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Irene Grandi - lle porte del sogno - 2010 - Warner Voto del Redattore: 4
Irene Grandi - lle porte del sogno - 2010 - Warner
Dopo una paio di prestazioni opache, finalmente Irene Grandi sforna un album davvero valido, che ce la riconsegna reginetta di quel pop/rock carico, imbizzarrito, che solo lei ha saputo cavalcare e domare. C'è voluto un periodo personale non troppo felice, la fine di un matrimonio, la fuga dalla grande città, per ridarle ispirazione, talmente forte da supplire al calo vocale evidente, ma non per questo negativo. E' vero, la voce di Irene non è più così acuta, ma non ha perso quel tipico graffio, capace di elevare brani non sempre eccelsi, cosa di cui però questo "Alle porte del sogno" non risente troppo, anzi. L'inizio del disco è davvero scoppiettante con la giocatrice Irene che giova di un poker servito, composto di 4 brani forti e sentiti nei testi, suonatissimi ma ammiccanti all'elettronica allo stesso tempo, nelle musiche. Apre il riuscitissimo brano sanremese, che seppur non premiato dal podio, si è già preso la sua rivincita con le classifiche airplay che lo vogliono come il più programmato nel mese post Festival. "La cometa di halley" composto insieme a Bianconi dei Baustelle, è un brano che puzza di Baustelle nell'arrangiamento, ma che ripercorre nel testo tutto ciò che è stata la vita di Irene nell'ultimo periodo, un grido di aiuto lanciato al suo lui, ricordandogli che pur lasciandosi le individuali libertà "la casa ha i rubinetti da cambiare". Si prosegue con "Tutti più felici" che ricorda lo stile che fu già della Grandi nel periodo di "Verde, rosso e blu", per poi cadere letteralmente risucchiati dal brano che dà il titolo al disco, semplicemente splendido; "Alle porte del sogno" è caratterizzato da un inciso cantato per tre volte ma lanciato da tre giochi di batteria diversi, come se in una stessa stanza si potesse entrare da 3 porte differenti. Esso ti trafigge la mente, lasciandosi ricordare, come nella più assoluta tradizione dell'italica canzone, ma con delle strofe sempre diverse, che ti obbligano a stare sul tempo, a seguire il testo sorretto da un connubio di basso e batteria a cui non serve davvero altro. Originale con le sue campionature spaziali "Strada sterrata", fa da contraltare a "Mi manca", con i suoi suoni sporchi. Tra le collaborazioni si rinnova quella con Gaetano Curreri leader degli Stadio, che regala alla Grandi "Stai ferma" ottima chiosa del disco. Irene ha "preso a pugni le sue debolezze" come canta in "Ma" e pare davvero averlo fatto con questo "Alle porte del sogno", raccontando in maniera precisa ma mai stucchevole la delusione del suo cuore e se non è intenzione augurarle di continuare a soffrire, è invece sincero augurio quello di proseguire artisticamente con questa matura consapevolezza musicale che dona nuovamente scia luminosa alla sua stella.
Inserita il 16 - 03 - 10
Fonte: Fabio Fiume
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