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La batteria rivela a tutti la sua anima, nel nome di Gegè Di Giacomo
La batteria rivela a tutti la sua anima, nel nome di Gegè Di Giacomo
Puo' la batteria, strumento dedito a dare ritmo, spesso rumore, o semplicemente a scandire il tempo di un brano, o a variarlo, avere un'anima calda capace di trattenere su di se l'attenzione di un pubblico variegato per più di 3 ore? Ora lo so, la risposta è si! E' accaduto la settimana scorsa presso il Teatro Bolivar in Napoli, che organizzata da Tullio De Piscopo e Gennaro Barba ( due batteristi a caso!!!) si tenesse una serata intitolata "Do you remeber?" (ovvero "ti ricordi?" per chi non mastica bene l'inglese) dedicata a Gegè Di Giacomo, storico batterista della band di Renato Carosone, ed uno dei primi geni dello strumento in Italia e forse non solo. Una serata celebrativa, di riscoperta dell'artista attraverso filmati d'epoca, e di grande riattualizzazione attraverso le reinterpretazioni e/o riattualizzazioni da parte di uno stuolo di maghi del ritmo, percussionisti, batteristi, radunati per l'occasione. Tra questi Carlo Avitabile, fratello del più noto Enzo, Antonio Romano che ripropone il classico dei classici "Tu vuo' fa l'americano", coadiuvato dalla voce, non troppo variegata a dire il vero, di Walter Petrillo e Mariano Barba, figlio dell'organizzatore Gennaro, già membro degli storici Osanna, di cui fanno parte anche diversi membri della band di supporto di provenienza 70's; Provenienza che sarà anche datata, ma la cosa non si nota assolutamente quando riunendosi sul palco ( in sala tra il pubblico c'era anche il vocalist) , il gruppo dà vita ad una performance allegra ed energica a cui partecipano indistintamente tutti. Claudio Romano invece, trasforma in chiave jazz "Tammurriata nera" e "O sarracino", ma è al grande Tullio De Piscopo che spetta chiudere il tutto. La gente lo attende, lo brama e lui non lascia spazio a delusioni, regalando 15 minuti di assoluta magia, che a guardarlo dimentichi quasi che quel signore ha più di 60 anni. La sua batteria parla, addirittura il pianoforte sul palco quasi per caso, diventa una nuova gran cassa da far vibrare sotto le sue bacchette. In più lo scugnizzo dall' "andamento lento", non si risparmia in racconti dei suoi incontri con Di Giacomo, e quasi commosso mostra i fischietti che lo stesso gli aveva regalato e che lui da allora conserva come vera e propria reliquia. Menzione particolare poi al cucciolo in erba Mauro D'Ambrosio, che a 14 anni ha un senso del ritmo invidiabile; E chissà, magari Gegè era su quel palco anche lui, e magari sorrideva a questo giovane talentuoso, ed a tutti gli amici che ne hanno onorato la memoria.
Inserita il 12 - 05 - 09
Fonte: Fabio Fiume
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