Recensioni di Heavy Metal
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AXXIS - Doom Of Destiny - Afm Records - 2007
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A distanza di un anno dal fortunato “Paradise In Flames”, tornano i teutonici Axxis con il loro nuovo album “Doom Of Destiny”; senza dubbio, e senza pensarci due volte, il miglior album degli Axxis daun bel po’ di anni a questa parte e senza esagerare, un piccolo capolavoro personale per la band tedesca.
Dopo l’intro di rito la furia si abbatte su di noi con “Doom Of Destiny”, la title track, un brano a cavallo tra l’heavy e le soluzioni più hard rock di album come “Kingdom Of The Night” o “The Big Thrill”, creando un coro di incredibile bellezza e semplicita’ capace di stamparsi nelle vostre teste fin da subito; stessa cosa con la seguente “Better Fate” (tra cori femminili della brava Lakonia e cantati ai limiti del gothic metal alla Edenbridge) ancora una volta dal coro in bilico tra heavy tradizionale made in Germany (alla Silent Force) e sfuriate hard rock.
“Bloodangel” e arrabbiata e veloce, supportata da un cantato neanche troppo lontano dai Masterplan o dai Rough Silk cosi come la bellissima “I Hear You Cry”, dai connotati hard n heavy e con un Bernard alla voce a volare alto; ballad dal sapore “retrò” ma dall’impatto assicurato (con tanto di sax e voce femminile in primo piano…) “The Fire Still Burns”, capace di far sciogliere anche il metallaro più incallito.
La corsa riprende con la tellurica “Father Father”, classica speed track di chiara scuola Helloween/Gamma Ray, impreziosita dalle vocals femminili che ne danno un tocco quasi alla Nightwish, con tanto di cori pomposi sempre in primo piano, regalandoci un brano che spacchera’ le transenne ai prossimi show! (n.b. in tour da novembre con Helloween e Gamma Ray…)
Tempi medi e chitarre acustiche inusuali in “Revolutions”, uscita dal song book dei The Poodles più indiavolati e dal coro ancora una volta fantastico e dal fare “da singolo” assicurato; vocalizzi eterei sull’inizio di “She Got Nine Lifes”, spazzati via da un mid tempo roccioso, canterino e impreziosito da un solo di chitarra, fresco e ispirato.
Prima del gran finale c’e’ ancora tempo per la melodica “Devilish Belle”, dal coro melodico e sempre di chiara matrice teutonica (che classe ragazzi….e che coro..semplice e magnetico..) mentre l’epica “Astoria” ci consegna tra le mani un brano che avrebbe fatto fortuna nella meni degli Scanner o dei Mania, per quel suo coro melodico e lanciato da una doppia cassa pazzesca ad opera del grande Andre Hilgers (Silent Force e Rage) drummer preciso e potente.
Un album, come accennavo in apertura, tra i piu’ belli e riusciti di tutta la discografia degli Axxis e un bel 5 stelle non glielo toglie nessuno…Grandi ragazzi e ora appuntamento al “Hellish Rock 2007/08” in compagnia delle “Zucche di Amburgo” e dello “Zio” Kai Hansen…
MOMENTO D’ESTASI: tanti brani che colpiscono a segno ma una doppietta come “Doom Of Destiny” e “Father Father” e’ da panico!
COLPO DI SONNO: nessuno.
Inserita il 12 - 11 - 07
Massimo Agliardi
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