la scritta del loro idolo Vasco. Sul palco salgono i The Pretty Reckless; è rock puro quello della fresca band newyorkese la cui cantante Taylor Momsen è l'emblema della trasgressione, praticamente in desabillè sfoggia solo una giacca nera lunga in pelle e nastro adesivo nero a “X” sul petto. Coraggiosa la giovane attrice che quantomeno riesce ad attirare l'attenzione del pubblico cantando Light Me Up, Just Tonight, My Medicine e Make Me Wanna Die.
Dopo di loro tocca a Noemi che saluta tutti annunciando Vasco per la gioia dei fans. Più rossa che mai il giovane talento proveniente da X-Factor canta bene L'Amore di Odia, Briciole, la canzone scritta per lei proprio dal Blasco Vuoto a Perdere e le cover Could You Be in Love e Tainted Love. Ottima performance apprezzata anche dal pubblico sovrano.
Mancano solo gli All Time Low prima di Vasco ed il pubblico è in fermento, le parti di Parco San Giuliano che più si espongono al palco sono gremite di gente. Il compito di anticipare il concerto della rock-star modenese non è mai facile, soprattutto per una punk-band statunitense neanche troppo conosciuta in Italia ma i ragazzi se la cavano dignitosamente. Il cantante Alex Gaskarth entra in scena con la bandiera italiana in spalla e canta brani come Time Lost, Weightless e Lost In Stereo, la folla ascolta senza strafare.
E' arrivato il momento più atteso per tutti i presenti, il coro “ole, ole, ole, olee..Vasco, V ascoo” si fa sempre più frequente ed ormai da diverso tempo è praticamente impossibile trovare un posto vicino al palco. La folla arriva fino a lontanissimo ma per lui è un habituè, ovunque sia fa sold-out. L'esibizione all'Heineken è la prima del “Vasco Live Kom 011” che lo porterà a suonare negli stadi più titolati d'Italia, tra i quali San Siro a Milano e l'Olimpico di Roma, per presentare i pezzi del nuovo album “Vivere o Niente”. La band inizia a suonare quando lui ancora non è sul palco, due minuti circa di intro con più di 40mila persone con le mani alzate ed appena entra scatta il delirio. Inconfondibile look da rocker che lo ha contraddistinto negli anni e solito tripudio dei presenti. Lo spettacolo dura circa due ore, una scaletta molto interessante che manda tutti in visibilio intervallando pezzi nuovi con canzoni di maggior successo che hanno caratterizzato la carriera del Blasco. Nel mezzo un medley definito dal rocker stesso “disco” per far ballare i presenti. Da segnalare in tribuna stampa la presenza di Zucchero che assiste contento al concerto, una scatenatissima Maddalena Corvaglia, fresca di matrimonio col chitarrista Stef Burns, e Noemi che si godono lo spettacolo da sotto il palco.
La scaletta ufficiale di Vasco: Intro 2011, Sei Pazza Di Me, Non Sei Quella Che Eri, Starò Meglio Così, Giocala, Rock'n'Roll Show, Dici Che, Vivere o Niente, Siamo Soli, Manifesto Futurista Della Nuova Umanità, Interludio 2011, Alibi, La Fine Del Millennio, Gli Spari Sopra, Non l'Hai Mica Capito, L'Aquilone, Eh Già, Medley: Rewind - Ti Prendo e Ti Porto Via – Gioca Con Me – Delusa, Canzone, Vivere Non è Facile, Guarda Dove Vai, Un Senso, Vita Spericolata, Alba Chiara.
Anche quest'anno dunque l'Heineken Jammin' Festival, nonostante le premesse siano state più che mai negative, si è rivelato un grande successo. Senza ombra di dubbio l'affluenza del pubblico è stata inferiore rispetto alle precedenti edizioni ma va considerato che solo l'anno scorso si è presentato per l'ennesima volta il problema del mal tempo e confermare come location ancora una volta il Parco San Giuliano è stata una mossa coraggiosa da parte degli organizzatori che si ritengono comunque soddisfatti. Piazzando Vasco come ultimo artista a suonare il riscontro positivo è indubbiamente notevole, è la colonna portante della musica rock italiana ed è sempre capace di far muovere a distanza centinaia di migliaia di fans. C'è da aggiungere poi che quest'estete in Italia sono previsti altri grandi Festival musicali come Rock In Idrho, Sonisphere Festival, Rock in Roma, ect..dove ci sono ospiti illustri del panorama musicale internazionale come Foo Fighters, Linkin' Park, Korn,etc..solo per citarne alcuni. La mossa quindi di puntare sulla qualità degli artisti piuttosto che sulla quantità si può rivelare vincente anche se a partire dalla prossima edizione ci si aspetta che l'Heineken Jammin' Festival ritrovi la fama che si merita.