Tornano i Powerquest (da molti etichettati come i “fratelli minori” dei Dragonforce) con un cambio di etichetta e un nuovo album, “Master Of Illusion” che segnerà un ulteriore avanzamento compositivo, per la band metà britannica e metà italiana. Partiti con i primi due album, a suon di power metal ultramelodico, i nostri man mano si sono ammorbiditi e plasmati nel sound fino ad arrivare, con il nuovo “Master Of Illusion”, al loro album più personale e completo; una partenza davvero niente male con “Cemetery Gates”, speed track spezzata da belle aperture melodiche ma è con la stupenda “Human Machine”, che i Powerquest rilasciano uno dei loro pezzi più belli di sempre, grazie ad un coro semplice ma perfetto per far cantare le platee di mezzo mondo.
Alessio Garavello è una delle voci più belle che abbiamo in Italia in campo di hard rock e metal e i Powerquest questo, lo sanno molto bene, infatti un brano come “Civilised?” si candida subito come una hit da radio perfetta; coro pungente e riff di chitarra facili da assimilare, ne fanno un altro pezzo da novanta. Non pensate che i Powerquest abbiano rinnegato le radici propriamente power speed, perchè “Kings Of Eternity” è un brano alla Dragonforce/Freedom Call perfetto per farvi correre sulle ali della fantasia, tra cori imponenti e un Garavello che vola alto (come nella migliore tradizione Helloween..) per un brano, scontato quanto volete ma esaltante da matti. Più standard la title track “Master Of Illusion”, su coordinate heavy/prog mentre “The Vigil”, torna prontamente sui terreni speed cari ai Powerquest, prima di lasciar spazio alla più heavy/rock “Save The World, dal coro davvero riuscito. Reminescenze aor/melodic rock in “Hearts And Voices” (e qui, chi conosce i Red Dawn, nel coro non può non sentirli…) e poi via veloci con “I Don’t Believe In Friends Forever”, corale heavy/rock impreziosito dalle tastiere di Steve Williams, sempre accattivanti e suonate con gusto e perizia tecnica stupefacente.
Finale tutto da gustare con la velocissima “Never Again”, che mostra davvero bene le due anime dei Powerquest; da una parte, il riff iniziale e la strofa lanciata a folle velocità in pieno stile Dragonforce/Sonata Arctica, il tutto amalgamato con il coro che profuma di Asia o Boston, lontano un chilometro; bonus track, la cover di “Reckoning Day” dei Megadeth riproposta quasi fedele all’originale con Alessio ad imitare (in maniera incredibile) Dave Mustaine, per un brano bello quanto l’originale. Ottimo ritorno per i Powerquest che finalmente, si scrollano di dosso un passato troppo da “già sentito” e si lanciano in questo 2008, carichi di energia e pronti a catturarci…congratulazioni ragazzi!
MOMENTO D’ESTASI: un paio di brani davvero da podio possono tranquillamente essere “Civilised?” e “Never Again”.
COLPO DI SONNO: bravi Powerquest..un album completo e senza neanche un punto morto. Up The Powerquest!
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Inserita il 26 - 05 - 08
Massimo Agliardi
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