L'unico respiro di “nuova linfa” in casa Gotthard, ci era stato rivelato durante il festival di Huttwil in Svizzera, lo scorso 4 luglio; tre canzoni nuove, che facevano davvero ben sperare sul nuovo album della band elvetica.
Tutte mantenute le promesse e anzi, forse ci troviamo davanti all'ennesimo capolavoro in casa Gotthard; il nuovo “Need To Believe”, è un monumento al rock, un album dal potenziale commerciale altissimo e soprattutto, un album suonato con una classe e una carica, senza paragoni. Dopo un'intro tastieristica e misteriosa “Shangri-La” esplode come un fuoco d'artificio ben congegnato e la carica che trasmette, è davvero incredibile; i Gotthard partono con la marcia giusta e ci regalano un brano pesante come un macigno, nella strofa ma dal coro ultra melodico e con uno Steve Lee, che vola alto come non mai supportato da dei cori pazzeschi. Una partenza coi fiocchi e la seguente “Unspoken Words” è ancora meglio forse, graziata da un'altro coro sulla scia “Lipservice”, “Domino Effect” ma con un fare melodico, ancora più accentuato e far fronte a una strofa, ancora una volta, davvero rocciosa e magnetica.
“Need To Believe” la title track, è anche il primo singolo estratto e non mancherà di incendiare le folle, ai prossimi concerti, con quel suo fare alla “I Wonder” ma anche alla “The Call”; il classico pezzo da classifica, dal coro ruffiano e con un lavoro di squadra sensazionale.
Basterebbero queste tre canzoni per decretare il successo del nuovo album di Leo Leoni e soci ma i nostri, non si arrendono e subito dopo, ci piazzano la semi acustica “Unconditional Faith”, fatta apposta per farci salire sul nostro cavallo e galoppare per i campi della nostra fantasia. Un brano che strizza l'occhio al Bon Jovi di “Misunderstood” ma con tutta la carica dei Gotthard di “Nothing Left At All” o “Father Is That Enough”, a rendere il tutto armonioso e avvolgente; si torna a fare grande rock con la “sorella illegittima” di “Mountain Mama”, ovvero la bellissima “I Don't Mind” (un brano che farà follie dal vivo) e con la quasi Fair Warning “Break Away”, superba rock song sincopata e con un coro tra i più belli, che i Gotthard abbiano mai partorito.
Nulla da dire sulla produzione, mai come oggi, cosi' affilata e di altissimo spessore, affidata questa volta al bravo Rick Chycki (già al cospetto di Aerosmith e Pink..) che ha saputo rendere al massimo, le potenzialità della band e soprattutto la bellissima voce di Steve, come possiamo sentire su “Don't Let Me Down” (un lento coi fiocchi amici miei..al pari della vecchia “Have A Little Faith” o “Everything I Want”) o sulla più articolata “Right From Wrong”, dai risvolti moderni ma con cambi di tonalità semplicemente avvincenti.
“I Know You Know” si aggiudica la palma come la canzone più impegnativa, a livello di liriche, di tutto l'album (leggetevi il testo da pelle d'oca) e anche in fatto di sound, la band ci spiazza con un brano che dopo una partenza lenta e atmosferica, si trasforma in una travolgente hit tra cori di grande bellezza e chitarre roboanti. Un classico. Finale tutto in salita prima con “Rebel Soul” (un'altra nuova “The Oscar Goes To You”?) e a seguire la ballatona malinconia “Tears To Cry”, (molti anni '70 nel coro) che sigilla un album davvero imponente, per questi ragazzi d'oltralpe.
I Gotthard son tornati con un album che farà il cosiddetto “botto”; io son pronto a scommetterci...e voi? Top Album assoluto!
MOMENTO D'ESTASI: difficile trovare un solo momento di grande valore in un album che sprizza classe da ogni poro ma dopo la tripletta iniziale “Shangri La” “Unspoken Words” e “Need To Belive” non avrete più fiato in gola ve lo assicuro...
COLPO DI SONNO: nessuno.
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Inserita il 31 - 08 - 09
Massimo Agliardi
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