Valentina Giovagnini: L'ultimo sorriso regalato nella copertina del nuovo e tanto atteso album
"Andrò più in là, le nuvole salirò più in là.... Andrò più in là, un'aquila seguirò più in là...è incredibile...è impossibile, ma è così!" . Cantano così i versi di "Bellissima idea", dall'album postumo, "L'amore non ha fine" di Valentina Giovagnini, che proprio in questi giorni è arrivato tra gli scaffali dei negozi di dischi a riaccendere attenzione su questa eterea creatura, cantante elegante di ampio respiro, spentasi troppo presto, all'inizio di un 2009 che, inclemente col suo gelido vento freddo, ha soffiato senza pietà sulla calda ma flebile fiamma della sua vita, vincendola. Questi versi sembrano quanto mai reali adesso, quando ascoltando il disco tutto, ci si immagina Valentina proprio lì, più in là, ad inseguire le aquile, oltre le nuvole.
Faccio fatica quasi ad essere imparziale, professionale, poichè mentre ascolto, una mano mi spinge il cuore alla gola, nel pensare che forse è l'ultima volta che sento questa voce cantare cose per le mie orecchie inedite; Una voce addirittura di qualche primavera più giovane di me. Ma poi mi rendo conto che non ho bisogno di fingere giudizi di circostanza poichè "L'amore non ha fine" è un buon disco, fatto di strane intersezioni di mondi, dal celtico all'elettronico, dal cantautorato internazionale (due ghost-track in inglese), al pop radiofonico, il tutto unito da queste modulazioni vocali particolarissime e forse uniche nel nostro panorama artistico. Un album che ufficialmente arriva a 7 anni dal precedente "Creatura nuda", presentato con "Il passo silenzioso della neve" in quel Sanremo 2002 da cui non ci si ricorda molto altro, ma in realtà pronto (magari non con questa medesima scaletta) già dal 2003, quando usci "Non piango più", singolo di bellissime speranze, che fu seguito però da una serie di porte chiuse. E sinceramente adesso, con la prova tra le mani, anzi nelle orecchie, ci si chiede perchè? Come è mai potuto accadere che un brano notevole come "Continuamente" rimanesse costretto negli uffici di qualche discografico tutto calcolatrice e poca arte? Oppure che "L'altra metà della luna" fosse cestinata da qualche direttore artistico di un Festival che promuove spesso cose di almeno un paio di punti inferiori? Me lo chiedo si, come se lo son chiesti Incenzo e Pinelli, la coppia che ha con Valentina diviso le gioie degli inizi e le delusioni dei numerosi, troppi no, subiti in seguito. Valentina adesso conosce le risposte, e poco importa se in questo momento lei "è acqua che cade giù dagli occhi miei" o di chi l'ha amata. Lei adesso è libera di cantare quanto vuole. Nessun discografico le dirà più di no.
Distinto
Inserita il 28 - 05 - 09
Fabio Fiume
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