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Royal Hunt: live in Bologna 'Paradox I e II'
Mercoledi, un giorno come altri, direbbe qualcuno ma la storia si tinge di grandi emozioni, quando sul piatto, anzi sul palco, spetta ai Royal Hunt presentare dal vivo la nuova fatica discografica, “Collision Course – Paradox II”; la band del tastierista Andre' Andersen, (unico superstite, insieme alla corista Maria McTuck, della formazione originale della band) si presenta stasera a Bologna per presentare uno show che ha del “grande evento”. Per la prima volta, i due capitoli di “Paradox”, (il primo album segnò una delle vette creative della band nel 1997) prendono vita “on stage” e soprattutto se alla voce viene chiamato a sostituire il dimissionario John West, il carismatico Mark Boals, (Malmsteen e Ring Of Fire) la serata si infiamma ancora di più.

Sarà davvero che è metà settimana, sarà che la primavera coi suoi primi caldi, non invita certo a rinchiudersi in un locale, sarà tutto questo (e soprattutto molta chiusura mentale, da parte della gente) ma stasera il pubblico in quel del Sottotetto Sound Club è davvero misero, per non dire scarso; non importa, pochi ma buoni si dice in questo caso no? E allora sotto con i Godiva, special guests della serata, che davanti a un pubblico un po' spento, si apprestano ad aprire le danze; la band elvetica, propone un sano heavy classico di matrice Judas Priest/Accept, con molti rimandi anche al sound dei Saxon ma dotati di un impatto davvero notevole. Peccato che il pubblico non è proprio quello delle grandi occasioni ma nulla importa, perchè bordate di “acciaio” come “Destruction” (tratta dall'ultima fatica in studio della band, “Destruction” appunto) e “Pedal To The Metal”, la dicono lunga sulla salute della band; un sound davvero notevole e la coppia di chitarristi Sammy Lasagni e Steve Papacharitos, svolge davvero bene il loro dovere, tra soli sempre pungenti e frasi classiche da power speed metal, come nella tellurica “Crawl In The Night”, dettata dalla doppia cassa martellante del nuovo entrato dietro le pelli Stefan Schwarzmann (Helloween, Udo, Running Wild). Dopo una buona mezz'ora, “Let The Tanks Roll” chiude le danze e il pubblico (soprattutto i veri “defenders” sotto il palco) rende il giusto tributo con un lungo applauso alla band svizzera. Bravi ragazzi e speriamo di rivedervi magari, in uno show da headliner.


Set List:

1 Illuminatio (Intro)
2 Destruction
3 Pedal To The Metal
4 Proud To Be A Beast
5 Heavy Metal Thnder
6 Crawl In The Night
7 Call Me Under 666
8 Let The Tanks Roll


Un cambio palco un po' lunghino ci porta verso il piatto forte della serata; alle spalle,la scritta imponente “Royal Hunt”, fa da sfondo alla copertina del nuovo “Collision Course” e il palco è davvero disposto in maniera molto “anni '80”, (batteria e tastiere ai lati, in pieno stile Europe 1988!) perfetto per il sound pomposo della band. Alle 23:08 le luci si spengono e un intro gotico e operistico, funge da preludio per la monumentale “River Of Pain”; il brano, che apriva il primo Paradox, esplode in tutta la sua bellezza con un Mark Boals davvero perfetto nella parte che fu di D.C Cooper (certo, le differenze si sentono ma Mark ha davvero classe da vendere..) tra parti alte e fantastiche aperture melodiche, sorrette da cori impressionanti soprattutto della bella e brava Maria McTuck, storica corista della band fin dai tempi di “Lands Of Broken Hearts”. L'impatto che i Royal Hunt sbattono in faccia al pubblico bolognese è davvero indescrivibile; una classe e una padronanza dello strumento semplicememente inarrivabile, il tutto coordinato dal “gran maestro” Andreè Andersen che, da dietro le sue sei (avete letto bene sei!!!) tastiere, si lancia in una versione spaziale di “First Rock”, seguita a ruota dalla maestosa “Mesaage To God”, che manda il delirio l'audience. Come accennato in apertura, questo tour è la celebrazione dei due capitoli di “Paradox” e infatti la band nella prima ora, ripercorre le tappe salienti dei due capolavori; arrivano in rapida successione brani che, tra passato e presente, sono dei veri e propri calssici da “The Clan” (uno dei pezzi pù belli del nuovo album) a “Long Way Home”, riletta in versione piano e voce e con un Mark Boals sugli scudi, fino alla doppietta “Hostile Breed” e “Time Will Tell”, che scivolano nel profondo dei nostri cuori.

I Royal Hunt dopo vari assestamenti di formazione, hanno trovato da qualche anno una stabilità e soprattutto una qualità di notevole fattura con l'innesto di Marcus Jidell alla chitarra e Per Schelander al basso, supportati (solo per il tour) dal nuovo entrato ala batteria Magnus Ulfstedt, un motore ritmico di grande impatto e tecnica; una band che esplode sotto i colpi di e che si lascia andare ad aperture melodiche, ai limiti del aor, con la sognante “It's Over”, cantata da un Boals, ancora una volta, da applausi. “Chaos A.C.” chude la prima parte dello show incentrata su “Paradox” ma i nostri, dopo una breve uscita di scena, tornano sul palco con la marziale “The Mission” (title track dell'album omonimo) seguita da “Never Give Up”, un brano lanciato a tutta velocità dalla batteria di Magnus; poi qualcosa si inceppa o semplicemente, qualche problema tecnico e organizzativo, fa chiudere davvero troppo presto lo show; in scaletta mancano ancora brani come “Flight” e “Last Goodbye” (sbirciati da una set list, appostata al mixer) ma la band si vede costretta a tagliare paurosamente alcuni brani e cosi, sotto gli occhi un po' tristi dei presenti, il saluto finale dopo solo un'ora e trentacinque, spetta alla hard rock “Cold City Lights” che chiude uno show che poteva diventare epocale ma che rimane, pur sempre, uno dei più belli che i Royal Hunt abbiano fatto in suolo italico, soprattutto per la scaletta incentrata su due “Paradox”. (una cosa che non ricapiterà più di sentire a breve..).


Set List:

1 Intro – Ave Maria
2 River Of Pain
3 First Rock
4 Message To God
5 The Clan
6 Long Way Home (piano e voce)
7 Hostile Breed
8 Time Will Tell
9 Tears Of The Sun
10 It's Over
11 Chaos A.C.
12 Outro – Ave Maria

Bis

13 The Mission
14 Never Give Up
15 Cold City Lights


Tirando le somme, una serata splendida sotto tutti gli aspetti; le bands, entrambe grandiose e professionali, l'organizzazione di Bologna Rock City sempre amichevole e disponibile (grazie di cuore Emiliano...you rule!) ad ogni particolare e anche il pubblico che, seppur piccolo e scarno, ha saputo salutare come si deve, una band i Royal Hunt, che oggi come ai tempi “Moving Target”, splende di luce propria..e che luce..abbagliante e fiammante!

ROYAL HUNT + Godiva
14 Maggio 2008
Bologna – Sottotetto Sound Club


Recensione e foto a cura di Massimo Agliardi
Galleria immagini (clicca sull'immagine per ingrandire)
Inserita il 19 - 05 - 08
Fonte: Massimo Agliardi

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