Recensioni di Heavy Metal
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PRETTY MAIDS - Wake Up to The Real World - Frontiers - 2006
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Dopo un live album strepitoso targato 2003, non avevamo avuto piu' notizie dei Danesi Pretty Maids. Qualche mese fa l'annuncio della dipartita musicale dello storico batterista Michael Fast e l'innesto del giovane ( e davvero bravo ) Allan Tschicaja dietro le pelli e, rullino i tamburi, un nuovo album alle porte.
Il nuovo capitolo discografico della band di Ken Jackson e Ronnie Atkins si chiama "Wake Up To The real World" e profuma di grandi Pretty Maids fin dalle prime battute. Un opener incisiva, come la title track ("Wake Up To The Real World") e'il giusto biglietto da visita da proporre ai fans; inizio cadenzato e martellante, doppiato dalle linee vocali ruvide e melodice di Mr.Atkins. Un inizio coi fiocchi subito doppiato dalla seguente "All I The Name Of Love", altro pezzo da novanta e riconducible al sound di quel grandissimo album, che risponde al nome di "Spooked".
Quello che si nota subito e' un indurimento dei suoni e una prestazione vocale di Atkins molto aggressiva, giocata su tionalita' davvero graffianti e incisive. "I Am The End" e' moderna e tagliente come un coltello ben affilato; voci quasi filtrate e basso e batteria che pulsano a dovere. Un brano che dal vivo sapra' fare vittime. Il primo momento di "quiete" arriva con la dolce e quasi aor "As Guilty As You", power ballad dal sapore molto Jaded Heart, mischiati coi Crown Of Thorns di meta' anni novanta. Una doppietta da urlo e' costituita dalla stratosferica "Why Die For A Lie" incalzante e molto Pretty Maids vecchio stile, e la scanzonata, ma dannatamente potente, "Such A Rush" un pezzo che non sfigurerebbe come singolo da trasmettere in rotazione su Mtv.
Non un cedimento, non un attimo di debolezza in questo "Wake Up To The Real World" e l'assalto dei quattro danesi sembra non voler finire; allora avanti tutta con "Where True Beauty Lies", una ballad da classifica immediata, se fossimo ancora nei fantastici anni 80. Cori ipermelodici e aperture chitarristiche di rara bellezza. Ancora tanta melodia nelle seguenti "Brave Young New Breed" e nella accattivante "Terminal Violence", due esempi di melodic metal scandinavo, mentre alla grande "Perfect Strangers" di Purpleiana memoria, il compito di portarci piano piano verso la fine.
Chiude l'ottima ballad crepuscolare (vicina ancora a certe cose dei Jaded Heart) "Another Shot Of Your Love", in maniera esemplare lanciando ancora una volta i Pretty Maids sul podio. Un album perfetto, senza sbavature e cadute di tono. Gran Rock punto e basta. Da avere assolutamente!
MOMENTO D'ESTASI: da urlo la doppietta di "Why Die For A Lie" e "Such A Rush".
COPO DI SONNO: non pervenuto!
Inserita il 02 - 11 - 06
Massimo Agliardi
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