Recensioni di musica contemporanea
Ma anche sperimentale, minimalista, puntillista, arcaicizzante, da film
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LA VOCE DEL PADRONE di Franco Battiato
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Correva l’anno 1981, da un balcone in vista sul mediterraneo, si udivano le note vaganti di " a Solitary Summer on Beach", che fuorviavano a naufragare nelle plaghe dell’immenso, seguendo le geometrie esistenziali della trasvolata degli “uccelli”. Lo spirito s’ immedesimava nelle creature alate dalle acrobazie spontanee e sublimi. L’oscillare d’ali di quest’ultime facevano sventolare sul ponte di una nave fiabesca la “Bandiera bianca", in un flusso di pensieri meditabondi messi in musica. Senza dimenticare l’eco di Cuccurucucù, che cantava la paloma, dove i “segnali di vita” facevano la propria evoluzione sganciandosi dalle regole comuni fino a realizzarsi nel Centro di gravità permanente, dando vita ad un sentimento nuevo, che narrava di orienti lontani e magici, di piacere esotico, nel quale era bellissimo perdersi in quell’incantesimo.
La voce del padrone" è stato il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute. La ragione: oggi come allora l'album appare come il più perfetto dei dischi che sia mai stato composto. I brani dell’album sono solo sette, ma da una perfezione irripetibile! Impensabile prediligere un brano che s’innalzi al di sopra degli altri, perché il maestro siciliano ha concepito un capolavoro senza eguali.
Inserita il 22 - 06 - 06
Mario Guarna
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