Dopo il live album e dvd, per celebrare degnamente, i 40 anni di grande musica insieme, i Pooh alle porte del 2008, se ne escono freschi freschi con questo nuovo album a nome “Beat Regenearation” che, “nuovo” poi tanto non è! Cosa hanno combinato questa volta i nostri “fab four” nazionali? Semplice, hanno pescato dal passato (siamo in piena epoca “beat”, quindi anni'60 ed inizi '70) della musica italiana, una manciata di brani di altrettante storiche bands che, per un motivo o quell'altro, non sono “esplose” nell'universo musicale come altre (Pooh, Nomadi ecc..ad esempio) e forti di una nuova veste e una nuova e moderna produzione, hanno completamente risuonato e ri-arrangiato questi pezzi, donandogli una nuova linfa davvero personale e molto “Pooh”.
Dodici pezzi, scelti su un ampia galleria di brani e bands; a partire dal singolo in rotazione già da un mesetto, ovvero “La Casa Del Sole” (I Bisonti) riproposta molto fedele all'originale e con un Facchinetti superlativo, in una prova vocale da urlo (più passano gli anni, più Roby diventa sempre più potente con la voce..ma come fà!) e con una band che viaggia, tra parti rock'70 e aperture melodiche di rara bellezza. L'album si apre però con un classico dei Rokes (quelli di Shel Shapiro) al secolo “E La Pioggia Che Và” e creetemi, se non fosse che il pezzo è uscito negli anni '60, sembrerebbe un classico brano dei Pooh degli ultimi anni. Scivolano via capolavori come “29 Settembre” e “Nel Cuore Nell'Anima” (Equipe 84) affiancati a magnifiche chicche come “Eppur Mi Son Scordato DI Te”, (Formula 3) cantata a più voci dai nostri quattro cavalieri; Stefano protagonista assoluto in “Un Ragazzo Di Strada” (strepitoso brano dei Corvi) ci lancia, su un piatto d'argento, un brano “cattivo” e dalle sfumature rock da morire, mentre in netto contrasto Roby canta quasi con il cuore in mano la dolcissima “Così Ti Amo”, (I Califfi) riproposta in una nuova veste, davvero avvincente.
Un'accoppiata che mieterà vittime, ci scommetto, sarà però quella formata da “Pugni Chiusi” (I Ribelli) dettata da un Red Canzian in stato di grazia e soprattutto con la monumentale “Gioco di Bimba”, (Le Orme) una danza ancestrale cantata a quattro voci e ideale ponte col passato con la storica “Opera Prima”, tra orchestrazioni e celtiche melodie. Un esperimento riuscitissimo per i Pooh che, dopo quarant'anni di carriera, non hanno perso una virgola di classe e musica e anzi, si apprestano a cavalcare il neonato 2008 con tanta musica e un tour (in partenza il 29 marzo prossimo, da Mantova) che si preannuncia infuocato. Eh si..è proprio il caso di dirlo...”Chi fermerà la Musica.....nessuno!”
MOMENTO D'ESTASI: tanti momenti di pura classe ma le emozioni che mi ha lasciato “Gioco Di Bimba”, sono indescrivibili...
COLPO DI SONNO: nessuno...una mix perfetti di “beat” e “Pooh”.
Inserita il 04 - 02 - 08
Massimo Agliardi
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