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Huttwil Open Air 2009 - live report esclusivo -
Huttwil Open Air 2009 - live report esclusivo -
Il sole splende sulle valli di Huttwil e il mio arrivo, all'interno dell'area del Huttwil Open Air, coincide con la fine dell'esibizione dei Vivian, giovane band elvetica autrice di una buona performance di pop/rock in pieno stile The Calling/The Last Goodnight. Sarà per la prossima ragazzi..

Il festival è davvero ben organizzato con vari stand gastronomici, (tra cui alcune “inquietanti” zuppe cinesi..) stand di merchandising, cd e altro ancora ma soprattutto, i prezzi sono davvero umani, rispetto alla nostra “cara Italia” dove, per mangiare un panino e una birra, a volte serve un quasi mutuo. Ottimo sound anche con le band meno blasonate e infatti, e' un piacere sentire i Pegasus, giovane band della zona, godere di un sound da headliner durante la loro esibizione alle tre del pomeriggio; un sound fresco e dal mix pop inglese e americano che diverte il pubblico svizzero e soprattutto, una padronanza dello strumento davvero invidiabile. Il pubblico applaude e tributa il giusto riconoscimento ai giovani Pegasus che, a mio modesto parere, sembrano avere la strada spianata per l'imminente futuro.

Un veloce cambio palco e alle 16:00 salgono sul palco i veterani China, (band storica dell'hard rock europeo) capitanati dal grande chitarrista Claudio Matteo e supportati da quella vechcia volpe al microfono di Eric St.Michaels; i China non hanno certo bisogno di grosse presentazioni e, ogni rocker che si rispetti, possiede in casa album come “Sign In The Sky” o “Go All The Way”, vere pietre miliari di sano hard rock a stelle e strisce. La scaletta dello show di questo pomeriggio e' farcita di grandi classici come “Shout It Out”, che apre lo show, seguita subito da una nuova composizione presente sul nuovo “greatest hits”, ovvero la bellissima “Trapped In The Ciy”, che scalda a dovere il nutrito pubblico; ancora un tuffo nel passato con “Rock City” mentre “Lonely Rider” è un piccolo assaggio, di quello che sarà il nuovo album della band, in arrivo prima di fine anno.
Non poteva mancare un momento “slow” ed ecco la bellissima “Gates Of Heaven”, supportata da un Eric sugli scudi dietro il microfono, salvo poi tornare graffiante e cattivo su “Deadly Sweet” o sulla conclusiva “Girl On My Screen” (altra nuova composizione presente sul “best of”); un bis fuori programma con la storica “All I Do Is Wait”, che sigilla uno show letteralmente infuocato per i China. Il countdown per il nuovo album e soprattutto, per vederli finalmente in Italia (non vengono da noi dal 1989!!!) è cominciato.

CHINA:

1 Intro/Shout It Out
2 Trapped In The City
3 Rock City
4 Lonely Rider
5 Gates Of Heaven
6 In The Middle Of The Night
7 Deadly Sweet
8 Girl On My Screen

Bis

9 All I Do Is Wait


Il tempo di una birra e di un hamburger (davvero troppo speziato..) e sul palco di Huttwil, spetta ai rapper/pop Gimma, prendere posto; credo che in patria, Gimma, sia una vera istituzione, perchè appena il duo sale sul palco, la folla esplode e si lascia trascinare dalla musica del duo in modo entusiasta. Non male la proposta della band che sfodera una prestazione davvero notevole ma mai come quella che offriranno da li a poco, gli Shakra. Infatti, la band di Thomas Muster e soci, assale lo stage con una doppietta devastante dal nuovo “Everest” ovvero “Ashes To Ashes” e “Love & Pain” due brani che lasciano senza fiato e che denotano come la band, nel corso degli anni, sia diventata una vera macchina da guerra senza esclusione di colpi. Notizia fresca, l'abbandono dopo il tour estivo, del cantante Mark (abbandono o licenziamento? Mah..) ma stesera il bravo singer, non si è davvero risparmiato e ha dato il meglio di se in brani come “The One” o ancora “The Journey” o il singolo melodico e strappalacrime “Why”, cantata a pieni polmoni da tutti i presenti. Davvero grandiosa la sezione ritmica basso/batteria ch,e in “Chain Of Temptation”, pulsa davvero alla grande, cosi' come sul medley “Hands On The Trigger/Nothing To Lose”. Finale tutto da cantare con un tuffo nel passato a nome “Now Or Never” e “Rising Hight” (etrambe tratte da “Rising”) che salutano il pubblico di Huttwil, in grande stile. Un band professionale e di grandissimo spessore; cosa gli riserverà il futuro, non si sa ma la curiosità di sapere chi sarà il successore di Mark, è davvero tanta..staremo a vedere!

