Ogni nuova uscita discografica del singer canadese, al secolo Bryan Adams, è accompagnata sempre da un forte entusiasmo, in quanto è ben noto come il biondo rocker, non sbagli mai un colpo tra album d’impronta rock (vedi l’ultimo “Room Service”) e sogni acustici, di grande intensità (l’Mtv Unplugged del 1997); Mr.Adams è sinonimo di qualità, di emozioni e soprattutto di grande musica. Il nuovo “11” (grandiosa l’idea di farlo uscire l’11 marzo e contenente 11 canzoni..) è l’ennesimo grande album di un artista che di “andare in pensione” non ne vuole proprio sapere e anzi, col passare degli anni, sembra vivere davvero una seconda giovinezza; “Tonight We Have The Stars” apre l’album tra organi hammond e dolci melodie, per un brano dall’impronta ’70 (e alcuni passaggi di “Into The Fire”) con un Bryan Adams sofferto e intenso dietro il microfono a regalarci una nuova gemma. Primo singolo estratto (e già in rotazione da un mesetto) la ruffiana “I Though I’d Seen Everything”, ovvero il Bryan “radiofonico” che tutti amiamo; un brano che profuma d’estate e sole lontano un chilometro, tra ariose aperture melodiche e un coro sulla scia di album come “Room Service” e “18 Till I Die”, che di diritto è già un classico. Dopo la “parentesi” a tre all’indomani di “On Day Like Today” ora la band è tornata da qualche anno, con la storica formazione a cinque e le nuove “leve” Gary Breit (tasteier) e Norm Fisher (basso) donano nuova linfa alle composizioni; un esempio? La strepitosa “I Ain’t Losing The Fight”, un brano che su un tappeto slow (vicina a certe cose di “Room Service”) snocciola aperture care al passato del grande Bryan, avvolgendoci con quell armonica che fa tanto Springsteen. Si torna a sonorità “rock acustiche” con “Oxygen”, un bel brano spinto da basso e batteria e un solo, di un ispiritssimo di Keith Scott, per un pezzo ancora una volta dall’impronta ’70 (alzi la mano chi sente reminescenze Kiss…) e dal coro, perfetto per i live. Sembra quasi di sentire gli U2 di “The Joshua Tree” sull’inizio di “We Found What We Were Looking For”; una ballata dagli arrangiamenti delicati, condotta per mano da un pianoforte lento e sensuale, il tutto condito da un Bryan dietro il microfono letteralmente superlativo. In generale le sonorità rispetto al precedente “Room Service” si son fatte meno “rock” ma più acustiche e vicine allo stile di “On A Day Like Today” o del grande “Mtv Unplugged”, anche se certi passaggi, credetemi, sembrano uscire dalla colonna sonora di “Spirit” come la bellissima “Broken Wings” (molto Van Zant l’inizio…); ballatone per chitarra acustica e tanta melodia “Somethin’ To Believe In”, un brano che gli Aerosmith pagherebbero oro per un loro disco acustico, mentre “Mysterious Ways”, seppur dolce e intima, non spicca il volo, forse perché carente di un coro incisivo e colorato. Anche “Flower Grown Wild”, non brilla per originalità (è praticamente “I Thought I’d Seen Everything”, in un’altra “salsa”…) ma si fà apprezzare per un cantato solare e da “autostrada”, perfetta per le vostre gite fuori porta. Chiusura in grande stile con l’acustica “Walk On By”, ovvero il buon Bryan ai suoi massimi livelli; un lento coi fiocchi (e lo spirito di Springsteen aleggia nell’aria..) tutto per voce, chitarra acustica e archi semplicemente incantevole. Bryan Adams non delude mai e ancora una volta le pagine della nostra vita, saranno segnate da un nuovo album, che ben presto diverrà un classico…complimenti Bryan! MOMENTO D’ESTASI: “Tonight We Have The Stars”, “I Though Id Seen Everything”, “I Ain’t Losin’ The Fight” e “Walk On By”, ci regalano l’anima del Bryan Adams targato 2008. COLPO DI SONNO: un paio di brani più “standard” come “Mysterious Ways” e “Flower Grown Wild” ma è poca roba..il resto è semplicemente perfetto.