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SUCCESSIVOHEINEKEN JAMMIN' FESTIVAL 2011: IL RESOCONTO
PPM FEST - Mons (Belgium) 30/04/2011 - LIVE REPORT ESCLUSIVO
PPM FEST - Mons (Belgium) 30/04/2011 - LIVE REPORT ESCLUSIVO
Bergamo, Aereoporto di Orio al Serio; destinazione Charleroi, Belgio e da li, via verso Mons, ridente cittadina della Vallonia, terra di  buone birre, patatine fritte e mai come negli ultimi due anni, di grandissimo hard rock ed heavy metal. Il PPM Fest arriva al secondo anno di vita e sembra essersi guadagnato, una bella fetta di fedeli metal kids. Lo scorso anno, un inizio in grande stile con gli Scorpions come band di punta e quest'anno, un cartellone davvero vario, che spazia dal prog metal dei vari Mind Key, Vanden Plas e Empyrios alle sfaccettature heavy classico dei Nightmare e Rage, fino al power metal dei Gamma Ray e degli Hammerfall. La vera chicca però sono però i “veri” headliner della giornata, ovvero i magnetici e storici Europe. Ma andiamo con ordine..


La nostra entrata nel Lotto (grandissimo palazzetto, destinato a fiere, congressi e concerti, davvero notevole e dall'acustica ottima..) coincide con la fine dell'esibizione dei Nightmare, possente formazione francese di heavy metal made in Judas Priest, che scalda a dovere il cuore e gli animi dei già parecchi presenti; per quello che possiamo dire, una buonissima prestazione. Cambio palco e davanti a un pubblico non troppo nutrito, assalgono il palco gli italiani Mind Key che, forti di un paio di album di prog metal d'autore, si presentano con una classe e una perfezione davvero maniacale e semplicemente perfetta. La band snocciola brani dal loro ultimo album “Pulse For A Graveheart”, come le bellissime “Seventh Seal” o “Citizien Of Greed” e non si può notare come il nuovo entrato alla batteria Mirkko De Maio, si sia integrato alla grande con la band, creando con il bassista Lucio Grilli, una sezione ritmica davvero fenomenale. Un plauso a tutta la band che ha regalato ai presenti, una mezz'ora abbondante di ottimo prog metal, suonato col cuore e passione da vendere. Complimenti.


Una birretta veloce, durante l'esecuzione dei Resistance (discreta formazione thrash/death, con influenze alternative che onestamente, lascia un po' il tempo che trova) e degli italiani Empyrios, (band con al suo interno alcuni membri dei Dgm) anche loro un po' troppo “slegati” e troppo intricati tra un sound moderno e thrash e parti prog un po' troppo fuori luogo. Da rivedere in un altro contesto. Giunge l'ora di una delle band più attese, ovvero i tedeschi Vanden Plas che, forti del nuovo album “The Seraphic Clockworck” uscito lo scorso anno, si presentano on stage con una scaletta incentrata sugli ultimi album (la parte del leone la fanno brani come “Postcard To God”, “Scar Of An Angel” e “Christ 0”) lasciando la sola “Cold Wind”, come “classico” da “Beyond Delight”. Un peccato non aver sentito dei pezzi più datati ma la formazione di Andy Kuntz e company, ha dato vita a uno show intenso, supportato da un'acustica impeccabile e da una esecuzione  della band, semplicemente perfetta. La conferma che i Vanden Plas sono una band troppo sottovalutata e che meriterebbero molto di più.

SET LIST:
Intro
Postcard To God
Scar Of An Angel
Holes In The Sky
Cold Wind
Frequency
Christ 0
Silently

La giornata si fa incandescente e spetta ai Rage salire sul palco del PPM; la band di Peavy Wagner, Victor Smolsky e Andre Hilgers ripercorre pari pari, la scaletta che abbiamo visto un mese prima circa in quel di Bologna (solo leggermente più corta) e quindi sotto con le nuove “The Edge Of Darkness”, “Hunter & Prey” e “Empty Hollow” ,inframezzate dalle pazzesche “Soundchaser”, “Set Thsi World On Fire” e “Down”, brani che ormai, sono dei classici a tutti gli effetti per la band teutonica. Precisi e letali, i tre “panzer” tengono per il finale la classicissima e corale “Higher Than The Sky” ,che chiude in bellezza, una performance senza sbavature (solo il basso di Peavy nel mix era leggermente basso e in qualche caso assente) e che consacra i Rage (come se ce ne fosse ancora bisogno..) come una delle esibizioni migliori della giornata.

