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Ladyhawke - Le cose vecchie, spolverate con cura, appaiono nuove Voto del Redattore: 4
Ladyhawke - Le cose vecchie, spolverate con cura, appaiono nuove
Tra le tante band che fanno della musica anni 80 la base delle loro proposte attuali, una delle più originali, i Ladyhawke, arriva dalla lontana Nuova Zelanda con un disco omonimo che frulla al suo interno, sostenute basi rock, con eclettiche campionature elettroniche e ritornelli sfacciatamente ammiccanti. La cosa originale è che in realtà la band non c'è! E' infatti la sola Pip Brown, cantante e polistrumentista ventisettenne ( suona ben 10 strumenti differenti ) a capo del progetto, nonchè coautrice di tutti i 12 pezzi del disco, per cui ha suonato quasi tutto, sebbene poi, nelle apparizioni live ami essere accompagnata da una band fidata ed essenziale composta da chitarra, basso e batteria. Partendo dall'approvazione della critica d'oltremanica e dal passaparola tra gli addetti ai lavori del mondo della discografia, nell'estate 2008 l'artista è approdata anche da noi conquistando un discreto spazio airplay sulle nostre spiagge con "Paris is burning" che la stessa Brown ha dichiarato esser stata scritta in seguito ad un sogno non proprio sereno in cui la capitale francese era ridotta ad un rogo. Il brano, dalla strofa incalzante sorretta dal basso in prima linea, conquista orecchiabilità grazie ad un ritornello corale che riporta alla mente gli arrangiamenti vocali delle hits della californiana Belinda Carlisle, per ripescare negli 80, ed ancor di più le Go-Go's dalla rossa stessa capitanate, in un pezzo come "Professional suicide"; Il secondo estratto "Dusk 'till down" si sposta invece per idea nel Regno Unito ricordando un po' più da vicino la Kim Wilde post-new wave, stile questo, che diviene altresì conclamato in "My delirium", attualmente in rotazione proprio in Uk. La Brown non prende spunto solo dalle note vocalist della decade ma anche dai gruppi storici che ancor oggi sono pietra miliare per migliaia di melomani come in "Magic" ,che apre l'album, dove la base puzza di Depeche mode. Un disco piacevole nella sua totalità , dove nessuna traccia merita d'esser saltata (e non se ne trovano facilmente) ed in cui è sfruttata al massimo la capacità evocativa di suoni ed arrangiamenti passati, che lucidati con intelligenza, passione e tanta cautela, riescono a sembrar nuovi e sicuramente lo sono...almeno per i più giovani.

Soddisfacente
Inserita il 04 - 05 - 09
Fabio Fiume
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TAG: ladyhawke


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