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Recensioni di musica pop
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Ellie Goulding - Lights - 2010 - Polydor/Universal Voto del Redattore: 5
Ellie Goulding - Lights - 2010 - Polydor/Universal
Piena di cloni l'Italia musicale al femminile, emulazioni di modelli ben lungi dall'abdicare quali Pausini regina del pop generico, Giorgia leader per la vocalità pressochè perfetta, Mannoia interprete capostipite del cantautorato per eccellenza, Consoli per quello "fai da te", Nannini per il rock, con piccola concessione alla Grandi...quando fa la rocker. Poi? Fatta eccezione per Elisa, l'unica che nel mainstream riesce a proporre cose diverse, tutte le altre si muovono su sentieri già battuti, dove escono sconfitte dal paragone con la corrispondente regina di stile. Ma le strade sono state tutte battute? Forse si, ma dall'Inghilterra, una cantante come Ellie Goulding, alla sua prima pubblicazione dal titolo profetico "Lights", dimostra che dal nulla si può emergere se ciò che si propone è qualcosa che magari nuovo non è ( ormai cosa lo è ?) ma lo sembra, giocando al rimescolo di tutto il background acquisito. Sempre in Uk la Goulding è balzata al n°1 in classifica vendendo 40,000 copie in una settimana ( cosa che da noi pochi fanno ), e non certo grazie alla bella faccetta, al capello biondo, o ad una tettina sufficientemente fuori. No, Ellie non schiaccia sull'avvenenza, anzi; i suoi tre video finora pubblicati la vedon si protagonista, ma mai discinta o appariscente, limitandosi ad esser solo trasposizione in immagine del senso della canzone. "Lights" ha conquistato la chart d'oltre manica, dove è già quasi disco di platino, con un singolo lancio "Under the sheets", che ha spianato la via, grazie ad un melodia impeccabile, da lei composta chitarra e voce, intrecciata a doppia mandata con un'elettronica figlia della mente di Starsmith a cui la stessa Ellie rivolge ringraziamento per aver dato un abito alle sue composizioni. Se "Under the sheets" l'ha fatta notare attraverso il passaparola degli addetti ai lavori, è stato "Starry eyed" a fare centro; il brano che in Italia è stato lanciato come primo singolo, ha conquistato l'airplay facendo salire le quotazioni della cantautrice ventiquattrenne, mischiando un sound sincopato alla Kylie Minogue con qualche spruzzata di genio folle di Bjork, per l'arrangiamento. Ora mentre in Italia viene editato il reale primo singolo, altrove è uscita "Guns and horses" che arricchisce di gusto pop l'amalgama trionfale di "Lights" dove meritano lustro la bella chiosa di "Salt skin", con un coro vocale in eco che dona un notevole pathos e l'ipnotica "Everytime you go". Ed è ascoltando "Lights" che capisci quanto non osino le nostre artiste e ci si chiede se sia tanto complicato fare cose del genere. Guardando altrove, come in questo caso, non sembra.
Otto

Inserita il 08 - 08 - 10
Fabio Fiume
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