Importantissima annata il 2009 per i Pet shop boys, al secolo Neil Tennant e Cris Lowe, che proprio in quest'anno raggiungono il traguardo del decimo album in studio, festeggiando tra l'altro il venticinquennale dell'attività discografica, sancito anche dal premio alla carriera ricevuto durante gli ultimi Brith awards. Carriera brillante la loro, costellata da oltre 50 milioni di dischi venduti nel mondo, collaborazioni e produzioni illustri ( Robbie Williams, Kylie Minogue, Liza Minnelli, Boy George,Tina Turner, tra gli altri), che li ha resi icone musicali e re incontrastati dell'elettronica, e come tali si apprestano a cavalcare il quarto decennio, senza dare segni di cedimento. Ora questo loro nuovo episodio, intitolato "Yes", arriva ad attualizzarne le gesta, anche se in realtà di nuovo ha davvero poco. Ogni brano che lo costituisce infatti, sembra strappato alla track list dei loro precedenti lavori, come ad esempio il primo singolo "Love etc", prodotta dagli Xenomania, che per stile ed arrangiamento non è troppo lontano dal loro album del '93 "Very" (quello di "Go west", per intenderci), mentre "More than a dream", per quanto molto valida poteva tranquillamente adaggiarsi tra le canzoni del precedente "Fundamental" del 2006. Della chitarristica "Beautiful people" se ne sentiva la mancanza nel loro album più acustico "Realise" del 2002, l'ariosa "All over the world" nella seconda parte di "Bilingual" del '96, cosi' come la delicata ed albagica "Vulnerable" poteva essere nel loro cult e consacratore "Actually" del'87. Poco originale, forse si, ma comunque degno; La voce di Tennant è sempre così "biglietto da visita" e così adatta alla loro cifra elettronica, mentre le campionature del maestro Lowe sembrano un'orchestra al gran completo, e poi invece leggi i crediti e scopri che trattasi di semplici keyboards and programming e ti rendi allora conto che anche l'elettronica può non esser fredda...se uno la sa fare! Il lavoro dei ragazzi oggi cinquantenni, fa spazio inoltre al ritorno di Johnny Marr, storico chitarrista e mezza mela degli Smiths di Morrissey, che già aveva collaborato col duo, conferendo alle loro campionature, quel tocco di calore acustico altamente riconoscibile.
Buono per stile, modesto per innovazione!
Inserita il 13 - 05 - 09
Fonte: Fabio Fiume
|