SET LIST:
Intro
The Edge Of Darkness
Soundchaser
Hunter & Prey
Drop Dead
Empty Hollow
Set This World On Fire
Down
Higher Than The Sky

Si cambia palco ma si rimane sempre in Germania con i Gamma Ray di Kai Hansen, pronti a salire on stage; la band di Amburgo si presenta con una scaletta davvero rivoluzionata e un po' atipica per un festival (ma zeppa di chicche incredibili..) e dopo una partenza un po' zoppicante, con la deludente “Empathy” (di certo, uno dei brani più brutti del loro ultimo album “To The Metal”) si torna a correre sulle ali della magia con la storica “Men, Martians and Machines”, seguita dalla strepitosa e auto celebrativa “Gamma Ray”, addirittura da “Insanity & Genius”; i fans impazziscono e onestamente, sentire questi brani, che non comparivano in scaletta da anni è davvero una gioia. Peccato che la “fiacca” “To The Metal”, abbassi il climax dell'esibizione, salvo rinvigorirsi poi con la marziale “Rebellion In Dreamland”, uno dei pezzi storici di Kai e company che oggi come quindici anni fa, emoziona ogni volta che Kai canta “..have no fear...Rebellion Is Here..”. Un must.
Impazzisco letteralmente quando sento “Time To Break Free” e per essere perfetta questa canzone, manca solo “lui” il vocalist che la cantava su “Land Of The Free” ovvero, il mai troppo osannato Michale Kiske; sempre grande magia con “Watcher In The Sky”, brano che Kai scrisse per il primo album degli Iron Savior e che fini anche su “Somewhere Oiut In Space”.
Chiusura un po' atipica con “Brothers” ,un brano da “Insanity & Genius” che onestamente, non brilla come dovrebbe e forse la band se ne accorge, perchè dopo una finta uscita di scena, torna a scaldare ancora una volta i cuori dei fans, con una “I Want Out” di “helloweeniana” memoria, che sigilla uno show di certo non tra i più riusciti dei Gamma Ray, ma semplicemente emozionante, per la scelta di alcuni pezzi davvero di nicchia, che han fatto la gioia di molti fans. A breve uscirà un dvd, registrato in Svizzera durante il mini tour di questa primavera, dove la band ha eseguito una scaletta di due ore, incentrata su proprio quei brani che non venivano suonati da anni ormai: attendiamo con ansia...

SET LIST:
Intro/Welcome
Empathy
Men, Martians And Machines
Gamma Ray
To The Metal
Rebellion In Dreamland
Time To Break Free
Watcher In The Sky
Brothers

I Want Out

Scende la sera su Mons e Tobias Sammet e i suoi Edguy, sono pronti a dare il benvenuto a loro modo: “..Welcome To The Freak Show...” e via con una devastante “Dead Or Rock”, che assale il pubblico con un muro sonoro senza paragoni; sound brillante e perfetto, un Tobias in forma smagliante e una band mai come negli ultimi anni, cosi affilata e compatta: in una parola fantastici! La scaletta è piena zeppa di grandi classici recenti e del passato della band e tra una “Tears Of A Mandrake” corale e perfetta e una “Superheroes”, che fa cantare a squarciagola, lo show degli Edguy risulta essere una vera festa, condotta per mano da un Tobias vero maestro di cerimonie. Chiusra affidata prima alla storica “Vain Glory Opera”, seguita dal singolone “King Of Fools”, che chiude un centro perfetto per la band di Fulda.

