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VISION DIVINE - 9 Degrees West Of The Moon - Frontiers - 2009 Voto del Redattore: 5
VISION DIVINE - 9 Degrees West Of The Moon - Frontiers - 2009
Proprio quando sembrava che I Vision Divine avessero trovato la “formazione stabile” e ideale, cosa succede? Michele Luppi esce dalla band e subentra la vecchia conoscenza chiamata Fabio Lione (storico singer della band, fin dal debutto “Vision Divine”) dietro il microfono. Un bene? Un male? Cosa pensare..

Un’idea in molti se l’erano già fatta lo scorso luglio, in quel del Rockin’ Field Festival a Milano, guardando una band compatta e piena di carisma, supportata da un Lione davvero vincente e in grado di non far rimpiangere le linee vocali di Luppi; certo, i due cantanti hanno uno stile e un timbro di voce completamente diverso, ed è innegabile quanto Michele avesse fatto breccia, nel cuore dei fans della band. Nessuno rimarrà deluso, ve lo assicuro, (e parla uno che i Vision li segue dalla loro nascita..) perché bastano le prime note della monumentale “Letter To My Child Never Born", per capire subito la caratura di questo nuovo “9 Degrees West Of the Moon”; un album che pesca a piene mani nel passato della band, senza dimenticare le ultime uscite discografiche ma il tutto riletto con molta personalità e ancora una volta, in una parola: originali.

Il segreto della band è sempre stato quello di non ripetersi album dopo album e anche questa volta, ascoltando le 10 tracce presenti su questo novo cd, la sensazione è di trovarsi di fronte a un nuovo grande capitolo in casa Vision Divine; “Violet Loneliness” è dannatamente ruffiana e vincente ma senza per forza essere spudoratamente “commerciale” o banale. Un brano accattivante e dal coro arioso, (un po’ alla ultimi Helloween/Edguy) perfetto come singolo; il rovescio della medaglia invece con “Fading Shadow”, un brano atipico, duro, dal coro malsano ma semplicemente bellissimo e incisivo, con un Lione davvero superlativo come non sentivamo da un bel pò e una band che vola alto, tra soli di pregevole fattura e parti melodiche di grande classe. Trame epiche in “Angel In Disguise”, dalle movenze pachidermiche e squisitamente prog, mentre lascia senza fiato la conturbante “The Killing Speed Of Time” che dopo una strofa ai limiti del thrash/death metal, (con un Lione irriconoscibile al microfono) sfocia in un coro dalle sembianze Dream Theater melodico e perfetto per far volare Lione su tonalità perfette per lui.

Affascina sempre più questo “9 Degrees West Of The Moon” canzone dopo canzone e il bravo Olaf Thorsen, ci delizia in soli ispirati e da vero artista, cosi’ come l’entrata in pianta stabile del bravo tastierista Alessio Lucetti, rende il sound della band vero e “live” al punto giusto; nulla da dire sulla produzione, affidata a un “certo” Timo Tolkki (ex-Stratovarius), che rende giustizia ad ogni singolo strumento (in particolare la batteria, davvero affilata, secca e precisa ad opera di un bravissimo Alessandro Bissa).
Poteva mai mancare un momento più “rock” all’interno di un album dei Vision? Assolutamente no e “The Streets Of Laudonia”, si candida come uno dei brani di punta di questo nuovo album, per quel suo coro dolce e smaliziato, supportato da una riserva di heavy coi fiocchi alle spalle; tempi quasi hard rock anche per “Fly”, dotata di passaggi di tastiera debitori dei primi album dei Vision Divine “”Vision Divine” e “Send Me And Angel”) e perfetta per le prossime esibizioni live.

Siamo alle battute finali (e che battute!!!) prima con la straordinaria “Out In Open Space”, dal coro coinvolgente e Vision Divine al 100% (e di diritto uno dei brani più belli della storia dei Vision) seguita dalla title track “9 Degrees West Of The Moon”, una chicca di pura poesia e stranezza. Un brano che parte in punta di piedi tra i Queensryche più intimi e i Nightwish di “Once”, per esplodere in un “bolero” di classicità e sensualità, che non potrà non insinuarsi sotto la vostra pelle. Da pelle d’oca. Quando i giochi sembrano chiusi, ecco comparire una cover davvero ben riuscita del classico dei Judas Priest “A Touch Of Evil”, suonata con grandissima classe e cantata da un Lione in stato di grazia. Bouns track la versione “demo” di “Fading Shadow”.

Un ritorno fiammeggiante per i Vision Divine che, con questo “9 Degrees West Of The Moon”, sigillano un nuovo capolavoro nella loro incredibile discografia…complimenti ragazzi…Top Album.

MOMENTO D’ESTASI: la tripletta “Violet Loneliness” “The Killing Speed Of Time” e “Out In Open Space” rappresentano al meglio i Vision Divine “targati” 2009!
COLPO DI SONNO: nessuno.

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Inserita il 24 - 01 - 09
Massimo Agliardi
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