Dopo un anno ed oltre di concerti in giro per l'Italia e per il mondo ( è recentissimo il tour ad Honk Kong ) Simona Molinari torna sul mercato con la pubblicazione del nuovo album "Croce e delizia", che riprende la strada intrapresa col disco d'esordio, quell' "Egocentrica" che la fece segnalare come debutto convincente sia al Festival di Sanremo del 2009, che, soprattutto, dalla critica più criticona e rigida. Ed in questo nuovo lavoro addirittura si gioca al rilancio, eliminando funkettini dal facile applomb o cover arcinote, evidenziando invece ancor di più un percorso impervio, elegante, talvolta jazz, altre bossanova, e sempre ad altissimo contenuto teatrale. Certo Simona, da par suo, sa che la scelta stilistica è complicata da esser fagocitata dalla grande massa, eppure forte degli applausi scroscianti raccolti dai suoi live, sembra sperare che il pubblico medio si possa educare; ed i risultati non tardano ( per fortuna ) ad arrivare. E' infatti roba di questi giorni la decima posizione in classifica conquistata dal suo nuovo singolo "Amore a prima vista", un vero e proprio scirocco armonico, cantato in duetto con la signora milanese della musica, Ornella Vanoni, a cui Simona sembra ispirarsi riuscendo con convinzione a dare l'idea di poterne prendere il posto...ovviamente tra altri 140 anni, s'intende! Il brano in questione è un perfetto amalgama tra una bossanova brasiliana, arrangiata con un gioco d'archi melodicamente tutto dal sapore italiano. La title track e "Maschere" cantano invece della musica, della vita gitana a cui questa strepitosa compagna costringe chi decide di accompagnarla la prima, usando una chiave jazzy già pronta per la live session, ed invece in maniera più teatrale la seconda, dotata di un testo alto sulle varie emozioni che essa può dare, vestendo chi la interpreta di un abito sempre diverso. Dal sapore agrodolce appare l'estivissima "Single per l'estate", creata sul luogo comune dell'esser lasciati prima della vacanza sperando in un possibile ritorno. E' "Eclissi" però il brano migliore del disco; in questo la tromba del grande Fabrizio Bosso ( presente in tutto l'album) sembra parlare, dialogare con l'ascoltatore, riempiendo gli spazi lasciati al silenzio dalla cantante... ed è puro trasporto. Sono belle le note di Simona; la sua voce è sempre in linea con gli arrangiamenti, ne fa parte completamente, diventando squadra con la Mosca jazz Band, che l'accompagna anche in tour ed a cui per l'occasione si uniscono in "Tutto il rumore del mondo" i Solis String Quartet. "Croce e delizia" si intitola l'album, ma par evidente che avrebbe potuto chiamarsi anche solo "Delizia", giacchè di croci di cui sopportare il peso, a nostro avviso, non par di averne visto traccia.