Album di debutto per la talentuosa Dajana ( D'Ippolito all'anagrafe), distintasi già nel concorso web dell'ultimo festival di Sanremo , che l'ha vista arrivare alla fase finale, a colpi di televoto. Pochi di quei ragazzi avevano progetti concreti per approdare ad un primo album, ma non Dajana; Lei le idee le ha sempre avute chiare, lei doveva cantare, servendosi di una voce non comunissima, pulita, cristallina e proprio come i cristalli capace di rifrangere la luce e di mostrare sfumature non solite per una così giovane artista. "Peccato-reload" è un progetto indipendente e come tale non gode quindi di grandissimi investimenti da parte di un'etichetta importante. Scritto quasi interamente da Dajana col suo fedele produttore Pascal Basile, che ne ha curato anche tutti gli arrangiamenti, conferendo al progetto un'interessante veste elettronica non priva di spunti originali e prodotto da quest'ultimo insieme a Giovanni Cocco. Parte delle proposte riescono comunque a non risentire del problema budget, come "Lacrima in un oceano"; Essa è figlia di un'ispirazione non comune e la resa dell'inciso è un viaggio sospeso, cullati dalla voce a tratti potente come vento di Bora, ma capace di calmarsi e sfiorare la pelle come scirocco caldo. Particolarissimo anche l'amalgama vocale con Lucio Dalla, da sempre ben disposto ad aiutare giovani meritevoli, e che in questo caso interviene in "Sei come sei", convincente prova di stile ed eleganza.
A dire il vero, Dajana emerge anche quando spinge, come in "Peccato" brano pop/passionale sul gioco dei sensi, e sul ruolo cervellotico della mente all'interno di un rapporto. Peccato ( si passi il gioco di parole ) manchi una convincente chitarra a sostegno delle strofe, che salga di tono preludendo l'inciso, come un buon antipasto sa fare con un primo piatto superlativo.
La vocalist dà buona prestazione reinterpretando anche due classici come " 'Na sera 'e maggio" dove sfodera un impeccabile e sorprendente napoletano, eseguendo quasi perfettamente tutti gli accenti e vestendo di originale grinta un brano di rassegnazione e costatazione della fine di un rapporto, e "Ritornerai" del mai dimenticato Lauzi, affrontata con rispetto.
Insomma un inizio promettente, che non ha tanto il compito di vincere la battaglia in Hit parade ma probabilmente più di creare repertorio e l'attenzione su questa voce, che per il momento ha indovinato il sentiero da seguire. Certo, con qualche soldo in più la strada si asfalterebbe!
Discreto
Inserita il 03 - 08 - 09
Fabio Fiume
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