Dotata di un talento vocale non comunissimo che la vede posizionata a metà tra la potenza della prima Whitney Houston, ed il fischietto da usignolo della Mariah Carey ancora non portata a pressione, Leona Lewis pubblica il suo secondo disco dal titolo "Echo". Ed effettivamente l'eco si sente tutto ed è quello del primo album, quello "Spirit" che aveva venduto giusto giusto qualche milioncino di copie per permetterle di diventare l'unica cantante inglese a giungere al n°1 in Usa a vent'anni esatti dalla precedente, per la cronaca Kim Wilde. Nessuna news quindi sul fronte della creatività, ma solo un ennesimo frullato di pseudo r'n'b, allungato con acqua "poppettara", e corretto poi laddove serve con un'impressione di gospel, una spruzzatina di elettronica, ed addirittura una parvenza di rock! Il risultato è l'album di una brava cantante che tuttavia non ha ancora capito il proprio stile. L'idea pop di un pezzo come "I got you" non regge il confronto con le avanguardie stilistiche di Madonna, ma nemmeno con quelle più omologate di una Natalie Imbruglia, così come l'elettrodance di un brano come "Outta my head" potrebbe esser al massimo un b-side per una pionera del genere quale Kylie Minogue. Il singolo soul "Happy" manca di quel pathos che un temperamento vocale come Alicia Keys gli avrebbe conferito, mentre un brano rock confuso di pop come "Naked", non troverebbe facilmente nemmeno un'interprete! E mentre la scialuppa viene sballottata da una parte all'altra in alto mare, si intravede la terra ferma in brani come "Broken", probabilmente l'unico di questo disco ad evidenziare la personalità dell'artista e nella rivisitazione di "Stop crying your heart out" degli Oasis, che trova dignità anche in una versione meno sporca, e cantata con precisa intonazione. Fratelli Gallagher come autori di dive della canzone? Perchè no, ben venga se il risultato è questo!
Peccato per la Lewis che l'isolotto venga sommerso dall'alta marea grazie a "Don't let me down", palese scarto di Justin Timberlake, e ad uno sciapito duetto con gli innoqui One republic.
E stabilito che la personalità c'è...ci si chiede quanto sia lecito dover aspettar la traccia fantasma per vederla, ascoltando 45 minuti di karaoke per scoprire un po' di verità!
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Inserita il 17 - 01 - 10
Fabio Fiume
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