Non ne avevamo avuta piu' traccia, dei brasiliani Shaman e in molti li davano ormai per spacciati, con Andre' Matos tornato in liberta' e Riccardo Confessori, in preda a dover ricominciare tutto da capo; tranquilli però, dopo qualche assestamento di formazione, (i nuovi entrati, al fianco di Confessori rispondono al nome di Leo Mancini alla chitarra, Fernando Quesada al basso e il dotatissimo vocalist Thiago Bianchi) la band di “Ritual” e “Reason” e' pronta a scuotervi col nuovo e potentissimo “Immortal.
Il sound del quartetto, dopo qualche sterzata troppo “moderna” su “Reason” e' tornato ai fasti di un power metal melodico, di stampo europeo con inserti etnici (da sempre punto forte della formazione) e soluzioni corali ad ampio respiro; “Renovatti” funge solo da intro per la massiccia “Inside Chains”, una solida heavy song dai connotati vicini ai nostri Secret Sphere, di “A Time Nevercome”, con chitarre robuste e incisive e un cantato di Thiago, lontano dal timbro di Matos ma per questo, non meno possente ma piu' grintoso e melodico. Riccardo Confessori dietro le pelli si dimostra come sempre, un drummer dal gusto pazzesco, preciso e dotato di una tecnica invidiabile e anche il nuovo chitarrista Leo e il bassista Fernando, giocano bene i loro assi, sfoderando una prestazione davvero da applausi. Partenza coi fiocchi bissata da “Trial By Blood”, speed track sulla falsa riga dei Judas Priest dal cantato violentissimo di Thiago e spezzata da un coro power/thrash, perfetto per scatenare le folle ai concerti.
Se da un lato le sonorita' si son fatte meno pompose e orchestrali, c'e' da dire che la nuova incarnazione degli Shaman e' riuscita a rinnovarsi, senza cadere nel banale o nella fotocopia di loro stessi; tanto di cappello davvero ragazzi. “Immortal” viaggia su territori più standard, tutta giocata su un tappeto di melodie tra il tribale (soprattutto nell'inizio) e accellerazioni speed nel coro, creando un ponte col passato della band, mentre “One Life” e' la vera perla di questo “Immortal”. Flauti, chitarre acustiche e tanta voglia di ampi spazi e distese infinite, ci avvolgono in questo brano a cavallo tra i migliori Angra/Shaman, con un Thiago davvero superlativo a creare melodie semplicemente vincenti; complimenti ragazzi..un brano entusiasmante!
Ballad emozionante e malinconica e' “In The Dark”, dove il fantasma dei vecchi Shaman di “Ritual” con spruzzate di rock, emerge prepotentemente creando un'atmosfera eterea e lanciando il brano, tra i più belli del cd; si torna a correre veloci con la tirata “Strenght”, dai rimandi ancora una volta ai Secret Sphere ma dalla parte centrale “made in Shaman”, con soli incrociati e una batteria sincopata, di incredibile spessore. Anche “Freedom” si assesta su tempi veloci e cori di matrice power ma con risultati inferiori, risultando un po' scontata mentre tutt'altra cosa con “Never Yield!”, dettata dalla doppia cassa di Confessori e costruita su linee melodiche Helloween/Angra, di ottima fattura.
Chiusura affidata all'acustica “The Yellow Brick Road”, un ibrido riuscitissimo tra “Wishing Well (Angra) e alcune cose del Kiske solista d'annata con risultati da pelle d'oca. Un ritorno più che positivo per i “nuovi” Shaman e chi sosteneva che la band senza Matos sarebbe morta...beh, si sbagliava di grosso!
MOMENTO D'ESTASI: la bellissima opener “Inside Chains” e l'accoppiata “One Life” "The Yellow Brick Road”.
COLPO DI SONNO: la sola “Freedom” leggermente inferiore al resto.
Inserita il 16 - 11 - 07
Massimo Agliardi
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