E' il caso di dirlo :"a volte i miracoli avvengono"! Succede infatti che in mezzo ad una marea di dischi di vocalist black, votate ad un r'n'b di plastica, perennemente il lizza tra loro a chi sfonda il muro del suono con l'ululati tali da non farti capire se stai sentendo la potenza di una voce oppure l'urlo straziante ad un callo pestato, improvvisamente la tua mente venga catturata da un disco che respiri tutto di un fiato, dove il beat della cassa è farcito di un insolito calore e dove una voce suadente e ammaliatrice grazie al colore, seppur sappia tirar di canna, sembra seguire un percorso autorale sensato e non focalizzato a rincorrere il primo posto in classifica; Tutto questo è "The element of freedom" il nuovo album di una ritrovata Alicia Keys. La star americana par davvero aver scoperto la libertà grazie ad un album dove si riappropria della sua capacità compositiva, prettamente pianistica, creando melodie ad ampio raggio d'azione, che non stancano se le ascolti una volta in più, anzi. E' il caso del primo singolo "Doesn't mean anything", che dopo una fatica iniziale sta prendendo il largo, scrollandosi di dosso e durando ben oltre le numerose presenze natalizie, che confondevano l'ascoltatore. Ma se il brano è un conclamato successo, il disco da esso promozionato è scrigno di gioielli ancor più luminescenti, come nel caso di "Try sleeping with a broken heart", pezzo che ti arpiona alle spalle, imponendosi come una "No one" di qualche anno fa, cancellandone pero' quella parvenza cafona, da bulletto di quartiere con catenone al collo e finestrino aperto con la musica a tutto volume, per conferirle invece un'ambientazione elegante e sofisticata in cui a stupire è proprio la cassa che qui par richiamare i tamburi delle tribù delle foresta. L'elemento ( di libertà, verrebbe da dire ) ritorna anche nella dolcissima "Un-thinkable" che come il gioiello più prezioso di una corona è incastrata proprio li, nel centro di una track list dove l'unica cosa trascurabile è il duetto con Beyoncè "Put it in a love song", davvero robetta. E se nell'intro di "Love is blind", Alicia sporca addirittura il suo canto che par accostarsi all'idea interpretativa di Mary J.Blige ( mai troppo apprezzata in Italia) rientra completamente in se per splendida chiosa finale ovvero la versione solitaria del grande successo "Empire state of mind" che ha già ipnotizzato le classifiche in duetto con Jay Z. E non c'è che dire, "The element of freedom" sembra raccontare con estrema facilità al mondo che uno degli elementi della libertà è l'eleganza e che Alicia ne è di sicuro sana portatrice.
Inserita il 26 - 01 - 10
Fabio Fiume
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