Prima, delle due date italiane (la seconda, sarà a Firenze il giorno seguente) previste per il nuovo tour del “Mountain King”, Jon Oliva; fresco fresco il nuovo e potente “Global Warning”, sta già mietendo consensi ovunque e anche qui in Italia, i responsi per la terza fatica dei Jon Oliva's Pain, sono stati incredibili. Non sarà certo un pubblico delle grande occasioni, quello del Fillmore questa sera (si e no, 400 500 persone) ma il feeling che si respira è quello di un evento e in in molti stasera, son qui per rendere omaggio al genio e alla musica dei fratelli Oliva, (Jon e il compianto Chris) duratura nel tempo e nelle forme (coi Savatage in passato e oggi giorno con i Jon Oliva's Pain); una serata da ricordare sicuramente ma andiamo con ordine...
Spetta i finnici Masterstroke, aprire le danze, davanti ad un pubblico quasi inesistente e questi cinque ragazzi ce la mettono davvero, tutta con il loro power scandinavo a tinte moderne (un po' alla Thunerstone/Masterplan) dotato di buoni spunti ma carente dal punto di vista degli arrangiamenti. Onestamente dopo un paio di canzoni, l'attenzione comincia a diminuire, anche se i suoni e la professionalità scenica della band, sono impeccabili, i contenuti sembrano davvero scarni; tra i brani del loro debutto e del nuovo “Sleep”, la band snocciola una buona mezz'ora di musica, suonata col cuore e con molta convinzione. Complimenti ragazzi, crescete davvero bene!
Un cambio palco davvero veloce e dalla Danimaraca, ecco sbarcare i Manticora; sulle scena già da parecchi anni, la band stasera sembra essere in serata no. La voce del singer Lars Bruce, si sente a mala pena e in alcuni punti il biondo singer, sembra davvero non arrivarci; discorso a parte per i chitarristi ispirati e dotati di un buon sound, mentre pollice in giù per la batteria, troppo compressa e senza spinta. Si susseguono brani nuovi e vecchi ma il vero problema è la durata dei pezzi, che risulta davvero scomoda, per uno show di solo mezz'ora. Brani articolati che, carenti di un sound all'altezza e di un tempo a disposizione adeguato, risultano davvero scarni e fuori luogo. Peccato, sicuramente da rivedere in un'altra occasione, magari da headliner.
Si spengono le luci per l'ultima volta stasera ma il bello deve proprio iniziare; dietro la batteria di Christopher Kinder, si staglia il logo dei Jon Oliva's Pain e sotto le note dell'intro “Temptation Revelation” lo show prende il via. “Sirens” esplode in tutta la sua furia e Jon si materializza sul palco armato della sua voce al vetriolo e di un bastone da appoggio (scopriremo più avanti con lo show, che dovrà essere operato alle gambe, il buon Jon) accompagnato dalle sue inseparabili tastiere. Un sound pazzesco e una band affiatata e di prim'ordine, accompagnano Mr.Oliva in un susseguirsi di brani che lasciano davvero senza parole. Spunta subito una chicca da “Power Of The Night” (album dei Savatage davvero storico e di nicchia..) ovvero “Unusual” seguita da due btrani dal precedente album, dei Jon Oliva's Pain “Maniacal Renderings” ovvero la straordinaria “Through The Eyes Of The King” (e i paragoni con “Hall Of The Mountain King” salgono in cattedra..) e la title track “Maniacal Renderings”. Lo “spettro” del fratello di Jon, Chris, aleggia nell'aria per tutta la sera e Jon non nasconde come, molte composizioni del nuovo album, siano brani originariamente scritti tanti anni fa insieme a suo fratello; Jon alza lo sguardo al cielo saluta Chris e lancia sul pubblico una doppietta del calibro di “Gutter Ballet” e “Hounds” che mandano in delirio, tutto il Fillmore. Uno dei brani più belli del nuovo “Global Warning", arriva in rapida successione e porta il nome di “Firefly”; un pezzo che potrebbe stare al fianco di cavalli di battaglia come “Summer's Rain” o “This Isn't What We Meant”, per cosi' tanta carica e pathos trasmette. Si torna indietro fino a “Streets” e le note di “Tonight He Grins Again” e “Jesus Saves” scuotono l'aria, prima di una doppietta recente, composta da “Before I Hang” (e il sound di “Gutter Ballet” danza che è un piacere) e “Global Warning”.
Le luci si abbassano e in punta di piedi Jon dedica, la lenta e commovente “O To G” al suo amico e produttore Greg Marchak, (scomparso poco prima che l'album uscisse) prima di tuffarsi nella titanica (e uno degli apici emozionali, di tutta la serata) “Chance” suonata e soprattutto, cantata, (con tutti i cori polifonici) in maniera impeccabile, da una band in stato di grazia. Giusto il tempo di riprendere fiato e le note di “Believe” riempiono l'aria; credo che, nessun brano in tutta la storia dei Savatage, sia più intenso e rappresenti al meglio i sentimenti che Jon prova tutt'oggi per la perdita di Chris. “...I am the way i am the light i am the dark inside the night...”, sfido chiunque a non lasciarsi andare al coro di questa canzone, con le lacrime agli occhi e quando parte il solo di chitarra, (suonato da un Matt LaPorte semplicemente disumano) sembra quasi di vedere tra le ombre, il fantasma di Chris che ci saluta. Un momneto di pura poesia.
Guardo l'orologio e senza neanche rendercene conto, son già passate quasi due ore; finale in crescendo con due nuove composizioni all'insegna della potenza al secolo “Look At The World” (il personale tributo ai Queen di Jon) e la conclusiva “Adding The Cost” che portano i ragazzi, dietro le quinte. Applusi a non finire e come da copione, il “vero” finale non poteva che essere “Hall Of The Mountain King” cantata oggi da Jon, con la stessa carica del 1987 (solo con qualche chilo in più...eh eh..) e con un trasporto da parte del pubblico incontenibile. Le note della strumentale “Exit Music” fungono solo da outro, per congedare definitivamente la band ma proprio quando tutto sembra ormai finito e le luci sono già alte nel locale, la band torna di nuovo on stage per un bis a sorpresa. Spetta alla nuova “You Never Know” chiudere tra urla di gioia e lacrime, uno show monumentale per il “Mountain King” per eccellenza; lunga vita alla famiglia Oliva che oggi, come allora, continua a regalarci emozioni durature nel tempo. Grazie Jon...Believe!
JON OLIVA'S PAIN + Manticora + Masterstroke
Fillmore – Cortemaggiore (Pc)
2 Maggio 2008
SET LIST:
1 Temptation Revelation (Intro)
2 Sirens
3 Unusual
4 Through The Eyes Of The King
5 Maniacal Renderings
6 Gutter Ballet
7 Hounds
8 Firefly
9 Mentally Yours(Intro) - Tonight He Grins Again
10 Jesus Saves
11 Before I Hang
12 Global Warning
13 Chance
14 O To G
15 Believe
16 Look At The World
17 Adding The Cost
Bis
18 Hall Of The Mountain King
19 Exit Music - (outro)
Bis 2
20 You Never Know
21 Silk e Steel – (outro)
Recensione e foto a cura di Massimo Agliardi.
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Inserita il 12 - 05 - 08
Fonte: Massimo Agliardi
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