Il fare è impeccabile non c'è che dire; eleganza, stile, grande post-produzione, eppure... qualcosa non va. Ne-yo, indiscusso protagonista degli anni 2000 della musica soul ed r'n'b, torna sulle scene con il nuovissimo album "Libra scale", un disco tanto atteso prima , quanto accolto in maniera un po' tiepida adesso. L'attesa era abbastanza spasmodica, perché tra un disco di gran successo e l'altro, Ne-yo non ha praticamente mai smesso di scrivere, produrre, consigliare, questa e quell'artista, passando indistintamente da Rihanna, che andava risollevata dopo le tristi vicende personali col manesco Chris Brown, a Whitney Houston, che andava invece risollevata di peso da se stessa. Nel frattempo il giovane talentuoso non aveva disdegnato l'inizio di un lavoro con e per Michael Jackson di cui, pare, che il singolo di grande successo di quest'estate "Beautiful monster" fosse solo il primo tassello; Ne-yo non smentisce il pettegolezzo, limitandosi solo a confermare quale onore sia stato per lui, lavorare con la più grande ed indimenticata star del pop mondiale, di cui molta stampa vede proprio nel talentuoso ventottenne il naturale erede. Forse un po' per tutti questi fattori ci si aspettava da Shaffer Smith ( questo il suo vero nome ) un album delle meraviglie, un po' come quelli che incideva Jacko, fatti cioè di tutti potenziali singoli, nessun riempitivo, su cui costruire video dal sapore cinematografico e coreografie degne del miglior spettacolo di Broadway, da imitare negli anni, nei teatrini di provincia delle rappresentazioni scolastiche, fino ai grandi studios televisivi mondiali. Ed invece "Libra scale" è un disco degno senz'altro, ma poco originale; un album che avrebbe potuto incidere anche una starlette minore, da aggiungere al carnet delle produzioni dell'artista. In una track-list in cui fatichi a trovare pezzi che possano far storia, l'unica vera perla luminosa è l'attuale singolo, quella "One in a million", raro esempio di brano orecchiabile ma elegante, con un ritornello che si canta ( che in un passaggio particolare ricorda molto da vicino "You'll see" di Madonna ) , arrangiato con un non sempre solito calore soul, spesso latitante nell'attuale musica r'n'b. Per il resto un filo di elettronica a contaminare la già citata "Beautiful monster" , la più debole "Cause i said so" e tanta interpretazione di maniera per altri brani non memorabili come "Champagne life" o "Telekinesisis". Alza il tiro la bella ballata conclusiva "What have i done?", dove riemerge un sentimento non figlio solo di un'elegante interpretazione. "Libra scale" appare quindi un po' privo di ispirazione, come se Ne-yo ne avesse concessa troppa nei dischi altrui, rimanendone un po' sprovvisto per il suo, come se avesse indossato un bell'abito di fine sartoria, senza averlo però, prima, fatto stirare.