SHAKRA

1 Ashes To Ashes
2 Love & Pain
3 The One
4 Let Me Lie My Life To You
5 The Journey
6 Why
7 Chain Of Temptations
8 Why Don't You Call Me
9 Hands On The Trigger / Nothing To Lose
10 Now Or Never
11 Rising High


E' arrivata l'ora di cena e ahimè, mi perdo l'esibizione di Ritschi, (complice anche un'intervista con i China, che vedrete a beve sulle pagine di Allaradio) mentre qualche nota di Bligg la sento quà e la tra una birra e due chiacchiere con Steve Lee dei Gotthard; il sound di Bligg è davvero strano ma di grande presa sul pubblico. Un mix riuscitissimo di folk music svizzera e rap/hip hop ma il tutto, con arrangiamenti davvero azzeccati e soprattutto mai banali. Il pubblico si diverte ma l'attesa è tutta per la band che verrà...i Gotthard!

É un boato enorme e inimmaginabile, quello che accoglie Steve Lee, Leo Leoni, Hena Habagger, Freddy Scherer, Marc Lynn e Nicolo' Fragile sul palco di Huttwil; la gente e' tutta li per loro e soprattutto, per sentire qualche canzone nuova (il nuovo “Need To Believe” è in uscita il 4 settembre ma stasera, la band, presenterà ben tre inediti..) estrapolata dall'imminente nuovo lavoro. La partenza “come da copione”, negli ultimi tour è affidata alla doppietta “Master Of Illusion” e “Gone Too Far”, (tratte da “Domino Effect”) che oggi come due anni fa, risulta fresca e vincnte sotto tutti i punti di vista. Steve è un mostro di bravura e fisicità on stage e tutta la band stasera, sembra in serata di grazia; non una stonatura, uno sbaglio, un piccolo errore, solo grandissimo rock, suonato con una classe senza paragoni. Si continua con la bellissima “Top Of The World”, che manda in delirio tutti ma è con la successiva “Need To Believe”, che l'attenzione si fa davvero seria. I Gotthard scelgono come primo brano inedito questa sera, la title track del nuovo album e signori miei, un nuovo centro perfetto! La canzone è una power ballad sulla falsa riga di “The Call” o “I Wonder” ma con un fare più moderno e accattivante e un coro, tra i più belli che la band abbia mai partorito. Il pubblico non ci mette molto a capire la potenzialità del pezzo e in pochi secondi, ogni singola persona si trova già a canticchiare la melodia; stupefacente.

Con l'adrenalina alle stelle neanche mi accorgo che “Hush” sta risuonando nell'aria, seguita dalla superba “Sister Moon”, guidata dall'armonica di Steve e dalla batteria possente di Hena; poteva mai mancare il momento acustico? Certo che no e stasera oltre alla “solita” “One Life One Soul”, compare in scaletta “Lonely People”, splendida track da “Homerun”, raramente proposta dal vivo. Ecco arrivare un'altra nuova canzone ovvero “Unconditional Faith” e ancora una volta i Gotthard, ci lasciano senza parole, con un brano semi acustico che potrebbe diventare la sorella di “Tomorrow Just Begun” ma ancora più “da prateria” e con un fare “on the road,” davvero senza tempo. Che sorpresa ragazzi! Si torna a correre con “All We Are” e “Mountain Mama”, prima dell'ultima nuova chicca, ovvero la rocciosa “I Don'T Mind”, che ci regala i Gotthard, potenti e massicci di brani come “Movin On”. Si accendono migliaia di accendini sulle note di “The Call”, mentre la doppietta spaccaossa “The Oscar Goes To You” e “Anytime Anywhere”, porta dietro le quinte la band.

Tutto finito? Neanche per idea e infatti, dopo un intro al pianoforte di Nicolo', la dolce “Heaven” prende vita; mai singolo della band, ha riscontrato più successo di questa ballad e infatti, dai bambini alle persone più adulte, tutte la cantano a pieni polmoni; spetta a “Lift You Up” chiudere definitivamente lo show ma proprio quando la band sembra andarsene, il pubblico la invoca talmente tanto, che Steve e soci, tornano sul palco per un fuori programma con “Mighty Queen”, che manda in delirio tutti i presenti.

Dopo un'ora e quaranta minuti, i sei musicisti scendono dal palco esausti ma felici e con il sorriso sell labbra; il nuovo “Need To Believe” arriverà solo tra un paio di mesi ma, da quello che ho sentito stasera, ci sarà da tremare...si prepara un nuovo capolavoro? Sembrerebbe proprio di si...Grazie ragazzi e, usando una vostra canzone..”the Oscar goes to you Gotthard..!!!”

p.s.
Un sentito ringraziamento a Ingo, Claudia, Thomas e Claudio, per tutta la disponibilità e per l'organizzazione. Alla prossima..you rule guys!

GOTTHARD

1 Master Of Illusion
2 Gone Too Far
3 Top Of The World
4 Need To Believe
5 Hush
6 Sister Moon
7 One Life One Soul
8 Lonely People
9 Unconditional Faith
10 All We Are
11 Mountain Mama
12 I Don't Mind
13 The Call
14 The Oscar Goes To You
15 Anytime Anywhere

Bis 1

16 Heaven
17 Lift You Up

Bis 2

18 Mighty Queen


Recensione e foto a cura di Massimo Agliardi
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Inserita il 10 - 07 - 09
Fonte: Massimo Agliardi
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