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Recensioni di musica pop
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Cheryl Cole - 3 Words - 2009 - Universal Voto del Redattore: 1
Cheryl Cole - 3 Words - 2009 - Universal
Arriva alla notorietà Cheryl Cole, ventisettenne dall' aspetto interessantissimo ma inversamente proporzionale al suo talento vocale, introdotta nello spettacolo sin da adolescente, quando vince l'edizione inglese di Popstar ( come le nostre Lollipop ) ed insieme ad altre 4 sgallettate tutte moine e mugugnii ( come le nostre Lollipop ), mette su la band delle Girls aloud, che inanellano una serie di top ten hits plasticosi nel Regno unito ( non tanto come le nostre Lollipop! ), da fare invidia a star di prima grandezza. Da allora: un matrimonio con il noto calciatore Ashley Cole, un'esperienza da giudice nella versione Uk di X-factor, ed adesso il suo primo album solista intitolato come l'accattivante singolo di lancio "3 words". Il tutto sotto la supervisione, produzione, scrittura in gran parte, di Will I am dei Black eyed paes, a cui non deve esser sembrato vero poter plasmare completamente la ragazzotta di New Castle, riuscendo dove aveva fallito con la sua vocalist per eccellenza Fergie, che invece per il suo debutto solista, aveva preferito ripulirsi dalla glassa danzereccia che infarcisce l' r'n'b prodotto con la band di cui è parte, per mettere insieme un lavoro più smaccatamente black, ma che nonostante il successo del momento non è passato certamente alla storia. La Cole invece canta quanto le viene proposto, si lascia soffocare da quella glassa ammalandosi di diabete ed invadere dal suo producer che non a caso interviene in diversi brani, tanto che nell'ultimo "Heartbreaker" è addirittura lei a fare da partecipante, giacchè il brano è in tutto e per tutto cantato dall'ingombrante songwriters. La voce di Cheryl già non particolarmente dedita al virtuosismo è il più delle volte setacciata al vocoder, spesso meccanizzata tanto da sembrare addirittura intonata in maniera artificiale. Oltre al singolo passano il turno anche "Boy like you" e "Fight for this love" anche se in realtà, come disimpegno, tutto il disco vale la spesa; Se invece cercate un'originalità di stile, un pop che non sia figlio di una dance trita e ritrita o una dance che non sia "scialacquata" nel pop più solito, beh allora cercate altrove.
Inserita il 24 - 03 - 10
Fabio Fiume
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