Ormai si è capito; Arisa è la Orietta Berti degli anni 2000! E non è una cosa detta tanto per dire. La cantante lucana ha infatti in comune con l'Oriettona nazionale diverse cose, dall'intonazione pressochè perfetta, alla voce cristallina, dal modo buffo di tenere il palco ( la Berti era spesso presa in giro per gli abiti scelti, Arisa per il look in generale ), fino alle scelte stilistiche basate, in parte, su brani leggeri con testi dal senso spesso figurato, che in genere sono più importanti di come li si percepiscono a primo ascolto. E poi, provate a chiedere ad un giovane qualunque per strada se gli piaccia Arisa; Risponderà subito di no, salvo poi conoscere le sue canzoni a memoria tanto da canticchiarle. Proprio come la Berti, soffocata negli anni 60 tra le Mine, le Milve e le Vanoni, cosi' Arisa oggi è soffocata dalle Malike, le Noemi, le Amorose. Intanto sorniona sorniona la ragazzotta del sud vanta già al suo attivo un bel disco di platino appeso alla parete di casa per l'album "Sincerità", ed anche quello attuale, intitolato come il brano di Sanremo e primo singolo estratto "Malamoreno'" sta piano piano scalando la classifica vendita dopo un timido avvio. Mentre il disco precedente era chiaramente ispirato al mondo degli anni 50 e 60, con questo Arisa fa addirittura un passo indietro lungo vent'anni, riproponendocela come cantrice di impolverati sound anni 30 e 40. Se il brano del Festival "charlestonava" con tanto di presenza corale delle Sorelle Marinetti, regine del settore, in altri brani come ad esempio "Sai che c'è" , dedicata alle casalinghe disperate italian version, l'arrangiamento pare davvero riecheggiare l'atmosfera che si poteva respirare quando nelle cittadine di allora arrivava il circo, piuttosto che il carretto dei burattini, accompagnato da tromboni, schiocchi di piatti, e chitarrelle scordate. Surreale "Il condominio", in cui emerge un mondo comune a tanti, descritto con doviziosa specifica di personalità diverse, che abitano a mezzometro l'una dall'altra, ma che spesso si ignorano. Tra le note alte del lavoro, emerge "Pace", col suo arrangiamento da serenata al chiar di luna, per un argomento di cui non se ne parlerà mai troppo, affrontato alla maniera di Rosalba ( il suo vero nome ), cioè figuratamente, ma fortemente esplicita.
E dopo nove brani che si potrebbero definire "a tema" arriva una sorpresa elettronica intitolata "Scivola veloce" che colpisce per padronanza insospettabile di stile. Che sia la chiave d'apertura ai nuovi mondi sonori verso cui Arisa si proietterà? Per il momento godiamocela cosi', strana ma a suo modo perfetta, buffa eppure consapevole come poche, leggera ma preparatissima, talmente vintage da risultare moderna.
Inserita il 14 - 03 - 10
Fonte: Fabio Fiume
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