SET LIST:
Intro
Dead Or Rock
Speedhoven
Tears Of A Mandrake
Lavatory Love Machine
Ministry Of Saints
Drum solo Felix
Superheroes
Save Me
Vain Glory Opera

King Of Fools

La stanchezza comincia  farsi sentire e i miei colleghi, si vanno a riposare, prima del grand finale con gli Europe; ora tocca agli Hammerfall che richiamano sotto il palco un nutrito numero di presenti e sotto le note della bella “Threshold”, scatenano i fans. Qualcosa non gira come dovrebbe però e lo si capisce dopo qualche canzone. “Riders Of The Storm” funziona bene e con quel coro, tanto semplice quanto vincente, cattura sempre ogni volta ma quando si deve spingere sulla velocità con “The Dragons Lies Bleeding”, si nota una prestazione davvero “scadente” ,imprecisa e a volte fuori tempo di un po' tutta la band. Un peccato, perchè Joacim dietro il microfono è in grandissima forma e su “Blood Bound” e “Renegade” da prova di cantante di razza come non mai ma ancora una volta, la più tellurica “Heading The Call”, ne risente per una batteria davvero dilaniata.
Finale alla grande con una “Hearts On Fire” ,che fa cantare ogni singola persona (compreso uno dei nostri colleghi) e che tra luci e ombre, chiude una buona performance per gli Hammerfall.

SET LIST:
Intro
Threshold
Riders Of The Storm
The Dragons Lies Bleeding
Blood Bound
Any Means Necessary
Heading The Call
Last Man Standing
Punish & Enslaved
Renegade
Let The Hammer Fall

One More Time
Hearts On Fire

Eccolo il grande momento della giornata: gli Europe. La band di Joey Tempest & company questa sera è in una di quelle serate, semplicemente perfette; suoni, performance voce di Joey, tutto è semplicemente al massimo come la scaletta, che i cinque svedesi ci propongono. Un mix di brani nuovi, (come le bellissime “Last Look At Eden”, “No Stone Unturned” e la ballad strappalacrime “New Love In Town”) alternati a chicche del passato come una “Seventh Sign”, che non sempre compare in scaletta, suonata con una potenza e una precisione incredibile; non mancano i classici senza tempo come “Superstitious” o “Seven Doors Hotel” ma, dove il mio cuore ha sussultato è stato durante una versione da infarto di “More Than Meets The Eye”, un branoc he la band non eseguiva da quasi vent'ani live e che oggi come allora, ha una carica e una coralità senza paragoni. In un attimo, abbandono definitivamente i panni del “giornalista composto” e mi ritrovo a cantare a pieni polmoni un trittico che porta il nome di “Start From The Dark”, “Cheerokee” e la conclusiva “Rock The Night”, che porta “per finta”, i cinque dietro le quinte.
Si torna on stage a picchiar duro, con la speed “Scream Of Anger” prima che la storica e immancabile “The Fianl Countdown”, metta la parola fine, a una giornata fantastica e ricca di grandi momenti.

SET LIST
Intro/Prelude
Last Look At Eden
The Beast
Superstitious
Seven Doors Hotel
No Stone Unturned
Carrie
The Gateway Plan
Seventh Sign
New Love In Town
Love Is Not The Enemy
More Than Meets The Eye
Start From The Dark
Ina Hughland drum solo
Cheerokee
Rock The Night

Scream Of Anger
The Final Countdown

In definitiva, il PPM si è rivelato una gradita sorpresa e un appuntamento che spero, si ripeta a lungo nel tempo; oggi il rock, il metal e il prog, si sono trovati sotto un'unica bandiera, quella della buona musica. Al prossimo anno! Keep On Rock!

P.s.
Un ringraziamento particolare a Vincent e a tutta l'organizzazione del PPM, davvero efficiente e sempre disponibile; un grazie enorme a tutte le bands che hanno dedicato perte del loro tempo, per interviste e face to face..grazie davvero...e ultimo ma non meno importante, un grazie ai miei due compagni di viaggio Tommy & Mula, per aver condiviso con me, quest'esperienza unica.
A presto...Long Live Rock N Roll....

Recensione a cura di Massimo Agliardi
Foto di Tommaso Penna

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Inserita il 19 - 05 - 11
Massimo Agliardi
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