“Caduto” è l’opera prima, uscita nell’ottobre 2005 per Macaco Records e la Famosa Etichetta Trovarobato, di Alessandro Grazian, giovane artista padovano in possesso di tutte le chiavi per aprire porte su orizzonti importanti, quelli del cantautorato italiano di qualità. Quelli in cui hanno preso posto figure come De André, Fossati, Pagani, Bindi, Branduardi, ma se si pone lo sguardo su terre a noi vicine, ecco che compaiono pure Brassens ed un po’ più in là, Buckley.
Un artista che compie un viaggio dentro di sé alla ricerca delle sensazioni più intime, che fa "Ammenda" perché può anche avere un’anima debole e fragile e non sentirsi all’altezza, adeguato al mondo, ma che proprio in questa dinamica si dimostra essere tutt’altro. Voce acerba e personale, omaggiata anche all’interno dell’ultimo Mantova Musica Festival 2006 con il premio di miglior interpretazione, musica che si fonda sulla sua chitarra (è autodidatta) e sugli arrangiamenti da camera di violoncelli, clarinetti ed arpa, d’obbligo citare i suoi splendidi collaboratori, Giambattista Tornielli (violoncello) ed Enrico Gabrielli dei Mariposa (fiati, wurlitzer), testi che si fanno a volte scioglilingua se non filastrocche e recuperano da vecchi vocabolari parole desuete e gerghi, basti pensare a "Prosopografie". Un moderno menestrello che costruisce una dimensione atemporale in cui il ricordo di un amico scomparso viene rappresentato in "Santa Sala", la voglia di affermazione ma anche la consapevolezza di essere ai primi passi si fa largo in "Novizio", in cui De Andrè sembra trovare incarnazione, per finire a parlare di "Caduto", title track che bene rappresenta la venuta di Grazian nel mondo artistico, come fosse Caduto appunto, giungendo da una dimensione che, più che lontana anni luce, era racchiusa dentro alla sua persona, preservata, coltivata e finalmente partorita. Ecco che quando tutto questo succede si può davvero dire: è nato un artista, la cui originalità è un bene prezioso. Ultima annotazione è legata alla sua attività parallela di pittore, in cui gli si augura di potersi esprimere con la stessa freschezza e personale identità, di quanto è riuscito a fare attraverso le sue composizioni.
Inserita il 08 - 12 - 06
Silvia Gorgi
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